La maleodorante indagine, la visita presidenziale

scritto da Vince75
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Testo: La maleodorante indagine, la visita presidenziale
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"Jingle bells jingle bells, jingle all the way." Dal mercato di fronte alla scuola Conti si poteva capire che il Natale si avvicinava. Ogni giorno la folla aumentava ed era sempre più difficile camminare in Viale Battisti. "Pentola accaio inox a venti euro; Robot puliscitutto a soli cinquanta euro...affarone!"; "Signora bella, non può non comprare queste scarpe foderate in pelle ovina! Con soli trenta euro le sembrerà di essere ai Caraibi!" le urla dei mercanti risuonavano nei padiglioni auricolari comaschi. Anche chi detestava il mercato, e lo considerava un posto da straccioni, s'incuriosiva e rallentava il passo. Le massaie ci andavano a nozze. Alcuni giorni prima, la Gazzetta di Como riportava la notizia:"Mezzogiorno di fuoco al mercato! Duello all'ultimo sangue per un paio di slip!".
La Vincoso aveva eretto un maestoso albero di natale, di oltre un metro e mezzo, ben addobbato. Il puntale, però, aveva superato almeno un paio di guerre puniche. L'annunciata visita pastorale del preside Lo Gatto aveva poi rinvigorito la segretaria più del Gerovital.
"Dai Isacco, forza con quella straccio!"
"Va bene, signora."
La signorina Tic era in pressing asfissiante su Isacco, la scuola doveva essere tirata a lucido per il grande evento natalizio.
Isacco,un settantenne ex insegnante di educazione fisica ed ex arbitro di calcio, era il bidello speciale delle scuola. In barba all'età era ancora arzillo, tant'è che ad alcuni alunni aveva confessato:"Mia moglie mi fa fare un'ora di ginnastica da camera alla settimana".
Un grave avvenimento turbò la fremente attesa; qualcuno, nel bagno maschile, aveva defecato fuori dalla turca. Isacco rifiutò di sporcarsi le mani, e corse a chiamare la Vincoso. La quale diede di matto: "Non è possibile! Se arriva il preside e va in bagno che figura ci facciamo? Venga fuori subito il responsabile e ripari al misfatto, o qui succede un quarantotto!".
Pezzenti, che casualmente aveva ascoltato quella conversazione,provo' a confortarla:"Si calmi, signorina.La situazione si aggiusterà".
"Uhm, Pezzi'..."
"Sì?"
"Puoi venire nel mio ufficio? Voglio farti una proposta."
"Va bene."
L'ufficio della Vincoso era un open-space. Vi si accedeva dall'ingresso principale della scuola, salendo i venti gradini di una scala a chiocciola.
Affermare che il disordine regnava sovrano era riduttivo. Al centro vi era la scrivania della Vincoso; accatastate vi erano delle cartellette, e copie vecchie anche di un mese della Gazzetta di Como. Spostandosi sulla destra c'era uno schedario, sul quale gli acari banchettavano allegramente. In sottofondo le note che uscivano da una radio a transistor della Philips, annata 1973 o giù di lì. Last, but not least: un tavolino con macchina da scrivere. La dattilografa era stato il primo lavoro della Vincoso. La signorina Tic picchiettava ancora su una Lettera 22 Olivetti.
"Ecco Pezzi'..."
"Dica."
"Tu che sei una persona seria, trova il responsabile del delitto".
"Quale delitto? Chi hanno ucciso?".
"Dai che mi hai capito, intendo quello che è successo in bagno."
"Ma...ma..."
"Se scovi l'untore ti faccio pagare le fotocopie dieci centesimi (tutti le pagavano venti centesimi)."
Di fronte a quell'allettante proposta economica Mirco non seppe dir di no. Maledicendo poi la sua incapacità di farsi gli affari propri.
Non riscontrò grande collaborazione dagli altri studenti:"A qualcuno è scappata, e non è riuscito ad arrivare al traguardo in tempo"; "Vai ad assaggiarla, Sherlock Holmes della pupù!" alcuni dei commenti più taglienti.
Dopo altri tentativi andati a vuoto, decise di abortire la puzzolente indagine. Rimaneva lo scoglio di riferire al commiss...ehm alla Vincoso. Si fece forza e tornò dalla segretaria:
"Allora Pezzi'? Buone notizie?".
"Ehm...purtroppo no. Malgrado i miei accurati interrogatori non sono riuscito ad individuare il lestofante."
"Peccato! Hai qualche altra idea?"
"Suggerisco di spostare il corpo del reato, e di tirare lo sciacquone."
"Va bene, con le buone o con le cattive convincerò Isacco a farlo. In ogni modo ho apprezzato il tuo impegno, da domani pagherai le fotocopie quindici centesimi."
"Grazie."
Archiviato il giallo, non rimaneva che attendere la persona che aveva scatenato tutto quel trambusto: il preside.

Alle 20:55, preceduto dalla fanfara della Vincoso, il vate entrò in classe. Un signore più vicino ai settanta che ai sessanta, basso e con un riporto da antologia. Si appropinquò a mo' di bersagliere, salutando con una vigorosa stretta di mano il prof. Manetta. Lo Gatto indossava una giacca Coveri, con camicia azzurra Navigare e un papillon rosso. Dietro gli spessi occhiali, guizzavano vivaci occhi marroni.
Partenza con sprint:" Buonasera ragazzi, scusate se interrompo la sicuramente interessante lezione del prof. Manetta. In prossimità delle festività di fine anno, ho pensato che fosse buona cosa venirvi a trovare. Ah la scuola: quanti ricordi mi vengono in mente. Di quando ero un vigoroso giovane come voi."
Raccontò della sua partecipazione ai campionati studenteschi di atletica; visto il suo fisico,tuttavia, gli alunni nutrirono seri dubbi che fosse stato un competitore eccellente. Gli si ingolfò il motore nel successivo discorso, inerente all'importanza degli studi nella società moderna. Mirco rischiò un coma poco vigile; fu salvato dalla compagna di banco Giulia, con un paio di gomitate ben assestate.
Trascorsi venti minuti abbondanti, l'Au revoir logattiano:
"Forza ragazzi, passate bene le vacanze di Natale.Riposatevi, ma a gennaio riprendete a studiare con la massima intensità. A giugno andrete a fare gli esami di idoneità a Erba, fate fare bella figura alla nostra scuola. Ma, soprattutto, lo dico per voi; nella vita avere un buona istruzione è fondamentale. Vi saluto, e rinnovo i migliori auguri di buon Natale e buon anno a voi ed ai vostri cari".
La massa gli tributò qualche timido applauso, e una cascata di sorrisi di circostanza.
Zaini adagiati sui banchi, in attesa del sospiratissimo rompete le righe. Per occupare i pochi minuti rimanenti Giulia provò a stuzzicare Manetta, per ricavare qualche gossip interessante:
"Prof?"
"Sì?"
"Il preside è sposato?"
"Ti interessa? Mi sembra un po' grandicello per te..."
"Non svicoli; risponda."
"No, vive da solo."
"E' gay?"
Il prof. arrossì:"No,no, ragazzi eh. Stiamo esagerando".
"Suvvia..."
"C'è la privacy".
"Forza prof, non lo diciamo a nessuno".
"Vabbè...gira voce che ha delle strane tendenze."
"Allora lei stia attento!"
"Non gli do mai le spalle."

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