Follia di una notte di metà primavera
…Ho sempre avuto una fervida immaginazione; mi piace sognare, anche ad occhi aperti.
Ad un certo punto della mia vita dormire era diventato un optional, all’inizio fu una tortura, ma poi quell’evento porto i suoi vantaggi.
Tutte le storie che avevo nella testa che prima erano solo fantasie o sogni, diventarono in quelle lunghe notti insonni il mio rifugio, la mia realizzazione.
Cominciai a scrivere e questo mi portò a passare quasi cinue-sei ore per notte davanti al pc.
Una notte, nei primi di maggio dello scorso anno, avvertendo un calo d’ispirazione decisi di prendermi una pausa e di navigare un po’ nella rete alla ricerca di notizie o storie interessanti.
Partito il collegamento anche la chatroom che frequentavo si avviò automaticamente.
All’improvviso un click e un nickname alquanto bizzarro comparve sullo schermo; ero davvero molto annoiata e così decisi di soffermarmi a fare quattro “clickchiacchiere” con quello sconosciuto. Era un tipo interesante, un ballerino simpatico e sposato, e che dopo la prima mezz’ora non accennava ancora al sesso virtuale o a frasi del tipo: “perché non ci incontriamo?” ; questo “purtroppo” mi incoraggiò ad andare avanti, in breve sapevo tutto di lui: un matrimonio in crisi, una figlia, un sogno svanito la notte della scoperta dei tradimenti della moglie(partner e socia della scuola di ballo). Cominciai a dispensare qualche consiglio, ad entrare nella sua vita. Non sapevo quanto di quello che raccontava fosse vero e non mi interessava saperlo. Una cosa però mi colpiva di lui, la sua apparente fragilità(qualità che negli uomini mi fa impazzire). Dopo quasi due ore decidemmo di salutarci, mi chiede come potremmo risentirci ed io senza nemmeno riflettere digitai il mio saluto correlato del numero del mio cellulare. Ci sentimmo l’indomani, lui un po’ imbarazzato io molto spontanea, la simpatia fu reciproca ma non chattamo quasi mai più, mi chiese però il permesso di mandarmi qualche sms e potermi fare qualche squillo a mò di saluto. Accettai. Ci divertiva mandarci sms di buongiorno o buonanotte alquanto poetici. A giugno partii per lavoro e durante i tre mesi estivi cominciai ad ignorare i suoi sms e squilli, non lo cercai più anche perché comunque era un uomo sposato, e poco mi fidavo degli uomini sposati, e anche se non c’era altro che un’amicizia telefonica tra noi quell’amicizia stava diventando molto sentita. A settembre finito il lavoro tornai a casa col morale sottoterra, la mia vita sentimentale faceva acqua da tutte le parti, durante l’estate mi ero lasciata andare un po’ troppo a storie di puro sesso, nessun impegno, nessuna aspettativa zero sofferenze, o almeno era quello che credevo. Ma dopo aver fatto del mio corpo una specie di pattumiera del piacere la sofferenza si sentiva e come! In più la prospettiva di passare un altro inverno da disoccupata mi aveva portato ad una vera e propria crisi depressiva.
Un giorno mi svegliai all’ora di pranzo ed ero veramente a pezzi, stavo chiusa nella mia stanza ad ascoltare la radio con la mente persa nel vuoto, un bip del cellulare mi riportò alla realtà era un sms, era lui.
Mi chiese per l’ennesima volta che fine avessi fatto; risposi a quel sms quasi d’istinto, gli raccontai tutto di quell’estate poi via e-mail, credo che leggendola si rese subito conto che la ragazza spensierata un po’ pazza e sognatrice che aveva conosciuto a metà primavera era scomparsa. Avevo toccato il fondo della disperazione e non mi piaceva, l’unica soluzione anche se assurda la vedevo nella morte. Sapevo di sbagliare ma riaverlo vicino, telefonicamente, durante quel periodo mi salvò la vita. Fù così che legai la mia vita alla sua, io con mille dubbi e paure, lui certo di amarmi. Aveva un modo nel parlarmi che mi disarmava, ci stavo bene con lui e lui sembrava lo stesso visto che per me spendeva fior di euro in telefonate e viaggi. Ci incontrammo una prima volta a metà dicembre, e quando vidi la sua macchina da lontano un barlume di lucidità stava per impadronirsi di me: “ ma devo essere pazza, è uno sconosciuto, non posso veramente credere in un amore così assurdo e passare con lui due giorni nella stessa camera d’albergo” ma la ragione volò fuori dal finestrino una volta salita in auto e averlo guardato negli occhi, era terribilmente inquietante come raffigurava alla perfezione il mio ideale di uomo nel corpo e nello spirito. Ero matta, ma lui era il mio ideale di uomo non potevo lasciarmelo scappare. Ma col tempo mi resi conto di averlo trasformato in un vero e proprio ideale!
Quei due giorni in albergo conobbe la parte di me che credo per parecchio tempo immaginò soltanto, passammo a letto parecchie ore, io ero scatenata come sempre, il sesso per me non aveva segreti, con lui però c’era una sfumatura diversa rispetto a tutti gli altri della precedente estate, insomma il nostro era amore, per quel che ne sapevo io almeno.
Fù una storia turbolenta, lo lasciai parecchie volte in preda alla ragione e lo amai tantissimo in preda alla follia. Ogni giorno gli diedi tutto di me, la mia anima il mio cuore. Ma adesso col senno di poi mi accorgo di come ho idealizzato tutto, di come riflettevo su di lui tutti i miei sogni, ma l’assurdità stava nel fatto che lui li includeva tutti i miei sogni e io ci credevo fermamente. Dopo i primi mesi l’ombra della moglie che non aveva ancora lasciato si fece sentire, cominciai a chiedergli di più, di lasciarla di impegnarsi seriamente con me, e lui mi rispondeva che l’avrebbe lasciata all’istante se io fossi andata a vivere con lui, io invece volevo qualcosa di più pulito, che prima la lasciasse e poi mi chiedesse di vivere con lui. Fu comunque la paura di perderlo e la crisi nella mia famiglia che mi fece decidere durante la sua ultima visita qui di partire con lui, ma con mio immenso stupore si rifiutò, andò via quasi scappando da me. Lo lasciai e quel sogno quell’ideale di lui scomparvero definitivamente. Lui non lasciò la presa continuò a dirmi che mi amava che aveva commesso un errore, che aveva problemi economici, addirittura venne fuori una sua presunta grave mallattia, all’inizio gli credetti e tornai con lui ma l’ideale che ne avevo era scomparso per fortuna, e mi faceva vedere più chiaramente le sue menzogne. Agosto di quest’anno fu terribile per me soffrivo come non mai per lui che ormai amavo con tutto il cuore, cominciavano a farsi strada domande quali “Perché mi sta così addosso? Il suo non è amore ma allora che cosa vuole da me? Perché avrebbe speso così tanti soldi solo per qualche notte di sesso?” una risposta a queste domande mi venne data quando in un periodo per lui disperato mi chiese di prostituirmi perche le cure per la sua malattia richiedevano un vero patrimonio e lui aveva forti problemi economici. A quel punto cominciai ad avere seriamente paura di lui lo lasciai, ma lui continuò a chiamarmi a cercarmi e se mi negavo al cellulare chiamava casa. Arrivò persino a minacciarmi di morte, ero sua e di nessun altro. Cercai allora di tenerlo buono, di fare l’amica, alcune volte ritornai sui miei passi perche mi mancava terribilmente l’ideale che mi ero creata di lui, poi tornavo con i piedi per terra, le sue erano state solo menzogne mi aveva letto nell’anima e sapeva bene dove colpirmi. L’ho lasciato nuovamente lunedì scorso, quello che credevo fosse amore per me si è rivelato quasi più come un’ossessione, sono terrorizzata ma non tornerò più sui miei passi ormai sarebbe ancor più pericoloso, e poi è come sbattere la faccia contro la sua vera natura quella che mi sta facendo soffrire come non mai: non mi ha mai voluta veramente, mi ha mentito, e credo che l’unica cosa che gli interessava di me erano i guadagni che il mio corpo poteva portargli. Ormai ne sono sicura se fossi andata a vivere con lui mi avrebbe venduta!!!
follia di una notte di metà primavera testo di GIUSY