Una lettera fino a lassù.

scritto da Sagniwell
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Autore del testo Sagniwell

Testo: Una lettera fino a lassù.
di Sagniwell

Caro mio vecchio amico,
Ti scrivo oggi, giorno di pasqua, giorno di festa, di affetto famigliare. Ti scrivo perché.. perché come sempre, non riesco a farne a meno. Perché è uno dei pochi modi che ho per sentirti vicino.. per dirti " ehi non ti ho dimenticato".
Come potrei?
Quante cose sono cambiate.. e io non riesco a rendermene ancora conto. Un anno fa avevo passato con te questo giorno, davanti ad una tavola imbandita, che profumava di piatti poveri, ma tradizionali. Di passato, di vecchie ma eterne ricette..del tempo che passava. Inesorabilmente. Tu sempre al solito posto. Sempre più stanco. E io, davanti a te, ti guardavo mangiare lentamente, a fatica. Cercavo di intavolare qualsiasi discorso, parlavo agli altri ma in realtà volevo solo sentire la tua voce. Volevo che tu mi parlassi ancora una volta, del vento, dei fiori, di quella rosa rossa che ti piace così tanto. E che ora sembra splendere vicino ad una tua foto.
Ma tu non hai detto una parola. Mai, mangiavi in silenzio e il tuo sguardo, perso nel vuoto. Sai, mi sono sempre chiesta se non ti interessasse più quello che avevamo da dire, oppure più semplicemente, non riuscissi già più ad ascoltarci.
Se quel demone che da anni ti faceva compagnia, avesse già assorbito tutte le tue energie vitali, tutta la tua forza positiva, lasciandoti solo la fatica di vivere, di trascinarti in quelle stanze vuote giorno dopo giorno con il tuo treppiedi blu metallizzato. Quante volte giravo per casa con il tuo bastone moderno, solo allo scopo di farti ridere. Avrei dato tutto per un tuo sorriso. Ma il mio tutto non era più abbastanza.
Mi manchi.
Come se un colpo di vento avesse spazzato quella parte di me più nascosta, più intima e infantile, un pezzo di cuore dove eravamo solo io e te. E i tuoi insegnamenti, il tuo passato difficile, quei tuoi segreti che ti straziavano.
Quanto hai sofferto davvero?
Noi non lo abbiamo mai capito fino in fondo, non abbiamo mai colto cosa c'era veramente dietro a quegli occhi blu, così simili ai miei. Perché io e te siamo uguali, e tutti quanti qui, non fanno altro che ripetermelo; ne sono fiera certo, ma questo non colma il mio dolore, non lo allevia. Ti vorrei qui più di qualunque altra cosa, vorrei darti un ultimo bacio e dirti che ti voglio bene; non credo di averlo mai fatto..
Sono pensieri che mi assillano, che mi accompagnano durante le mie giornate e danno un gusto amaro alle mie lacrime, così amaro che a volte ho paura mi travolgano. La forza delle emozioni è qualcosa di incredibile, il dolore di un lutto, devastante. Ed io scrivo, per cercare di calmarmi, per trovare un senso, per farmi forza. Per ricordare.
Ogni volta che guardo il cielo non posso fare a meno di pensarti, di chiedermi se magari puoi vedermi, o se stai passeggiando accanto a me, con il tuo cappello, le mani dietro la schiena..
Però sono stata forte, mio vecchio amico, non ho mai chiesto ne pregato nessuno perché ti riportasse qui da me. So meglio di chiunque altro che è giusto che tu sia andato via, che il dolore finalmente ti abbia abbandonato. Ora sei di nuovo libero, anche se i più non lo capiscono.. io mi aggrappo forte forte a questo pensiero, e allora posso provare a sorridere.
Una canzone dice che la vita può allontanarci, ma che l'amore poi continuerà, ed io credo che abbia davvero ragione. Credo che ti amerò per sempre, come solo una nipote può amare il suo secondo padre.
Mi manchi nonno, immensamente.
Ti porto con me, sempre e dovunque.
Una lettera fino a lassù. testo di Sagniwell
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