I sacri confini

scritto da volavola
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Testo: I sacri confini
di volavola

Dopo aver passato ore e ore a navigare tra i siti delle agenzie cercando la casa dei miei sogni, finalmente incontrai la foto seducente di una bifamigliare provvista di garage e un ampio parco. Me ne innamorai sul colpo e la comprai sull’unghia.

Prima di entrarci chiesi a un tecnico di stabilire con estrema esattezza i confini. Con questo assunto: ciò che sta all’interno è buono, ciò che sta all’esterno è cattivo, per cui niente dovrà inserirsi dal di fuori al dentro.

Il geometra mi diede un prudente consiglio: -In questo nostro tempo ci sono vagabondi che non hanno più rispetto dei confini, saltano la recinzione anche soltanto per raccogliere radicchi. Quindi per prima cosa prenditi il porto d’armi e una pistola di precisione. Certa gente non comprende nessun altro linguaggio.       Se non hai qualche rinforzo sotto l’ascella, Il tuo argomentare verrebbe preso per debolezza.  Dalle mie parti risolviamo così tutti i problemi.

Il geometra piantò un picchetto, poi si voltò perplesso verso di me:

-Purtroppo se questi tali vengono a sapere che sei armato si armano anche loro. Devi per questo giocare d’anticipo. Compra anche un fucile. Dalla finestra in tutta sicurezza puoi inquadrare da lontano gli intrusi nel mirino. È tuo diritto sparare prima di loro: hanno violato i sacri confini. Fuoco a volontà. O preferisci farti ammazzare?

Dopo un mese la recinzione era stata alzata, le telecamere piazzate ai quattro lati. Avevo il porto d’armi, una calibro 38, un fucile mitragliatore.

Ma non fu come pensavo. I problemi non vennero dai forestieri, ma dal mio confinante.

Ricevetti un telegramma con ricevuta di ritorno. Era un’ingiunzione del mio vicino a spostare subito la recinzione di tre metri. Era stata innalzata entro il suo sacro confine. Il precedente proprietario del parco si era lasciato andare a concessioni non ponderate, ma era ubriaco al momento del rogito. Era mancato un requisito fondamentale affinché il documento si potesse ritenere valido: la sobrietà.  Il suo geometra dalla lunga barba, mi avrebbe spiegato sulla carta per benino tutta la faccenda davanti a un buon distillato di grano.

- È solo un trucco. È un bugiardo patentato. Si prenderà con l’inganno tutto il parco e non si fermerà a quello. Non fare accordi con lui, mi disse il geometra quando gli sottoposi il problema. Risposi al telegramma con un altro telegramma: le carte parlavano chiaro. Quel terreno mi apparteneva. Stop!

Tre giorni dopo, quando si fece notte un frastuono mi svegliò di soprassalto. Dalla telecamera rivolta ad est si intravedeva nella fetta di parco del mio vicino un mega impianto stereo alimentato alla massima potenza. Una musica folle per tutta la notte e ancora più assordante nelle notti seguenti.

Si diventa nervosi quando non si riesce a dormire.

I pali della luce passavano sopra la mia proprietà. Presi la motosega, segai un palo e il cavo si spezzò. Tornò il silenzio.  Ero molto soddisfatto. Il mio vicino si sarebbe presto arreso.

Il mattino seguente mi alzai di buon umore con l’unico desiderio di farmi un buon caffè. Svitai la moka e aprii il rubinetto … di acqua neanche un goccio. Nel parco del vicino una perdita zampillava da un tubo e lui ci ballava intorno.

La beffa oltre che il danno. Non c’era più ritorno. Con un bastone portai il cavo spezzato a contatto con la recinzione. La gattina del mio vicino fu attratta dal profumo della fetta di carne che agitavo. Si avvicinò contenta, allungò la zampetta oltre la rete. Poi fu la volta del cagnolino. Con questo avrà ben capito chi è il più forte!

Durante la notte la casa incominciò a tremare. Un grande botto, fiamme.   Il mio vicino aveva minato astutamente le fondamenta della bifamiliare, per farmela pagare per la gatta e per il cagnolino. Penso.

Ripresi conoscenza mentre ci stavano caricando sull’autoambulanza ridotti a poca cosa.                                                                                 
 Ci sistemarono uno accanto all’altro, poi i geometri tornarono nel parco per continuare la loro sfida a scacchi.

Cadevano i pedoni come mosche! Dopo ogni mossa nuovi confini venivano tracciati dai notai su nuove mappe.                                        Qualcuno prima o poi li avrebbe benedetti!

I sacri confini testo di volavola
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