Gioie

scritto da Fesso Contento
Scritto Ieri • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 4 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Fesso Contento
Autore del testo Fesso Contento

Testo: Gioie
di Fesso Contento

5. Gioie

Scoprire da bambino il sapore che ha la lingua di una bimba.  
Immaginare per la prima volta cosa venne giù col diluvio universale.  
Riuscire a scrivere finalmente la difficile vocale e.  
Imparare una poesia di Rodari,  
scoprire cos’è la memoria.  

Fingere di essere duro ometto di campagna  
guidare un trattore  
mungere all'alba una vacca con lo zio perfetto, contadino.  

Pascolare in estati afose pecore e capre,  
senza soffrire caldo, annusare letame ed erbe, bagnarsi vestiti fradici sotto l'irrigatore più potente.  

Leggere riviste pornografiche  
scoprire come diventa duro,  
scoprire con stupore, la prima volta, cosa si prova quando finalmente esce quel liquido bianco e puro.  

In sella al cinquantino, spingersi oltre i trenta chilometri dalla propria casa, sentirsi pioniere ed esploratore di terre lontane e  
sconosciute.  

Fumare per la prima volta erba e ridere come un folle con i tuoi compagni migliori. Ancora non lo sai che l'effetto non sarà per  
sempre quello.  

Napoli, San Paolo, concerto degli U2,  
di zoo tv non capirci niente, eppure capire tutto: realizzare con quel primo bacio con la ragazza sfregiata, che il primo bacio è soltanto una leggenda, un mito, sopravvalutato.  

Chiedersi sconcertato perché si viene in una vagina umida e calda, ancora troppo bambino per provare vero piacere, ancora in fase di sperimentazione, si deve ancora vedere.  

Notti passate a girovagare, bere fino a vomitare, sperimentare piccoli delitti, per vedere fino a quando la si può fare franca.  

Estate del '96 fino alla primavera del '97.  
Maturità! Esame in un lettone a casa di un'amica, maschi e femmine ridendo e giocando, su lunghezze, profondità e circonferenze.  

Innumerevoli notti perdermi per Roma,  
entrare in locali ambigui, aspettare sfatto il primo autobus del mattino.  

Venezia.  

Parlare con sconosciuti, stranieri, nella loro stessa lingua.  
Sentire in notti nebbiose i passi lontani.  
Vedere fantasmi e maschere ad ogni angolo,  
bere per anni al Santo Bevitore, preferendo il bevitore al santo.  

Keith Jarrett che suona Händel.  
Ascoltare per ventiquattro ore filate tutto il rock che è possibile ascoltare.  
Mingus, Solo Dancer, Coltrane, A Love Supreme.  

Realizzare soltanto al primo esame universitario di essere intelligente. Mentivano i vecchi professori:  
autistico, introverso, forse Asperger.

Il primo amore incontrare in primavera,  
passeggiare per le vie della città eterna,  
scoprirla e scoprirsi insieme,  
gotici senza saperlo, decadenti, romantici,  
due corvi assetati di vodka.  
Ogni luogo visitato e rivisitato in futuro,  
dipinti, cimiteri, trattorie con del buon vino,  
leggere i racconti di Poe - tu ancora non lo sai -  
diventeranno simboli di felicità perduta, profonda nostalgia per quei momenti ogni volta che rivedrai  
quei luoghi, e rivedrai ancora come allora lei in ogni chioma o sagoma che ricordi la sua forma.  
Quell'amore acerbo, nervoso che si ha paura di perdere quando è impossibile perderlo e che si  
perderà quando si sarà sicuri che si avrà per sempre.    

Dormire in una tenda nel deserto e ascoltare versi di bestie in lontananza.  
Bere Guinness che non ti piace, solo per brindare con vecchi irlandesi incazzati.  
Il sabato a Londra è sempre carnevale,  
Charing Cross e il Soho pieni di lucciole fatte di carne o artificiali.  
L'Hudson river sulla destra e l'East river a sinistra, proprio in cima all'Empire State,  
dove da bambino, forse stupidino, pensavo acquistare a buon mercato, il mio angolo, il mio appartamento.  
Ma da lì, la statua della Libertà si vede troppo piccola e lontana.  

Istanbul, ponte di Galata, code di pescatori, quell'odore di pesce marcio, autentico.  

Isola delle correnti, la bella Sicilia,  
paesaggio notturno, struggente, selvaggio.  
Un piccolo golfo, un faro, una spiaggia in miniatura, una luna immensa, luminosissima e tu ti abbracci con  
l'amore.  

Sballarsi con i capelli già bianchi come avessi venti anni,  
tornare a casa strisciando alle prime ore del mattino... continuare a cercare quelle cose che sai non avrai mai.  

Gioie testo di Fesso Contento
1

Suggeriti da Fesso Contento


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Fesso Contento