Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Vorrei essere Heidi.
Non il cane, quello bianco.
Proprio lei.
Con quelle guance rosse
che ti fanno pensare
che mangia e sta zitta.
Io che mangio la cioccolata,
e la mangio davvero,
senza pensare a niente.
Oppure quei panini,
con in mezzo quel pezzo di formaggio marrone
che non ho mai capito cosa fosse,
ma lo volevo lo stesso.
Lei li metteva in bocca
e via,
in un sol boccone.
Senza drammi.
Non so come facesse,
perché non aveva i denti.
Che pace.
Io, per uno di quei panini,
avrei barattato volentieri
il minestrone di mia madre.
E anche tutta la pentola.
Vorrei essere Heidi,
piccoletta,
che si rotola nelle montagne
perché non ha un c...o da fare
e nessuno che la chiama.
Non pensa.
Non ragiona.
Si rotola.
E il cane dietro, felice lui.
E vorrei anch’io spingermi su quell’altalena,
che non si è mai capito
dove ca..o fosse attaccata.
Vorrei essere Heidi
per quel vestito rosso.
Io amo il rosso.
A lei sta bene.
A me di più.
E poi c’è Peter.
Mi piace.
Non le dice mai di no.
Non capisce niente,
ma c’è.
È questo l’uomo che fa per me.
Uno che non capisce
e infatti si fida.
Che è già tanto.
Ma io
non so rotolare
e non ho un cane.
E Peter
non esiste.
E a me
resta tutto in testa.