Febbre da ringhiera

scritto da innuendi
Scritto Ieri • Pubblicato 18 ore fa • Revisionato 18 ore fa
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Testo: Febbre da ringhiera
di innuendi

Mi sono svegliato nel cuore della notte
con il balcone aperto
e Palermo addosso come una febbre lenta.

La ringhiera fredda.
Ci ho appoggiato le mani
come si tocca la fronte di qualcuno
per capire se è ancora vivo.

Da quando te ne sei andata
la casa ha imparato il silenzio.
Anche le sedie stanno attente
a non disturbare il vuoto.

Ho la fronte che brucia
e quell’ansia da ringhiera
come un uccello senza ali.

Mi sveglio dentro una grata di piume,
il corpo seccato,
un fiore dimenticato
che beve sole e polvere di scirocco.

Continuo a cercarti
nel bicchiere lasciato a metà,
nel riflesso sporco della finestra,
nell’ombra vera che però non sei tu.

Sei andata via così,
come i cani la mattina presto
davanti le chiese.

Ed io non ci sono più.
Solo un pugno chiuso dentro un pallone sgonfio
e i cieli grigi di Palermo
vestiti da abito da sera:
tacchi alti,
troppo rimmel,
una muta per pelle.

Sono ancora su questo balcone,
a complicarmi la caduta,
a mischiare passi e manie,
inventandomi  colori che nessuno vede.

Una sigaretta di poca qualità
brucia lenta sulla ringhiera.
Io pure.

Provo a cercarmi
e non mi trovo.
E non riesco ancora
a volermi bene.-

G.L. - 2024

Febbre da ringhiera testo di innuendi
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