Tre mandate

scritto da HalBregg
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Non sempre è sufficiente chiudere una porta...
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Testo: Tre mandate
di HalBregg

Sentì il pesante portone che sbatteva chiudendosi dietro di lei. Sì, è stata una bella serata, dopo tanto tempo ci voleva. Sulle labbra avvertiva ancora il calore di quelle di lui, un brivido che pensava non avrebbe più provato.

Uscì dall’ascensore e entrò nell’appartamento, una volta dentro infilò la chiave nella serratura della porta blindata e diede tre mandate. Ancora prima di accendere la luce, allungò la mano sul quadro alla parete per disinserire l’allarme.

Si sbarazzò con un calcio dei sandali tacco dodici e a piedi nudi si diresse verso la sala, il tepore delle mattonelle riscaldate sotto le piante le dava un piacevole senso di sicurezza.

Accese la tv, lasciò scorrere le immagini senza volume e aprì il mobiletto bar. Si versò una generosa dose di whisky e con il bicchiere in mano andò alla finestra che dava sulla via sottostante.

Appoggiò la fronte al freddo vetro e chiuse gli occhi. Poi si portò alle labbra il bicchiere e assaporò il liquore che subito le bruciò lo stomaco. Sorrise tra sé. Sì, decisamente una bella serata. Bella e promettente.

Si staccò dalla finestra e tornò al centro della sala. Alla tv scorrevano immagini senza senso. Magari poteva guardarsi un episodio di Breaking Bad, perché no?

Scorse con lo sguardo il divano cercando il telecomando, non c’era. Guardò allora sul tavolino di cristallo. Una puntura nella nuca. Forte. Cattiva.

No, si era sbagliata. Adesso chiudo gli occhi e quando li riaprirò andrà tutto bene. Il bicchiere stava per scivolarle dalle mani.

Riaprì gli occhi. Era ancora lì. Un accendino argentato. Immobile in mezzo al tavolino. Piccolo eppure enorme. Sentì il clic del piccolo coperchio che si apriva e l’odore di benzina che rimaneva sulle sue mani quando le carezzava il volto.

Con uno scatto lasciò il bicchiere sul tavolino facendone uscire qualche goccia, quasi correndo fece il giro completo del piccolo appartamento accendendo tutte le luci. Un fiotto di roba acida le invase la bocca provocandole un conato di vomito. Si trattenne a stento aggrappandosi a uno stipite.

In camera da letto aprì l’armadio e tastò nervosamente tra i vestiti. Si girò verso il letto matrimoniale. Per un attimo pensò di inginocchiarsi e di controllare sotto. Si diede della stupida e lasciò perdere.

Tornò in sala e recuperò l’iphone che giaceva abbandonato accanto al mobile bar. Controllò whatsapp, nessun messaggio. Aveva paura di guardare ancora il tavolino.

Era ancora lì, dritto in piedi, sembrava sfidarla.

Sentì un improvviso calore al volto. Si toccò con la mano, la guancia scottava. Era lì che lui l’aveva colpita l’ultima volta.

Cominciò a tremare. Guardò la porta blindata che non era servita a niente. Si abbandonò quasi cadendo sul divano, riprese il bicchiere. Lo finì con un unico sorso e rimase immobile a guardare lo schermo della tv dove la gente continuava a ridere e scherzare.

Tre mandate testo di HalBregg
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