Il mago

scritto da brix74
Scritto 19 anni fa • Pubblicato 19 anni fa • Revisionato 19 anni fa
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Autore del testo brix74

Testo: Il mago
di brix74


(Racconto di un sogno che forse un giorno vivrò…)

Un giardino nascosto tra i palazzi. L’ho trovato per caso: mi ero perso tra case e vie sconosciute, e il piccolo giardino mi si era come spalancato davanti agli occhi, nella grazia dei suoi colori. C’erano aiuole curate e ancora fiorite, una fontanella con due uccellini assetati. C’erano piante alte come i loro anni: le foglie stavano ingiallendo e l’aria era ancora tiepida, segno di un autunno restio a iniziare. Quell’ombra che d’estate giocava con i raggi del sole, ora invitava a coprirsi le spalle. Qualche mulinello sollevava le prime foglie cadute a terra.

Una mago e il suo spettacolo. Era vestito di nero, da mago, con un cappello da mago in testa, e un sorriso che da fiducia e incuriosisce gli spettatori.
Poteva aver iniziato da poco, o essere lì da un’eternità, i bambini erano già rapiti e stavano attenti alle mani, incuriositi dai gesti lenti e misteriosi. Anche i piccioni e moti pettirosso stavano, intenti ad osservare.

Un’altra persona viene avanti, da una stradina di sassolini; dev’esserci un altro ingresso al giardino. L’edera che circonda il muro è irradiata qua e là dalle carezze del sole. La ragazza entra nel silenzio del momento, e si ferma ad osservarmi. Io osservo lei e le sorrido. Poi mi volto verso il mago ed entriamo a far parte del pubblico di quello spettacolo misterioso ed eterno.

Ho perso l’inizio dello spettacolo. I suoi movimenti lenti ipnotizzano gli occhi a seguirlo. Le sue mani mi tengono avvinto, e perdo la cognizione del tempo, mi resta solo una sensazione piacevole di tarda estate e di un autunno caldo di un tepore materno.

Sento la presenza di lei accanto. Non ho bisogno di guardare; la sento attenta, presente. Il fruscio del suo vestito si confonde con le foglie. Indossa i colori dell’autunno, una giallo che vira al rosso del tramonto e il bruno della terra umida del mattino.

Ho appoggiato le mie cose a terra. Ora sono bambino anche io, incantato e incredulo. Il mago ci guarda negli occhi e nell’anima, ci segue e tocca le nostre emozioni. Chiede la partecipazione del cuore alla magia del gioco.

Poi ci indica. Prima me. Poi lei. Resto fermo, immobile, non so cosa fare. Ma lei si alza, e inizia una danza nuova, speciale. E lui ancora mi chiama, un suo gesto di invita alla danza della vita. Vedo lei sullo sfondo, e dalle sue mani raggi di luce e colori. Poi anche dalle mie un raggio riscalda la punta delle dita. E inizio un disegno nell’aria.

I bambini sono immobili, ora. Fissano il mago, anch’egli statuario. Solo gli occhi ci guardano, prima l’uno, poi l’altra. E le labbra accennano un sorriso. Io ricambio lo sguardo e la serenità, e continuo a liberare dalle mani, senza posa, disegni infiniti che assomigliano a musica. E sono alberi e vento, mare e tempesta, spighe e grano, cerbiatti e roveti, strade e colline.

Poi un raggio di lei incontra il mio: da un blu delle profondità marine e dal giallo dei fiori di montagna esce il verde dei prati e poi si fa più scuro, ed è il mare appena fuori dalla scogliera. Giochiamo insieme. I suoi disegni sono più aggraziati, i colori più tenui, eppure decisi. I miei diventano più morbidi. Non sono più linee diritte, ma curve che avvolgono in un cesto i suoi fiori. E lei diventa una nuvola che solleva le mie rondini. E una mano solleva l’altra.

La musica si quieta, senza dolore ci separiamo. Ognuno compie le sue ultime forme nell’aria, io ora vedo solo le mie. Più lente e armoniose, quasi sonnecchianti rientrano in me.

Mi tornavo a sedere nella posizione di prima, e senza accorgermi di nulla il mago torna a giocare con le carte, con gli oggetti che appaiono e scompaiono. Come le linee tracciate poco prima, così gli oggetti si formano e si dissolvono. Ora comprendo il senso dei sogni, questo creare senza riposo, dare forma e scombinare, prendersi le mani e lasciarsi andare ad un ballo insieme, per sempre…



Il mago testo di brix74
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