La notte continua,
ad ogni angolo di strada,
lampioni cigolanti,
agitano la luce intermittente,
sinfonie di ruggine.
Le siringhe nei cespugli,
e i profilattici usati,
come strumenti musicali abbandonati,
i musicisti riscuotono la paga
e guardano le foto dei figli.
I palazzi sono denti sporchi,
nella bocca della città,
arcobaleni di panni stesi,
svolazzano nell’oscurità.
L’ambulanza strombazza,
rotolando verso l’ospedale,
i figli dei farmacisti hanno medicine gratis
e fidanzate tossicomani.
La notte continua,
anche a Milano, anche in Baviera,
per i maniaci e i metronotte,
per gli skinheads e le puttane,
la notte continua,
per quelli che fanno l’amore.
Questo piccolo pezzo di Nigeria,
ha le gambe grosse e forti,
sputa dalla vagina il seme di qualcuno
dentro un aiola.
La notte continua,
dentro agli alberghi di lusso,
alle feste private,
nei bugigattoli dove ti vendono
kebab di montone anche alle tre.
La notte in laguna è fredda,
calci la terra per scaldarti i piedi,
dormi sui pontili
aspettando i battelli del mattino,
anche da ubriaco, anche da solo,
la notte continua,
senza fine.
La notte continua testo di Marco Magritte