Riposta sul fondo di un vaso colta nell'annaffiamento di consapevole illusione acqua sentimentale inonda ed emozione affiora evasa dall'orlo. Intuirsi di natura ragione pacata, ammendante in ginocchio. Afferri incerta, le sue nocche eterne in un cenno di petalo sul viso fine di eterea flora. Trasporti la mano protesa sulla sponda coperta di un primo rigo di riso di zolla...
Non si confonda quando ravviso sui piattelli l'intersezione perpendicolare tra due anime su dall'ago fisso della donna alata volta alla veste che mi parse d'acqua di seta dissetata.
Non aggiunga alcun peso né polverosa tensione.
Nulla si sente sul ballatoio del fiato che quel celeste soffiato stemperato dal copricapo, schiacciato delle poche teste dei passanti. Svaporano nell'estetico dettato gli inafferrabili sedimenti dell'intuire migranti nelle ali di ciascun cardigan decolorando soffusi in questa stagione di mode che si riveste per progredire.
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