Sfizio - Etimolgia e significato del termine

scritto da Peppe51
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Etimolgia e significato del termine
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Testo: Sfizio - Etimolgia e significato del termine
di Peppe51

SIGARRETTE CU ‘O SFIZZIO

(SIGARETTE CON LO SFIZIO)

Ecco un altro dei tanti termini della lingua napoletana, entrato a far parte a tutti gli effetti della lingua italiana, presente sicuramente in tutti i vocabolari. Lo sfizio (sfizzio in Napoletano) indica un capriccio, una voglia, un desiderio con quel gusto sottile di procurare fastidio, un lieve danno a qualcuno, senza peraltro ricavarne vantaggio, se non la soddisfazione con una garbata cattiveria, di arrecare, a bella posta, un danno seppur lieve. Varie e non semplici sono le ipotesi di lettura etimologica della parola sfizio. Dal Latino, satisfacio, appunto soddisfazione, oppure ex+vitium, perché vi si configura il vizio di una garbata cattiveria; infine ve ne è un’altra, dal Greco fuxis = evasione (con prefisso intensivo “S” tutto partenopeo) dalla routine quotidiana. Per la verità, secondo me, nessuna delle suesposte ipotesi esclude, per validità, le altre due e non rimane, quindi, che sposarle tutte e tre, a seconda del significato e del contesto in cui il termine viene usato. Ma veniamo adesso a parlare dello sfizio presente nell’espressione riferita nel titolo in oggetto: "‘E sigarrette cu ‘o sfizzio". Bisogna, però, ritornare indietro di alcuni decenni, ai tempi, cioè, del contrabbando di sigarette, nel periodo di fine ‘800 e inizio ‘900 e quello tornato ancor più prepotentemente in auge negli anni dell’immediato dopoguerra, e cioè 1944/45, rappresentando l’unica vera e propria fonte di sostentamento economico per la maggior parte delle famiglie napoletane. Ad ogni angolo di strada si vedevano vere e proprie bancarelle attrezzate con tanto di esposizione di marche di sigarette americane gestite spesso da donne alquanto giovani e piacenti, che, sicure di non venire mai perquisite dalla guardia di finanza, solevano nascondere i pacchetti di sigarette un po’ dappertutto sotto i vestiti. Uno dei posti maggiormente favoriti per nascondervi era sicuramente il seno, poi sotto la gonna, fra le calze, e ancora in tasche appositamente ricavate nelle sottovesti tutt’intorno alla vita, dal basso ventre, continuando anche dietro, alle natiche. Ai clienti, tutti maschi, la cosa sembrava molto allettante e i più audaci non si accontentavano più solo di guardare un po’ di quel ben di Dio, e nel comprare il pacchetto di sigarette chiedevano di poterlo prendere da soli direttamente dal posto in cui la donna li teneva depositati, dietro un ulteriore compenso di denaro. E così, a seconda delle preferenze dei singoli clienti c’era chi lo prendeva con le proprie mani frugando nel petto o nelle calze ecc. approfittando per prendere il classico “passaggio”, cioè la palpatina. Questa pratica, che provocava sicuramente una certa soddisfazione, il piacere del vizietto ma anche un po’ di evasione per il gusto aggiunto, veniva appunto denominata “SIGARRETTE CU ‘O SFIZZIO”.
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