neppure per lui

scritto da glor
Scritto 7 anni fa • Pubblicato 7 anni fa • Revisionato 7 anni fa
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Testo: neppure per lui
di glor

Non prenderò più in mano la penna, o meglio non premerò più i tasti del pc, se questo vuol dire scrivere di lui.
Devo staccarmi da questa ossessione. Con ogni mezzo.
Sorrido, la mia amica Laura, mi suggerisce di immaginarlo in situazioni imbarazzanti, a volta aiuta, dice.
Cosa c’è di più imbarazzante che seguire, nella notte, uno sconosciuto, solo perché, se non tocchi quelle sue spalle, sai che te ne pentirai per il resto della vita, e se fosse possibile anche oltre.
Cosa c’è di più imbarazzante che dormire su un divano, in casa di un estraneo, mezza nuda. Dormire sfinita dalle chiacchiere e dalle risate, senza veli sull’anima.
Cosa c’è di più imbarazzante che inseguirlo virtualmente. E sognare di fare l’amore con lui mentre le tue mani solcano il corpo di un altro.
No, non è la strada giusta.
Ma la vera domanda è: voglio lasciarlo andare? Sono pronta a rinunciare a questo pensiero?
Quando sono coraggiosa, quando sono sincera, mi rispondo mille volte: no, non sono pronta.
È il mio diletto, è il mio dono per il cuore. È l’angolo dove mi rifugio per essere felice, piccole gocce di gioia pura.
Non voglio lasciarlo andare.
Ripensare a quella notte mi fa godere, in tutti i sensi. Il mio corpo si eccita immancabilmente, risponde al richiamo di quella bocca e di quelle mani, come se non ci fosse un domani. E le mie orecchie, anelano a sentire quella voce per l’eternità. Ho bisogno di ascoltarlo raccontare.
No, non sono pronta a lasciarlo andare.
M’incateno al suo sguardo, lo trattengo nei miei occhi. È amore?
Non so, certo non è un’emozione che mi fa stare bene, sono in continuo tormento. Non ho tregua.
Non sono migliore di quando era assente dal mio esistere, anzi!
Mi sento una corda che tende perennemente in una direzione, con forza più o meno costante.
Ho l’impressione che nulla abbia più senso, che persino le cose che mi appassionano da sempre, si siano svuotate di significato.
Eppure, con lui, ho solo parlato, riso, fatto l’amore, e vissuto, per una notte. Solo per una notte.
Guardo i miei figli, non sono più bambini, problematiche quotidiane da affrontare, ed io sono in balia del mio sentire. Ripiegata su me stessa, non riesco a pensare a qualcosa di differente dal mio turbamento, da questa inquietudine che mi fa sentire viva.
Non voglio altro intorno a me, null’altro che quelle spalle da toccare e quel corpo da leccare con avidità. Null’altro.
Al lavoro, per fortuna, devo essere molto attenta, non posso permettermi distrazioni. Quelle le tengo per le pause, per la notte, quando mi sveglio e lo cerco con un languore caldo, protendendomi verso mio marito.
Io sono qui, tu dove sei?
Immerso nella tua arte, nei tuoi lavori, nelle tue frequentazioni, più o meno famose. Quegli incontri, di cui mi raccontasti, con pudore, quasi vergogna. Come se non fossero piacere ma dovere.
Tu che dici: non so capire se una donna ci sta o no, non so capire se mi vuole davvero, e poi mi annoio subito. La mia passione brucia come un cerino.
La mia no, la mia passione mi sta bruciando l’anima e la mente, come fossero cerini.
Ma non potrei sopportare, dopo tanto struggimento, dopo questo strazio del cuore, dopo che ho mentito, e mentito ancora, di sentirmi una “cosa che annoia”.
Ecco, questo potrebbe essere un buon motivo per rimuoverti, al mio amor proprio non rinuncio, neppure per lui.
neppure per lui testo di glor
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