Erano le cinque del pomeriggio e Claire si trovava ancora di fronte a quella scatola. Non sapeva se aprirla o meno, erano due giorni che ci pensava...cioè da quando la mamma era partita per lavoro, senza dire nulla a nessuno. A lei aveva lasciato quel cofanetto in legno intagliato, vecchio, molto vecchio, con solo un bigliettino scritto a mano: “Così ritroverai te stessa..ti sarà utile, vedrai. Ti voglio bene. Mamma”. Claire alzò gli occhi per un momento e vide lo schermo del computer: le erano arrivati due messaggi in chat. Era Alex, il suo ragazzo. Le chiedeva se stava ancora fissando la scatola o l’aveva aperta. La frase era seguita da alcune emoticon che facevano le linguacce. La ragazza gli rispose con una faccina che scuoteva la testa e faceva uscire una lacrimuccia: “Non ho il coraggio!”. “Provaci!” la incoraggiò Alex, con uno smile che faceva l’occhiolino. Claire sorrise fra sé e sé: sua madre diceva sempre che passava troppo tempo davanti lo schermo del pc, chattando con Alex. Però che ci poteva fare? Le piaceva tanto battere le parole sulla tastiera e mandare tutte quelle faccine così simpatiche: era un modo veloce e facile per comunicare con tutti ciò che provavi e pensavi in quel preciso momento. Ma mamma era troppo “vecchia” per capire. Claire ritornò con gli occhi sulla scatolina, prese un bel respiro e l’aprì. Un forte e intenso odore di fiori secchi misto a qualcos’altro le salì al naso e le fece girare per un attimo la testa. Dentro vi erano molte carte ingiallite, piegate con cura e divise l’una dall’altra da fiori diversi e appassiti, che emanavano ancora un buon profumo. La ragazza accarezzò il primo di quei fogli, il più vecchio, apparentemente: era un po’ ruvido, a tratti umido. “Chissà perché la mamma teneva queste carte lì dentro?” pensò. Aprì piano una di esse e si accorse che era una lettera, indirizzata alla madre. Guardò in basso e la firma riportava un semplice “il tuo N.”. Claire iniziò a leggerla: era una lettera d’amore, scritta con una bella calligrafia, piccola e tonda. Il misterioso ragazzo dichiarava tutto il suo sentimento per la mamma e prometteva di esserle sempre vicino, qualsiasi cosa fosse accaduta. Verso la fine del foglio c’era una piccola macchia di cera, come quella che cade dalle candele: forse la lettera era stata scritta a lume di candela. Claire rise. “Ma non faceva prima con una e-mail?” pensò. Vi passò delicatamente un dito sopra: eppure era così bello crederlo! Credere che un ragazzo, pur di comunicare il suo amore, fosse stato sveglio, di notte, davanti a quel foglio, a scrivere a lume di candela era davvero un’immagine molto romantica. Claire posò la lettera da una parte e ne prese un’altra: questa risaliva a dopo il matrimonio della madre e la N era diventata un Nick. Quando vide il nome, la ragazza trasalì un istante: il nome del padre…sicuramente quella lettera doveva essere del padre, come quella di prima…Claire aprì velocemente tutti gli altri fogli e tutti riportavano la firma di Nick. Lei non aveva mai conosciuto il padre e la mamma non gliene parlava spesso, nonostante la figlia insistesse molto per saperne qualcosa. Ma perché non le aveva mai dato prima quelle lettere e perché le aveva tenute nascoste? E adesso che lei era partita perché gliele aveva lasciate? Claire non ci capiva più niente, ma decise di continuare a leggerle tutte. Una parlava del lavoro del padre: doveva essere una persona importante con un’occupazione un po’ pericolosa e segreta, che lo portava a viaggiare tanto. Ma, scriveva lui, nulla poteva tenere il suo cuore e il suo pensiero lontano dal suo unico amore. Claire si commosse un pochino a leggere quella frase: “Il papà amava davvero tanto la mamma”. Gli altri scritti raccontavano di come lui passasse le sue giornate, ma mai troppo dettagliatamente, e di come gli mancasse la sua casa e la sua famiglia. Prometteva sempre, poi, che sarebbe tornato. Ad un certo punto, la ragazza trovò anche il suo nome: le lettere che seguivano dovevano essere state scritte dopo la sua nascita. Il papà la chiamava “la mia piccola”, “la mia bimba” o nomignoli del genere. Claire pianse tantissimo nel leggere le ultime pagine di quell’epistolario. Come avrebbe voluto conoscere suo padre! Si asciugò le lacrime e osservò le lettere sparse sulla scrivania davanti a lei: anche se la calligrafia era sempre la stessa, a volte cambiava a seconda di ciò che vi era scritto. Dove si parlava di dolore essa tremolava, dove vi erano parole d’amore sembrava come se “danzasse” veloce e dove vi erano dei nomi importanti, come il suo, il tratto era più marcato. Claire prese tutti i fogli, li strinse a sé e li poggiò sul viso, aspirandone profondamente tutti i profumi: c’era l’odore della cera delle candele, quello dei fiori selvatici rinsecchiti, quello dell’inchiostro e della carta ormai vecchia... c’era l’odore del mare e della sabbia, quello fresco di montagna e quello caldo e umido delle lacrime, mischiati a quello forte del legno della scatolina e ad altri odori dolci e nostalgici, così lontani nel tempo, ma così vicini a lei in quel momento. La ragazza chiuse gli occhi e immaginò il padre che prendeva un foglio e la penna, si sedeva e di fronte la fotografia della mamma scriveva e scriveva..e ci metteva l’anima, la mente, le emozioni…metteva se stesso in quelle parole, su quelle pagine. Ora capiva il bigliettino della mamma: aveva ritrovato se stessa, o almeno un pezzettino di lei e della sua storia. Non sapeva che fine avesse fatto suo padre, ma le bastava ciò che aveva letto, per ora. La madre, comunque, sarebbe stata sottoposta ad un lungo interrogatorio una volta tornata! Claire ripiegò con cura le carte e le rimise nel cofanetto.
Tornò con la mente allo schermo del computer: Alex le aveva lasciato un messaggio in chat, tutto colorato: “Ti amo. Ci vediamo domani.” Seguito da una marea di cuori e emoticon che mandavano baci. Ma le sembrava tutto così freddo visto scritto lì. Era strano, ma prima la ragazza non lo pensava, o non vi aveva mai fatto caso: scrivere quelle cose al computer era diverso che scriverle a mano. “Cambia qualcosa” pensò Claire “sia per chi lo legge, sia per chi lo scrive”. Una pagina battuta sulla tastiera, anche se colorata e piena di immagini carine, poteva avere lo stesso effetto di una lettera scritta a mano? Questo Claire non lo sapeva, ma forse se n’era fatta un’idea. Sicuramente, scrivendo a mano si avrebbe avuto più spazio: dopo un po’ quello sulle pagine web o negli sms finisce…
Però sarebbe stata una sorpresa stupenda ricevere una lettera di Alex scritta a penna! Non era importante se fosse colorata, piena di disegni o meno…ciò che contava era che si vedessero le emozioni che provava, che la carta emanasse il suo odore. Claire rifletté un momento: domani avrebbero fatto un anno insieme e lei già gli aveva comprato il regalo. Lui, come sempre, oltre al dono, le avrebbe mandato un e-mail a mezzanotte, seguita da un breve messaggino pieno di cuori e forse avrebbe stampato una di quelle immagini lavorate al pc che gli piacevano tanto. La ragazza si alzò e si illuminò in viso: stavolta sarebbe stata lei a fare una sorpresa al suo ragazzo! Prese carta e penna, si accomodò alla scrivania e spense il computer. Avrebbe lasciato ad Alex qualcosa di suo, qualcosa che gli avrebbe ricordato lei per sempre. Questi erano i suoi pensieri mentre osservava il foglio bianco. Sorrise e iniziò a scrivere… .
Lettere... testo di Chicky