Eri una puttana da due soldi, lo sapevo.
Non posso dire di non averti scorto da subito
sotto i tuoi brillanti travestimenti,
di non aver capito chi fossi,
di esser stato ingannato.
Non posso imprecare contro il cielo,
maledire uomini o cose o vicende
o l’infame sorte che mi condusse a te:
vedevo chi eri ma non volevo vedere.
Eri il male della mia vita di ogni giorno,
causa di amarezze, di torti immeritati,
di oltraggiose giornate fatte solo per essere finite.
Eppure ti pagavo per essere quel che eri
e ti pregavo di mentirmi
e mi sforzavo di non vedere e ci riuscivo:
t’immaginavo gran dama,
gran donna, amica e compagna,
colei che mi dava notti che non avrei scordato
benché fosse una puttana da due soldi.
Gli amici mi dicevano di aprir gli occhi
e di guardare in faccia la realtà,
di non farmi ingannare ma io lo volevo,
di non esser stupido ma forse ero l’unico saggio.
Loro, però, non mi volevano bene
quanto la mia puttana da due soldi.
Puttana da due soldi,
mi ubriacavi, mi scolavi nel fresco di notti eterne,
mi rovinavi e mi facevi perdere me stesso,
ma io ti avrei pagato per sempre
per prenderti cura della mia sparizione,
per assicurarmi il mio non esserci
per seppellirmi e sottrarmi al mondo.
Alla fine, però, la luce squarciò le tenebre
e fosti tu a salvarmi dalla mia menzogna.
Quando l’ho capito, credevo di aver fatto un grande affare
ma da quando sei sparita dal mio cuore,
da quando ho capito che non sei
gran dama né amica né compagna,
né amore per cui andare in fondo all’universo,
non mi resta che il mondo,
non mi resta nulla se non la mia vita.
pu**ana da due soldi testo di LaDittaturaDeiCretini