G(2)

scritto da felix
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Autore del testo felix

Testo: G(2)
di felix

Non fu il giorno dopo che la vidi . Ne il seguente. Seppi che era in malattia ,con la febbre. La chiamai e mi rispose la madre.
-Ciao miccia, come stai?
-Pronto, chi parla?
-Sono io !
-E io sono la madre!
Che figura di merda. Mi scuso e chiedo notizie . E uscita per andare in farmacia. Sono al lavoro e ho un nuovo ingresso al mio piano. Vado avanti con le mie cose,il tempo vola.
E mezzogiorno passato,chiamo di nuovo. Questa volta mi risponde lei. Sta male,ha la febbre e pure il ciclo. Che palle!
-Come hai avuto il mio numero?
-Ti ho detto che me lo faccio dare! ho pure il tuo numero di casa.
-Ti prego,quello non usarlo mai.
La rassicuro poi le dico che ho parlato con la madre e si mette a ridere.
-Ha la voce molto giovane,le dico.
-Mia madre e' giovane,mi risponde accentuando sul predicato.
-Posso parlarle?
Me la passa,mi presento e chiedo nuovamente scusa per prima.
-Ha una figlia molto bella,sa?
Mi chiede se le trovo un vecchio riccone,così smette di lavorare e si mette a posto. Che donna! La saluto e mi ripassa G.
-Quindi?
-Niente,stano facendo dei lavori in casa,c'e' pure un rumeno a lavorare,devi impararmi qualche parolaccia in rumeno,per fargli dispetti.
-D'accordo! Ma cosa fanno ?
-Cambio pavimento,le porte , un sacco di lavori, sono in ballo già da un po' di tempo e penso che ne avrò ancora.
-Quanti sono a lavorare?
-Sono in due,e il rumeno si fa un litro di vino al giorno.
-Grande!se lavora come beve,sei a posto.
-Senti,io andrei a mangiare.
-Ok,le rispondo. Posso chiamarti più tardi?
Mi dice che nel pomeriggio si farà un sonnellino,poi verso sera uscirà col cane,ci sentiremo allora. Mi manda un bacio e io ricambio.Vado a casa.Non riesco a star fermo in un posto.Ceno.
-Esco a farmi un giro!
-Va bene.
Appena fuori , la chiamo. E' già al parco col cane.Che fortunato , il cane. E' con lei.Mi dice che l'ha portato il padre quando era ancora un cucciolo, trovato in una viuzza a Roma, abbandonato. Adesso ha più di un anno ed e' cresciuta , e' una cagna, le ha dato il nome della sorella. Ha una sorella, quindi. Greta, la sorella e Grettel, la cagna.
-Senti, un giorno qualunque, dopo lavoro, usciamo per un caffè ?
-Noooo! Ti sei fissato ?
Mollo il discorso, mi rendo conto di essere troppo insistente. Parliamo di un sacco di cose, e' così bello sentirle la voce, sentirla ridere. Quando ride, ride di cuore.Mi chiede cosa sto facendo.
-Sto camminando, mi faccio un paio di chilometri ogni sera.
-Perché non corri?
-Sono troppo pesante, mi distruggo le ginocchia.
Domani facciamo mattina insieme.Sento il cane abbaiare e lei che lo sgrida.Cerco di immaginarmela.Che spettacolo!
-B ! ti devo lasciare,sono arrivata a casa.
Saluto e chiudo. Ho una strana sensazione nello stomaco e non e' per la fame.

Continua




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