TU

scritto da giuliafavaro00
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo giuliafavaro00

Testo: TU
di giuliafavaro00

Mi è piaciuto tutto di te.
Come tu sia riuscito a farmi ridere apprezzando ogni piccolo momento di felicità.
Ho amato me stessa come mai prima d’ora, imparando a prendere i difetti e trasformandoli in magnifici spigoli smussati dal tuo volermi bene.
Ho imparato ad apprezzare le risate, il suono di queste, ma soprattutto quello della mia, che sì, non sento da un po', anche se mi ripeto che va bene così. Sono sicura che con il tempo tornerò a sorridere anche io senza rischiare che ogni sorriso accennato sfoci in pianto.
Sai, ora vado d’accordo con quegli occhi verdi che ogni mattina vedo riflessi nello specchio, non mi sembrano più spenti e senza gioia. Ora hanno il riflesso dell’esperienza e dell’amore che sono riuscita a provare per qualcuno che non fossi io. Ogni tanto si riempiono ancora di lacrime e ad un certo punto non ce la fanno più, esplodono. Finalmente si sono resi conto che anche dopo essersi offuscati potranno tornare a splendere. A proposito, ho capito che piangere non è sinonimo di debolezza ma, al contrario, di grande forza. Esporsi tanto da permettere al nostro cuore di soffrire per qualcuno è un grandissimo privilegio e pochi riusciranno a coglierne l’importanza. Devo ringraziarti per avermi permesso di rendermene conto.
I tuoi di occhi non li ho ancora dimenticati invece. Li sogno a volte la notte, o mi capita di sentirli addosso in mezzo alla gente. Ogni tanto piango anche per loro, si insomma non perché mi mettano tristezza, ma perché temo a volte che non ci saranno mai più occhi che mi guarderanno con lo stesso desiderio e la stessa tenerezza che trovavo nei tuoi. E se non potessi più perdermi in un paio d’occhi marroni? Dovrò dare la colpa a te e addossarti colpe che non hai non è certo ciò che voglio…
E le tue mani? Cavolo le tue mani. Te l’ho sempre detto che le mani di un uomo erano ciò che più mi piaceva e le tue, accidenti se erano belle. Insieme alle braccia formavano quel posto sicuro così simile a casa da farmi sentire quasi fuori posto in ogni luogo che non fosse quello. Mi sono sentita protetta, curata, salva. Ho sempre pensato che definire un paio di braccia “casa” fosse un’esagerazione. Insomma, come poteva essere possibile? Invece mi sono dovuta ricredere, come per la maggior parte delle cose che ho scoperto con te.
Quando ci siamo lasciati, capitava spesso che mi sentissi tanto sola e fragile da dovermi abbracciare da sola. Cercavo in qualche modo di risentire sulla pelle quella sensazione di protezione mista ad affetto che mai avevo sentito se non con te. Inutile dire che non ci sono mai riuscita, anche se provarci è stato bello, certo da ingenua ma bello.
Mi è piaciuto riscoprire la paura di perdere qualcuno a cui si vuole molto bene. Sentirsi in pensiero per lui, preoccuparsi di come sta, della sua salute. Farlo sentire amato, apprezzato. Aiutarlo a sentirsi importante, stimarlo. È ciò che ho sempre cercato di fare con te. Ho tentato di farti sentire adatto a questo posto che chiamiamo mondo, farti credere degno di questa vita. Anche se ci ho provato con tutta la forza che avevo, non so ancora se ci sono riuscita oppure no, non l’ho mai capito se stare con me ti abbia aiutato, almeno un po', a sentirti bene con te stesso, a farti sentire abbastanza non solo per me o per chi ti sta vicino, ma più di tutti per te stesso.
Mi sono piaciute le farfalle nello stomaco e la voglia di vederti sempre.
Mi è piaciuto urlarti contro per poi fare pace.
Ho odiato le tue lune e l’essere sempre così indisponente. Il tuo essere così tanto scostate da farmi perdere la pazienza e la voglia di andare avanti.
Ho odiato la tua insicurezza, quella che, giorno dopo giorno, ha ucciso il nostro rapporto fino a farlo morire. L’ho odiata a tal punto da fartene quasi una colpa, l’ho odiata a tal punto da odiare anche te.
Non ho sopportato di dover infrangere una promessa e sentire un accenno di odio dentro il mio cuore, forse quello dell’autodifesa. So che ti avevo promesso che sempre saresti stato un bel ricordo nella mia testa, ma a volte il dolore che provavo per te offuscava ogni cosa, persino il mio volerti bene. Mi dispiace per questo.
Ho odiato non riuscire più a scrivere, rimanere come bloccata davanti allo schermo del computer.
Ho odiato avere tutte le parole incastrate nel cuore, non poterle mettere nero su bianco e farle rigirare per giorni nella testa.
Ho odiato non poter ascoltare le mie canzoni preferite, dover uscire in pieno inverno con gli occhiali da sole per gli occhi lucidi che rischiavano di diventare lacrime ogni volta che qualcuno faceva il tuo nome. Dover evitare i posti dove c’eri tu. Smettere di guardarti negli occhi. Non poterti più stare vicina. Sentire la mancanza dei tuoi baci.
Ho odiato la consapevolezza che, in piena estate, mi ha investita come un uragano e mi ha fatto rendere conto che avevi ragione, non eri tu la persona giusta per me. Mi è dispiaciuto davvero tanto anche per questo.
Ciò che più ho amato e odiato però è stato come, piano piano, tu sia riuscito a farti strada nel mio cuore e come, allo stesso modo, tu sia riuscito ad uscirne. È stato inaspettato, bellissimo e allo stesso tempo doloroso da morire. L’ho odiato perché da un giorno all’altro mi sono ritrovata senza terra sotto i piedi. Però cavolo se l’ho amato. È stato bellissimo mettersi in gioco e affezionarsi a qualcuno tanto da star male. Porto nel cuore ogni singolo momento di tutti quelli passati insieme, certo, quando ci penso a volte piango ancora e mi sento triste, ma sono certa che non cambierei una virgola di tutto ciò che è stato.

TU testo di giuliafavaro00
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