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Sono quasi nove anni che abito in questo quartiere immerso nel verde, circondata da alberi e piante di vari colori, ma questo pino maestoso che è situato proprio nel giardino condominiale, dirimpetto al mio davanzale, è uno spettacolo della natura. Era un po’più piccolo quando sono arrivata la prima volta, ma la sua chioma abbondava già. L’ho visto poi denudato al momento della potatura, mi faceva tenerezza così spoglio e informe. L’allora pensai che fu un ingiustizia, capriccio dei condomini, perché era ingombrante e copriva la visuale all’ingresso principale del palazzo.
Vederlo oggi, mi devo ricredere… così cresciuto e vigoroso è ancora più bello di prima, rallegra il cuore e gli occhi.
Devo confessare però che l’ho sempre dato per scontato… ogni volta che mi affacciavo, parlavo con lui, ma parlavo solo io, senza ascoltarlo veramente; mi incantava quando il vento faceva danzare i suoi rami, e mi sono lasciata ispirare tantissime volte, vedere che in lui anche gli uccellini trovavano riparo.
Ieri per la prima volta mi è arrivato il suo profumo. Un profumo inebriante di muschio e resina mescolati… e allora ho ascoltato. Sono stata davanti a lui inspirando e aspirando, e ho ascoltato la sua essenza… che meraviglia! Una connessione perfetta come non avevo mai avuto in vita mia.
In genere dal mio balcone mi arrivano ogni genere di odori e profumi: da quello dei cibi dei vicini, a quello della biancheria stesa al sole. Dai fiori circostanti e dalla pioggia. Dall’erba appena tagliata, alla terra inumidita dalla rugiada del mattino. Ma ieri è stata una novità… il mio pino mi ha parlata attraverso la percezione del mio olfatto.
Credo che anche noi, come persone, ci diamo quasi sempre per scontate. Non ci ascoltiamo mai veramente, perché magari per motivi non sempre ovvi, non riusciamo a connetterci ne a mandare e ne a sentire il profumo nostro, quanto quello altrui. Ci lasciamo distrarre dalle cose superficiali, o dalle apparenze del momento.
Non ci ascoltiamo, perché forse pensiamo di sapere già tutto; ci castriamo ogni possibilità impedendo all’altro di esprimersi. E allora, quando diventa tutto impraticabile, forse è giunto il momento di ripulire, fare una selezione, dare dei tagli netti... lasciare che tutto possa rinascere a nuovo e meglio.
Quante cose ci insegna la natura se ci affidiamo alla sua saggezza: ci mette in condizioni di guardare, di ascoltare, ma soprattutto di sentire.