Stessa spiaggia e stesso mare
Ma che bello, oggi finalmente in ferie, agosto !!! Adoro agosto, tutti al mare a guardar le chiappe chiare, come diceva una famosa canzone, siamo tutti come statuine di cera, bianche, ecco... anch'io, solo soletto spaparanzato sotto l'ombrellone, candido come un soldatino d'avorio, a Milano Marittima, per cercare di mettermi addosso, quel riflesso di bronzo dorato alla pelle, che tanto di moda è.
Non sono certo alle Maldive ma mi accontento, ho un buon libro, tanta fantasia, ci sono belle donne in giro e là le lascio, ma le guardo, voglio farmi una vacanza in relax, sognando magari delle avventure, virtuali e non.. e così... con la fantasia in poppa veleggio verseggiando...
Dalla sabbiosa battigia dal dolce far niente d'incanto son preso dall'onde impetuose, dorata è la pelle dai raggi del sole, defoglio la sabbia dai granelli sottili, da un rosario di perle discerno le rabbie dirado le nebbie demolendo le cozze, nel mio errandare dopo la siesta dondolando pensieri dolciastri di noia, dall'orizzonte lontano disincaglio la mente, da un arcobaleno dai tanti colori dai confini del mare dove nasce il cielo dell'universo intero… ohohoho Dio com'è bello..!... quando nessuno rompe i coglioni !... e così che beffavo la tregua… con un aperto volume, lumando distratto ragazze in costume, spremendo meningi a cercare l'acume, l'ombra si sposta m'acceca quel lume, emigro la riposanda telata postazione, dal libro n'esce furtivo e un po' sornione un griffato biglietto privo d'intestazione, un numero vergato m'attrae l'attenzione, ma guarda cosa mi capita, m’allerto solo per uno stupido biglietto con un numero? neanche fosse quello della lotteria, oppure un biglietto da 500 euro, era solo un biglietto con un numero, niente nomi.... solo un numero, ed è per questo che io fantastico, non è fantastico?
Pisolando alla siesta meriggia, pascolo al guinzaglio delle ore, pregne di sole alla spiaggia, precipitando senza parole, piccole onde s'infrangono, palpeggiando di spuma lo scoglio, piacevole il ritmo ch'impongono, placano la mente in subbuglio, mentre piroettano gabbiani nel cielo, planando a far pasto in loco pescano senza l'ausilio del filo e le prede ingoiate senza informare il cuoco, punge un ricordo sublime, è una pulzella che torna e rivive, è pagina piena di lacrime pure come acque sorgive, è pellegrino fra i sogni perduti e penitenze da tempo scontate pericolando equilibri scaduti, m'appare lo spumeggiare dolce d'un sorriso, intravvedere fa! tutto un paradiso che schietto emerge li proteso nel tuo sguardo d'anelito acceso, mentre accanto a te son li disteso a contemplare con l'animo mio fuso, quel frutto delicato appena schiuso ch'attende d'esser colto dal suo vaso di ricco maggese colà racchiuso, maturo e sofferto ma luminoso dove pascere con lo sguardo oso scrosciando un avulso applauso, di meritoria speme son pervaso, d'incanto in crescendo sono esploso gratificando l'essere mio focoso coprendo così di baci il tuo bel viso, sono ricordi sempre in uso. Pian piano le ore son volate chiudendo le pagine lette, ma la mente ritorna al biglietto precipitato dal libro nel frangente.
Questo libro che stavo leggendo… l'avevo prestato a tre persone... chissà... una di quelle persone era una bella figliola e nel frangente s'accende un lampo nella mia mente… son tre le "possibili", e in più c’è una variante, forse un promemoria a caso li vagante, oppure? lasciato ad arte impunemente.
Leggo d'un fiato, Zero-Tre-Tre-Otto … a seguire, Due-Sette-Quattro-Otto e per finire ancora, il Due-Cinque-Otto, quasi quasi me li gioco tutti al lotto, si ... era sabato e quei numeri, mi attraevano in maniera fibrillosa, non so cosa mi prendeva, ma il tempo c'era per pensare e fantasticare, perchè non farlo? perché non ricamarci una storia, di fantasia, ma prima vorrei vedere come va a finire, o no? In piccolo trotto la fantasia m'afferra, l'abbiocco totale mi culla e mi serra, fantasticando volo in una nuova terra, dove l'avventura soppianta la guerra, m'arrovello a districar lo nodo vario, apro la TV, sono in perfetto orario, estraggono i numeri in modo serio, ho i sensi assai scossi da putiferio, ma non so perché m'agito tanto, ho giocato parecchie altre volte, mai vinto... però mi consolo allora con la solita frase, trita e ritrita, "sfortunato al gioco, fortunato in amore... che sia la volta buona ?''' Però ... quasi quasi... allora… quasi quasi digito il numero e vediamo che succede?...
Chissà, forse è il destino, perchè quel libro dove ho trovato il biglietto, era della biblioteca della spiaggia, dove grandi scrittori e autori, si alternavano nel mese d'agosto per autografare le loro opere, per parlare e discutere ..per pubblicizzare e far comprare i loro libri.
La sequenza giocata non "c'azzecca" il mio sesto senso ha fatto cilecca, mesto m'accascio senza più fretta, digito il numero alzando la "cornetta" Nell'etere vola lo Zero Tre Tre Otto, a rimbalzo il Due-Sette-Quattro-Otto, adesso cicala con il Due-Cinque-Otto, rischio di scatenare un quarantotto? risponde la TIM… Telecom Italia Mobile, numero-composto-non-raggiungibile, riattacco con fare alquanto irascibile, terrò il numero come scorta intangibile, da giocarsi con le varianti a caratura, chissà forse la vincita sarà sicura, oppure fantasticarci su, un'avventura, ma quello che temo sarà nà-fregatura. E si si … i sogni finiscono quando, quando non trovano un appiglio reale, ma fantasticar non nuoce, ma ci riproverò domani, si si ma certo però non lo giuro… Il giorno dopo... Me n'andavo alla meriggia camminata, costeggiando l'alghiumosa risacca salata, ricca di vita, all'odor di cozza marinata, ad incontrar un'amica, ieri sera arrivata, cotonati cumuli grigi striati di bianco, a cornice di quel paesaggio d'incanto, con brezza a rinforzo, folate di vento, trotterello preoccupato ma contento, pensando sempre a quel numero per nulla opulento che: varie volte digito al cellulare, ma sempre è spento quel dannato "essere" tecnologico ciarlante, magari, penso fra me e me, non è neanche nei paraggi il possessore di quel numero, magari è già tornato a casa, e se fosse una Lei? Si perché da quel libro, da dove è scaturito quel numero, era una lettura prettamente femminile, a me piacciono i romanzi rosa e allora riprovo a chiamare... niente...
Sibilava il vento senza confine s'alzava la sabbia fra l'ombreggio, spalmandola delicata e fine sull'ambrate pelli a tatuaggio, s'intrecciavano destini la nel turbine, storie dell'estate all'arrembaggio, spiritose le mie trame birichine strumenti d'anelito e di coraggio, strizzavo l'occhio a signorine sfoggiando fantasie come foraggio, sfoglio i ricordi di quel vagabondaggio sulle note di quell'eterna canzone Sapore di Sale... dove ora veleggio sospirando lieve, mi viene il magone sentendo i profumi di questo mio passeggio, svolazzando nel tempo dell'illusione senza mai venir meno nell'essere saggio.
S_ussurrandoti S_ulla S_abbia
S tringi la sabbia fra le tue mani
S ospirando mentre a me Ti doni
S ussurrandomi quanto Tu m'ami
S ulla battigia poi t'abbandoni
S ilente estasi senza più suoni
S plash down con sentimenti sani
S ollucherandomi con i Tuoi seni
S olleticandoti con baci e affini
S fumando i dolci attimi sublimi
S intesi di vita senza problemi
S fuggendo i deleteri nostri destini
S critti nell'astri da pazzi indovini
S ottraendoci gioie con l'anatemi
S fogliando ciò che sarà il domani
S apendo ch'andrai oltre i confini
S olo perchè non ho più i Tuoi anni
A mezzana distanza, grossi goccioloni, si spengono d'incanto tutti gli ombrelloni, fuggi fuggi generale con una colonna sonora di tuoni, vedo davanti un'esile figura che inciampa e va a ruzzoloni, era una venditrice di cianfrusaglie e la bufera, indifesa la coglie, concitatamente le sue cose raccoglie, ma tutto vola in aria come le foglie, di slancio l'afferro a supportarne il peso, tutto quel fagotto di mercanzia ho difeso, dallo scrosciar improvviso e scosceso, da quell’umido a catinelle da un cielo cupo ed esteso.
Mannaggia, pure il temporale d'agosto improvviso, però guarda caso ho fatto il buon samaritano, ho soccorso una cinesina, che vendeva collanine e faceva massaggi, l'ho fatto di slancio, ma a volte, chi fa del bene, deve sopportarne le conseguenze...e così trafelati a riparar sotto un ampio porticato, da bagnanti bagnati e da militari frequentato, da tergo sento una voce grave: "Alto La"! da un soldatino d'avorio graduato, sentenziando che "Tara" proibita ho trasportato, non afferro all'attimo, bagnate erano l'antenne e quel disquisir saputello del "fante senza penne" con dorata "àncora stilizzata" sulle sue "cotenne". M'apostrofò "trafficante" non ne uscirai indenne! Il Fante senza penne, era un marinaio ( un soldatino d'avorio vestito, con i riflesso di bronzo sulla pelle ) era della capitaneria di porto, l'ho definito senza penne, perchè io ero un alpino e portavo con molto orgoglio una penna… e di tale emblema. ero fiero… al che?! un tantino acceso, risposi per le rime a quel insulto gratuito, personalmente ero senza alcun lucroso fine, ero stato solo gentile a recuperar le collanine all'asiatica donzella, arrivata dal sud-est confine, tutto pomposo il graduato con tre stelline d'oro, m'intimò: documenti !!! la mia faccia era una smorfia d'ignoro e risposi che: sono in di bagno costume, con me... ho solo "Loro" Indicando la "conchiglia", con risate tutte in coro, seguici intimò il fante senza penne con l’àncora stilizzata sulle cotenne! insieme alla tua protetta in gendarmeria!, passando davanti all'Hotel dove alloggiavo, dico: qui c'è la roba mia! controllano i documenti, poi le scuse della capitaneria, é quasi ora di cena, faccio per andarmene via, con nubi in cielo passeggere a spasso per piacere, andavano ad intingersi nelle luci delle sere, riflettonsi nell'onde birichine e vagabonde e nel mio intimo s'infonde una gioia che s'espande, ed i colori all'orizzonte s’adornano d’una allegoria variante con il mio pensiero semovente, ed allora come un mendicante allungo la mia estasi, con dei sogni miei inevasi, che nei giorni miei indecisi molto presto io recisi, ma ecco il tuffo del colore che annebbia quel fulgore chhe da dominatore adorna le mie sere… si… il sole, va stanco a tramontare, la notte bramo forte per sognare, un cielo terso andrà a lacrimare, saette infuocate ed il buio solcare, la ragazza fior di loto, propina le sue scuse, si presenta: Doo Lin Peng, cittadina cinese, proveniente da Canton con sampan Malese, in riviera fa massaggi, ma sogna, un ritorno al paese, vorrebbe ricambiare quella mia gentilezza, collanine o massaggi vuoi? sono all'altezza! solo un grazie, dico, con mano mi fa una carezza, poi, dietrofront, sgattàiolò con elegante destrezza.
Ecco una giornata avventurosa, si fa per dire, volevo l'avventura con un numero sconosciuto, ed invece...
Era il 10. Agosto...S.Lorenzo...le stelle cadenti, i sogni s'alimenteranno al loro cascare...
Oramai il sole s’è immerso sopra al mare con un respiro quasi silenzioso, fra pennellate di crepuscolare distrattamente transita un velo mio ombroso, un verso malinconico richiama la nostalgia di lei così lontana, nascondendo nel silenzio ogni trama, specchiandomi sul viale del tramonto con gli alberi spogliati, m’è sparito quell'incanto degli anni miei svaniti… inciampando sopra al foglio con questi pensieri infiniti… che strana giornata, son le dieci di sera ormai, sono rientrato in albergo dove c'è festa più che mai, curiosi dell'accaduto, l'avventura snocciolai, ricevendo tanti complimenti ... era bella Lei.
La volta celeste si và ad illuminare, desideri s'andranno ad invocare, di mille luci s'addobberà il mare, con barche alla fonda a dondolare i fuochi d'artificio per festeggiare. che notte d'estate! tutta da gustare, manca solo Lei per completare l'armonia che sto a sublimare... Sento il trillìo del mio cellulare, una voce femminile mi chiede: "è Lei che ha tentato di chiamare il mio cellulare? ... si ! rispondo, alquanto scosso e compiaciuto, perché ho trovato un biglietto in un libro con il numero e così ero curioso di sapere chi avesse vergato quella sequenza e lasciato lì in mezzo alle pagine... la signora allora dice, che non c'era nulla di strano segnare un numero in un segnalibro, vorrei conoscerla incalzo io, breve silenzio... poi mi dice: benissimo… si può fare, domani alle nove, davanti al Bagno..."Bar_caccia"...
La notte agitata ho passato, immaginando chissà quale sorpresa, un incontro al buio? Mi si stanno adrenallizzando tutti i muscoli, ed i sogni s'accavallano… nel sonno!...un ricaricarsi lento stimolando idee geniali, sognando con l'incanto svolazzando senza ali e sono come… come dei castelli di sabbia, li ergo e li vivo con amore e con rabbia, non avverati , il tempo li annebbia, castelli di sabbia , del vento in balìa, i granelli come i sogni li spazza via, se bagnati stanno su spruzzando poesia, del vento in balìa , i frullanti pensieri rispecchiano sempre i tuoi desideri, ma i sogni non diventano mai veri, i frullanti pensieri in castelli alla fonda tormentati dal vento sono abbattuti dall'onda e restano spettrali rimasugli al chiar di luna tonda, i castelli alla fonda ancorati poi lasci, ti svegli ad un tratto e per loro intristisci, affiora l'emozione e le ciglia inumidisci, sorvolando pianure verticali saliscendendo con il vento scorazzando con gli angeli sorridendo senza pianto.
Decido così d'alzarmi presto e andare in avanscoperta al suddetto stabilimento balneare, per meglio studiare la posizione d'entrata e uscita, dove era ubicato il bar, i servizi ecc.
Che bella mattina, è bella la spiaggia, una barca all'orizzonte veleggia, in prima visione ammiro , albeggia, scodinzola un libero cane a ritmo veloce, azzanna un frisbee con fare mordace, mentre un bagnino fa la doccia alle docce, un addetto alla spiaggia, pettina la sabbia con noncuranza, dello jodio marino si sente la fragranza, di conchiglie arenate c'è ne in abbondanza, sbocciano al sole ombrelloni come margherite, e sotto a dimora distese tante ragazze fiorite, la spiaggia animata di gente allegra e felice... Mi ricordo di un ricordo. Mi ricordo...del ricordo... un ricordo al mare dov'ero l’onda lunga ad accarezzare come una fionda a dismisura tesa,a ghermir la preda sulla sabbia stesa o meraviglia ignuda, eri una bella sorpresa al sole a rosolare, di brillìo accesa al sapore di mare di voluttà intrisa, di profumo di zagare d’incenso di chiesa tutta da amare un lampo estivo d’anelito fugace il ricordo io vivo con senso di pace.
Sono le otto e quarantacinque, ancora un quarto d'ora, e poi il segreto della signora/ina senza volto sarà svelato, perché come da accordo io faro squillare il suo cellulare, così vedrò chi lo porterà all'auricolo per rispondere, ho il cuore d'impazzata frenesia, sono davanti all’entrata dello stabilimento balneare che di ragazzini era un pieno di urlare, mi scanso un po' perché era tutto un putiferio di vocianti marmocchi in quel frangente, il tutto per complicar l'ambiente, mannaggia, son le otto e 55, il tempo non passa mai, credevo fosse una cometa, ma è di una lentezza esasperante, sono eroso da quegli attimi d’interiore bel subbuglio, grigliandomi per quell’agitato tenero abbaglio, genuflettendomi poi per ogni bisbiglio giocandomi allora tutto l'orgoglio, sto lumando il panorama circostante, mi s'annebbia la vista e la mente, manca un solo istante, poi finalmente, vedrò chi nel frangente risponderà al qui chiamante...
Sono Le Nove e Tutto va bene, il sole è al suo posto, il mare luccica con l'onde di risacca, son vestito in costume senza giacca, sto aspettando che il tutto mio attendere maturi l'arcano, dar così la mano alla misteriosa detentrice, del numero trovato nel libro...
Se vivessi la vita presente senza una fame di novità, sarei sazio dentro la mente separando le altrui verità, stupisco per ogni orizzonte sospeso nello spazio futuro diviso a metà, sintesi d'un remoto distante, sfogliando un futuro di castità, sorprese mancate, disgiunte, sfumate nella mia tarda età, salato responso, gaudente surrogato della mia felicità, stanco del remoto latente sorrido adesso in libertà, sublimando ogni mio istante scelgo l'oggi e la sua eternità, io di qua, e Lei di là dove i confini dividono lo spazio; ma che non sono pure e semplici barriere, sono anche interfacce tra i luoghi che separano, in quanto tali, sono soggetti a pressioni contrapposte e sono perciò fonti potenziali di conflitti e tensioni, ma quella tensione non era conflitto… era solo curioità… compongo il famoso numero e allora buona fortuna, il momento è topico ed elettrizzante, trattengo il respiro e... Nell'etere vola lo Zero Tre Tre Otto, a rimbalzo il Due-Sette-Quattro-otto, adesso s'attiverà con il Due-Cinque-Otto... sento quel cicalare... ed una gentile voce che dice un bel: "pronto !!! mi volgo per scoprire la ciarlante, ma non vedo l'ombra di un bel niente, solo lo stormo di bambinelli, con là, una suora accompagnante, anzi son più di una, però ce n'è una che stava parlando al cellulare, cerco di farmi notare dalla rispondente alla mia chiamata, dico: "agita una mano che Ti vedo" e vedo finalmente una mano agitarsi, ... era una figura vestita come una statuina di cera , con il velo che copriva quella bella immagine che intravedevo sulla passerella, ... "era una suora"... m'avvicino e mi presento, mentre l'adrenalina andava scemando, lasciando il posto allo sgomento, per la gaffe che stavo vivendo in quel momento.
Vengo salutato con un "sialodatoGesùCristo"... al che rispondo un amen, scolorendo io in quel momento per quella visione celestiale, era una Suora… era giovane e carina, contentissima del fatto or lì vissuto, mi presenta alle colleghe della congrega delle "Orsoline ( quelle che vanno in letargo d’inverno ? ) ", tutte a farmi festa, chiedendomi se ero in grado di far divertire i ragazzini della colonia che stravedevano finalmente per una figura maschile… e così fu... diedi fondo alla mia verve di presentatore animatore, solo per quel angelo in divisa, era lì in trasferta direttamente dal paradiso, avrei voluto con me quel bel angelo come custode personale, ma lei era sposata… con la chiesa, e faceva opere di bene...
Ricarico il giorno dopo l'attesa rianimando lo schema dopo la sorpresa, risuoneranno le campane a distesa radunando i sogni in netta ripresa, rockeggiando con il loro vivo splendore, roventi momenti come ai tempi del mio primo amore, ricco di eterno e frizzante candore
Finì una giornata fantastica, dove una nuova dimensione di me stesso prese coscienza, che tutte le donne non sono uguali, anzi, ce ne sono di straordinarie, come quella “statuina di cera”, che modernamente aveva accettato di conoscere uno sconosciuto, che aveva idee che per Lei non erano niente, aveva la gioia negli occhi, un sorriso sereno, forse era veramente la felicità personificata, un'aria sbarazzina, ma nel contempo assai rassicurante, una vera beatitudine mi pervadeva, alla vista di simile gioiosa apparizione, anch'io mi rasserenai, così la vacanza prese una piega assai rilassante, per altre 4 volte frequentai quel lembo di spiaggia, a giocare con i bambini, poi tutto finì si tornava all’ovile, tutto tornò normale, non la vidi ovviamente più, rimase quel sereno ricordo, di un'estate fantastica.
Ed ecco la sera con la luna d'argento che mi appare al tramonto, le stelle lontane occhieggianti d'incanto, la sera che spegne il rosso un po' stinto e l'orizzonte spazzato da un filo di vento, lezione continua ma nessuno è attento, son lontani i pensieri nel tortuoso labirinto legati a questo giorno in sottovuoto spinto, logorando il vivere aspettando lo sconto, ludico obiettivo come oggetto di vanto dove l'amore è precluso per chi non è pronto, laddove ci aspetta la natura ed il suo canto, luminoso futuro di emozioni opulento.
Sul filo della notte l'universo all'orizzonte polverizza tutti sogni che risultano sfioriti lo stupore dell'alba coglierà quelli esauditi La luna è pronta a fare il suo giro verso il suo ponente si fermerà all'incrocio dei giorni precedenti, alla rotonda dello zodiaco splendente, al bivio delle stelle aspettando trepidante Aprirà la sua luce sul sentiero degli amanti, nell'eco dei ricordi si riciclano i frammenti, ma la luna sgomma schivandoli silente, allora verso Venere punta il suo sestante, guidando i sogni nei giorni miei impagliati senza quell’indugi per non essere sparpagliati… sarà tutto come u arcobaleno che farà da ponte verso l'infinito che attende Noi innamorati.
Il sole è già svanito all'orizzonte fra vele dondolate dal grecale... un sospiro silenzioso è la mia fonte e nessun'altra mai sarebbe uguale, un verso malinconico mi chiama, zirlo nel silenzio l’allegrezza, nel mentre nel mio cuore si dirama, il più prezioso anelito di brezza in questa bella estate che ha lasciato indelebile una trama…
FINE***
" Stessa Spiaggia... Stesso Mare " testo di Edo-e-le-storie-appese