street parade

scritto da kurtz
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Testo: street parade
di kurtz


STREET PARADE

Cazzo,i miei piedi,non ce la faccio più a camminare,ed è solo il primo giorno del mio viaggio in Svizzera.
Sono solo a Lugano e conto di essere a Zurigo entro notte,o almeno prima dell’alba.
Un ultimo sforzo,salgo sta scalinata,poi mi siedo e mi fumo una debella bomba di purple skunk.
Mi ha rotto il cazzo Lugano,non c’è niente da vedere,è tutto carissimo e ci sono solo borghesi medio alti che mi guardano come un alieno,squadrandomi dalla cresta ai piedi.
Tra un’ora e mezza-due,c’è il treno,ho un biglietto per Zug,circa a metà strada,speriamo di non essere cacciato dal treno e passare la notte su quelle montagne dimenticate da Dio.
Fin qua m’è andata bene coi controllori,avevo un biglietto Voghera-Como,col quale ho fatto tutto il viaggio.
Mi è pure andata bene in frontiera per quei cinque-sei grammi di caramello che mi son portato da casa.
Con tutte le ore di treno che ho fatto e che ho ancora da fere non mi sono portato neanche un libro da leggere,Kerouac ad esempio ci starebbe a pennello,oppure Welsh.
Ragazzi come strina st’erba,anche se non è niente in confronto alla mangiata di psyllocibe che mi farò domani.
Che palle ,che farò in attesa del treno?
Questa è la stazione più pallosa del mondo,vabbè,farò un giro nel supermarket annesso,almeno lì c’è l’aria condizionata.
Gazzosa al mandarino,ma che cazzo devono sti Svizzeri?!Però,posso provare,.
Un filone di pane,wurstel,cioccolato a iosa,tanto qua non costa un cazzo.
Gli uni ci articoli economici in Svizzera sono la cioccolata e l’erba.
Mi guardo riflesso in uno specchio,ho gli occhi rossissimi,semichiusi e un sorriso beato da ebete.
Ah,che figata sto getto d’aria,starei qua sotto tutta la vita.
Divoro un panino coi wurstel,una tavoletta di cioccolata con la frutta secca ,poi ,mi ritiro in un cantuccio dove non passa nessuno per avvolgere una canna.
Tra la merenda e la canna son passati tre quarti d’ora, mancano solo altri quarantacinque minuti al treno,posso andarmi a sedere su qualche panchina sul binario.
Naturalmente le panchine son tutte occupate,mi dirigo su di un carrello portabagagli,di fianco a un trio di ragazzi di lingua tedesca,con uno stereo portatile da cui fuoriesce una specie di hip hop in tedesco,niente male,sembrano i Cypress Hill crucchi.
Son morto di sonno,non vedo l’ora di stendermi sul treno.
Ma si,ancora una canna di caramello,tanto a parte i rappettari crucchi,sul binario non c’è nessuno.
Finalmente ,dopo tre quarti d’ora di scoglonamento,annunciano il treno Zug-Zurich.
Mi infilo in uno scomparto all’inizio del vagone e mi stravacco sul sedile.
Ah che figata sto sedile dopo il carrello bagagli,c’è pure il cesso vicino ,nel caso volessi farmi una canna dopo.
Pian piano lasciamo la città,il treno,in accelerazione,scorre fluido tra le montagne,fuori dal finestrino si passa dalla città modello alle verdi montagne,ogni tanto il paesaggio è rovinato da un hotel o da quelle casette del cazzo,usate durante i fine settimana .
Ancora un bel po’di strada ferrata si frappone tra me e Zurigo,col suo famigerato zoo.
Son perso in uno di quei miei trip filosofico-morali che mi fondono le meningi,così imparo a portarmi almeno un giornale un’altra volta.
Sto impazzendolo,sferragliante,ruote,PANICO,lo scopo del….OTS ODNEZZAPMI,oppresso,gradiscedel…metadonedolcissimonauseante,il paesaggio scorre fulmineo nel riquadro lercio di vetro,ventiquatrro anni nel cesso,sveglio per giorni con in pancia una…BUTTERFLY ROSA!!!!???^^^^appena arrivate da Amsterdam…..I….GONNA TRY……
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STO IMPAZZENDOOOO,…butterfly rosa,endorfine nel cesso….24 anni…ma che bravo,contratto di nove mesi….sai usare excel ??STO ANDANDO IN MALORAAAA!!!!!!0131217334CHE FIGATA,,,,da pisciarsi dal RIDEEEEEEREEEE,unmilioneseicentomilanetto.
Zug,stiamo attraversando Zug,prima fermata,non manca più molto per Zurigo,cazzo sto uscendo di cervello,avessi almeno il walkman del cazzo,pausa canna,quatto quatto nel cesso e l’avvolgo.
Potessi portarmene a casa un kilo di sta skunk,speriamo che non esca l’odore.
Fumo velocemente ,da stressato,il fumo azzurrognolo mi danza attorno,avvolge col le sue volute la mia immagine riflessa nello specchio,ho proprio un’aria di merda,basta non pensiamoci più o mi viene il mal di testa.
Chissà domani che macello,vedrò di contenermi se passerò per Platzenspitz,niente roba,solo funghi e al massimo pastiglie.
Cazzo che fumo c’è qua dentro speriamo non esca fuori,fresche cimette verde e porpora quanto vi amo.
Però che palle da solo ,peccato che nessuno aveva tempo per venire,fortuna che c’è il sole ,anzi,pure troppo,su sto treno ci si squaglia dal caldo,sembra un bagno turco.
Butto il mozzicone nella tazza,raccatto lo zaino dal gancio e fuori,torno al mio posto,riprendo il filo dei mie pensieri,son troppo ansioso,senso perenne di agitazione,paura del nulla.
Son terrorizzato dalla paura di avere paura,che stronzo.
Tra un’oretta ci siamo,per le nove credo,a dormire nella sotterranea,dove ci sono tutti i negozi,meglio evitare Platzenspitz per stasera,con l’umore di merda che ho.
Mi sta venendo un gran sonno,non vorrei addormentarmi e finire a Basilea;quante volte mi è capitato in Italia di addormentarmi sul treno e finire a Pisa,Piacenza,Voghera,Pavia e altri posti mai sentiti nominare.
Devo combattere con me stesso per tenere gli occhi aperti,l’omino del sonno ci ha scaricato un sacco di sabbia.
Ecco finalmente Zurigo,avvolgo una canna da fumarmi in strada,nell’atrio della stazione c’èun gran palco con degli striscioni di radio 105 network,azzo pure qua tocca sentirli,rottura di palle dei miei pomeriggi al bar del paese.
Fumo la torcia e mi infilo nella sotterranea,gira e rigira ,infilo la scala per Platzenspitz,giuntovi,mi siedo su di una panchina e mi metto a guardare il fiume,subito mi si avvicinano un ragazzo e una ragazza che,blaterando qualcosa in tedesco,mi mettono in mano una manciata di mista e una cartina.
Dagli evidenti gesti del ragazzo capisco che vogliono che gli giri una canna,probabilmente non son capaci.
Gliela avvolgo ,loro mi ringraziano,o almeno credo,poi si vanno a risedere sulla panchina da cui son venuti.
Decido di andare verso il centro,a quest’ora ci dev’essere poca gente ,passo davanti a un fast food asiatico e decido di infilarmici,mi prendo un panino col kebab,fuori passa un gruppetto di nazi,guardano dentro con disprezzo,uno fa il saluto nazista e grida:-Raus!Io vorrei fargli il saluto col dito medio ma mi trattengo,un’anfibiata sui coglioni non è l’ideale per digerire il kebab,indi li ignoro e mi concentro sul mio panino,il gestore borbotta qualcosa nella sua lingua,un paio di clienti ridono sonoramente,lanciando occhiate di sfottò alle teste rapate,che si stanno allontanando.
Mi faccio una breve passeggiata in centro,tra la marijuana e il viaggio,sono a pezzi,vorrei almeno un letto da una piazza e mezza,però,dovrò accontentarmi di una panchina nella città sotteranea .
Meglio prendere posto,visto che una buona parte delle panchine son già occupate;mi piazzo vicino a un bar,abbastanza vicino ai bagni,che sono a pagamento accidenti a loro.
E’ un po’ corta la panchina,azzo quanta gente a dormire qui,non saranno tutti qua per la street parade,un conto è farlo per qualche giorno come faccio io,ma farlo sempre…
Stare fuori ,senza nessuno,soprattutto d’inverno,ragazzi,donne,vecchi,stranieri,bella vita di merda!
Mi addormento quasi subito,i sogni sono confusi e agitati.
Mi sveglio con una gran voglia di pisciare,solo,non ho la moneta da un franco per accedere al cesso,così ,piscio vicino a un negozio di scarpe.
Ho la cervicale frantumata,le braccia formicolanti,perché c’ho dormito sopra,la bocca impastata,non vedo l’ora che apra il Coopi(il supermarket),per mangiarmi e soprattutto bermi qualcosa.
Appena mi riappoggio sulla panchina mi riaddormento secco.
Mi risveglio verso le otto,la city sotterranea già è popolata di visitatori,i negozi sono tutti in piena attività.
Alzatomi,mi dirigo verso Platzenspitz per darmi una rinfrescata alla fontana,mi do una bella sfregata al viso,poi,vado al supermercato,prendo un cartone di succo d’arancia,un pacco di merendine e una bottiglia di heineken da sessantasei cc.
Fatta la colazione e fumata la canna dopo colazione,vado alla stazione a vedere un po’ di movimento.
A un certo punto sento una voce dietro:-Scusa,sei italiano?-
Mi giro e vedo sei ragazzi vestiti da tamarri a parte uno che a quanto pare va dal mio sarto.
-Sì,sono di Alessandria-.
-Si capiva dallo zaino Invicta e dalle scritte che ci sono-.Risponde il più tamarro di tutti,con tanto di orribili occhiali fucsia.
-Noi siamo di Varese.-
-Sai dov’è il canapaio?-Chiede quello vestito simile a me.
-Certo però apre fra più di tre ore-.
-Se non hai niente da fare,puoi venire in giro con noi,poi andiamo dal canapaio-.Mi comunica uno con due occhi spropositati,tipo Igor di Frankestein junior.
-Va bene-.
Ci andiamo a sedere in un bar, si chiacchiera del più e del meno, loro sono partiti così all’ultimo momento dopo una serata a base di cocaina, al contrario di me che avevo pianificato sta spedizione. Sono tutti frenetici, hanno voglia di pastiglie.
Finito il caffè, ci alziamo e andiamo a fare due passi.
Il gran mogol dei tamarri (quello con gli occhiali fucsia), non sta zitto un secondo, saluta vistosamente tutti quelli che passano, con un gran sorriso, balla pure camminando, al suono della musica emessa dai Sound Systems sparsi per Zurigo, che già cominciano le prove per la street parade.
A un certo punto si avvicinano due ragazzi e una ragazza – Sapete dove possiamo prendere da fumare? –
- Noi stiamo seguendo quel ragazzo! – risponde il guru dei tamarri indicandomi; allora intervengo: - apre alle undici e trenta il canapaio, se volete unirvi a noi, poi ci andiamo tutti assieme -.
- Va bene! – risponde uno dei due ragazzi. Si presentano, io non afferro manco un nome.
- Di dove siete? –
- Di Genova - risponde la ragazza.
Questi ultimi, invece, devono essere qui per la jungle a giudicare dall’abbigliamento, non mi sembrano tipi da house. Io, appena cominceranno le roboanti martellate e i rotolanti tuoni della tekno e dell’industrial, credo che saluterò i miei compagni di passeggiata e comincerò a saltare come una palla da tennis con le molle.
Passeggia, passeggia, uno dei tipi di Varese, a forza di chiedere, trova delle pasticche, Versace gialle, mai sentite, io non le prendo, sono l’unico, la prima cosa che voglio mandar giù sono i funghi.
Il più brutto dei tipi di Varese, quello con gli occhi spropositati, sta dando l’assedio alla ragazza di Genova, i suoi amici, a quanto pare, sono scazzati tutti e due, lei pare contenta delle attenzioni del ragazzo, a me sinceramente, la tipa non dice nulla.
Faccio su una canna e la do da accendere alla ragazza e velocemente ne avvolgo un’altra.
Le pastiglie devono essere un po’ robbose perché non li vedo molto attivi, anzi sembrano quasi fatti a ero, meno male che non le ho prese, non mi son mai fidato delle pastiglie gialle, il colore marchio di garanzia di solito è il rosa.

Abbiamo camminato ancora un bel po’, fermandoci ogni tanto davanti a qualche sound system, poi finalmente alle undici, ci fermiamo davanti allo smart shop, io entro mentre gli altri aspettano fuori.
Esco fuori e un pacchetto di funghi da cinque grammi è già svuotato.
– Contento? – Chiede il Dalai Lama dei tamarri.
– Non aspettavo altro.- Adesso tocca spettare tre quarti d’ora, poi via in viaggio nell’altroquando.
Loro parlano e si muovono al rallentatore, colpa delle pastiglie robbose, io invece sono euforico, si sono invertite le parti, comincio a parlare del mio gruppo e delle mie groove box, anche se ho idea che non gliene fotta un cazzo a nessuno, solo che mi è venuta una gran voglia di parlare.
La città si è popolata di sound systems, vicino a un negozio di dischi, ci sono due ragazze vestite, o meglio, svestite da diavolesse, con bikini e corna rosse, la reazione, nelle mie parti basse, non si fa attendere, le casse sputano un industrial indiavolato, io mi metto a ballare furiosamente, i miei compagni di passeggiata, che evidentemente non gradiscono la musica, si fermano a parlare tra loro, l’unica a ballare oltre le diavolesse e a me è la ragazza di Genova. Estatico continuo fissare le due ballerine che si muovono fluide, sento che i funghi stanno iniziando a fare effetto, comincio a vedere tutto “tetradimensionale”.
Dopo circa un quarto d’ora, riprendiamo a camminare, diretti verso il Bio Top (il canapaio), entriamo solo in quattro, io per primo, prendo un pacchetto di purple skunk ed esco subito.
Mentre aspettiamo gli altri, faccio su una canna seduto sul marmo di una finestra con la serranda abbassata, lì fuori c’è una piccola folla, per lo più ragazzini che aspettano qualche maggiorenne che è dentro a comprarla per tutti.
Fa caldissimo, mi levo la maglietta e sento il sole che mi cuoce la pelle delle spalle, del viso e del petto, ho la vista e l’udito amplificati al massimo, sento ogni minimo fruscio a svariati metri di distanza.
Gli altri sono impegnati in qualche conversazione che non ascolto, io son lanciato a mille all’ora nelle mie seghe mentali.
La skunk scende nella gola vellutata, dolce, balsamica, penso a una verde montagna ricoperta di piantine di maria.
In lontananza si sente della trance, mi sto rompendo, voglio la tekno, gli altri, parlano di andare a sentire house, i genovesi la jungle, mi sa che è giunto il momento dei saluti. Velocemente stringo tutte le mani che mi trovo davanti, poi, al trotto mi dirigo verso la tekno con le orecchie tese come un cane da caccia.
Faccio un salto nella sotterranea, cazzo, vedo tutto diviso in rombi, vedo come un ragno, SONO l’uomo ragno, non avevo mai notato quante sfumature di colori esistono, non cago la musica che fuoriesce dalla filodiffusione dei negozi, per lo più house e commerciale.
Sono frenetico, cammino spedito e i miei occhi girano nervosamente senza posarsi su qualcuno o qualcosa, guardo tutto senza vedere niente, ogni volta che sbatto le palpebre, è un’esplosione di colori e di trame.
Esco al sole, fuori è una sfilata di colori, suoni, trovo ridicoli tutti quegli uomini con quei gonnelloni a fiori che qua van tanto di moda, le ragazze, tutte scollate, in abiti mooolto succinti, tutto questo carnevale mi mette una gioia e un’euforia che assommata ai funghi, mi fa sentire felice, come non lo sono da molto tempo, più o meno, come quando da bambino, andavo alle feste di carnevale, mascherato da zorro o da cowboy.
Mi fermo a un alimentari, mi prendo un red bull, che infilo in tasca e un caffè superlungo in bicchiere di carta con tre vasetti di panna liquida. Finito il maxi caffè, mi fumo una canna sorseggiando il red bull, vicino allo zoo, dal quale provengono suoni di goa trance e drum and bass. Ma sì, andiamo a sentirci un po’ di d & b tanto per riposare le orecchie.
Ormai, son lanciato su un treno psichedelico, spedito a mille all’ora attraverso le gallerie dei miei ricordi più nascosti e impolverati. Ritornano alla mente episodi sepolti da anni e afferro che son sempre stati oscuri e che ora sono chiari come la più elementare delle logiche. I misteri più incomprensibili del mio io e dei miei comportamenti sono ora un libro aperto, scritto a caratteri cubitali, tutto mi sembra un libro aperto, potenza dei funghi.
Allo zoo ci sono due ragazzi, uno con la cresta e uno con i capelli metà fucsia e metà rossi che sembrano italiani o per lo meno svizzeri italiani. Mi avvicino: - Ciao, non è che sapete dove trovare ketamina? – Noi no, però i nostri amici dovrebbero averne – risponde quello con la cresta indicando un gruppo di ragazzi seduti su una panchina e sul muretto di fronte, che discutono animatamente fumando erba.
– Non ce n’è tanta, però una busta te la venderanno – mi comunica l’altro. Porgo la mano a tutti e due e ci presentiamo; – Io sono Beppe – Io Enrico – risponde il ragazzo con la cresta – Pippo – mi comunica il tipo con la testa bicolore.
Ci avviciniamo al gruppo di amici loro, li saluto con un ciao generale, si vede che sono tutti sotto acido o sotto pastiglia dagli occhi vacui e sbarrati. – Ciao – rispondono quasi all’unisono.
– Gli potete vendere una busta di keta? – domanda Pippo. – Ok risponde una ragazza carinissima coi capelli rasta viola prugna – Anzi ci facciamo una riga adesso. Tira fuori uno specchio e fa un gran quadrato di keta. Ognuno ne tira un segmento, finito ne fa uno più piccolo e tiriamo Pippo, Enrico ed io.
Chiedo quanto – Quindici euro – risponde la ragazza. Mi siedo vicino a lei e le dò il grano, lei estrae la busta da un ovetto di plastica di quelli dei kinder. Sento che la riga fa effetto. Sembra buona.
– Ti servono paste? – chiede un ragazzo – No grazie, mi son mangiato i funghetti – Ah, li abbiamo presi pure noi, buoni quelli hawaiani –
– Di dove siete? – chiedo – Di Genova – risponde la ragazza che mi ha dato la busta – Io di Alessandria, siete in treno pure voi? – Sì – Buona sta ketamina la sento nonostante i funghi – Sì l’abbiamo cucinata prima, l’abbiamo portata qua allo stato liquido per non farcela sgamare – risponde la meraviglia che mi ha dato la busta.
– Sei venuto per la tekno? – mi domanda un tipo – Sì, appena trovo il sound system giusto mi ci attacco e non lo mollo più – Noi siam qua di passaggio, finita la street parade andiamo ad Amsterdam – mi comunica Enrico.
Mi farei già un’altra riga,solo che se apro la busta tocca offrire a tutti sti cristiani,meglio rimandare.Tra keta e funghetti sono strafatto , perso da qualche parte nel mio cervello,mi sento vagamente a disagio,non è per questi ragazzi,è per i funghi,io sono un po’ solitario di natura e ora,strafatto,con tutta questa gente mi ha preso un po’ di fobia,anche se interlocutori migliori non avrei potuto trovare.
Abbiamo affrontati diversi argomenti per un paio d’ore,consumando una cifra d’erba,girando per i vari sound sistems.
A sera giunta,li ho salutati e mi son diretto alla stazione.
Culo vuole che c’era subito un treno per Bologna,io scenderò a Lugano,farò il biglietto fino a Como,mi finirò erba e funghetti e poi a casa.
Cazzo , mi son addormentato,ma dove sono?Oh Gesù,Milano porta Garibaldi,ho rischiato di brutto in frontiera,tra erba , funghi e niente biglietto.
Giù in fretta e via fino alla stazione centrale a piedi, poi finalmente,domani mattina,potro fare la nanna nel mio letto,ci fosse la tipa della ketamina a farmi compagnia…



Testo coperto da s.i.a.e.
street parade testo di kurtz
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