A RADIODIABLE

scritto da Genesi
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Autore del testo Genesi

Testo: A RADIODIABLE
di Genesi


La festa stava per iniziare, e tutto filava liscio.Chiusa nel bagno, con le candele accese,mi guardavo soddisfatta allo specchio:in quel modo nessuno mi avrebbe mai riconosciuto.La parrucca nerissima che arrivava fino al fondoschiena faceva da cornice ad un viso bianco come il latte,con labbra rosse sanguianti e occhi con un trucco che dopo sarebbe stato battezzato "nero cattivo".
Un body trasparente di pizzo mi stringeva il seno in fiore e finiva aperto, per darmi più spazio di movimento.
Non avevo ancora la gonna, ed ero coperta soltanto dal mantello nero, fermato da un'enorme spilla antica di brillanti.
Chiusi la porta a chiave e per qualche momento mi distrassi un po', toccandomi e fumando una sigaretta,mentre la candela si consumava sotto i miei occhi.
Nonostante la mia irrefrenabile voglia d'amore e di sesso, che abbondava ormai da una settimana e che forse era stata procurata da un'innata astinenza,appena mi chiamarono in salone per gli ultimi preparativi li raggiunsi subito.
Un'amico e due amiche.
Guardandoli, con aria inaspettatamente teatrale cercai di far notare la mia maschera, catturando la loro attenzione.
In quell'istante milioni di pensieri mi girarono per la mente, ed io fui tentata da loro, ma prestosi volsero da altre parti:non potevo permettermelo.
Non potevo sedurre nessuno dei tre, e per loro rispetto non l'avrei comunque fatto.
Così decisi di passare una modesta serata bevendo e fumando, senza riflettere troppo.
Eppure ogni persona che penetrava nel salone faceva nascere in me immagini innaturali,e mi intristii pensando che "le acquile", un gruppo di amici estremamente nazisti, non fossero lì.
In caso contrario, pensai sorridendo, avrei certamente saputo come sfruttare il tempo.
Sorso dopo sorso parlavo allegramente con gli invitati che, come di regola, si complimentacano per il costume e gettavano sul mio pallido viso languide occhiate,nessuna delle quali, però, intrise di passione.
Ed era proprio la passione che io cercavo ed amavo così tanto......
Dunque, come dicevo, mentre chiacchieravo la testa iniziò girare e le persone iniziarono a sdoppiarsi davanti alla mia vista già appannata da parecchio.
Strisciai fino al cesso,poi misi la testa nel gabinetto provando a rimettere tutta l'anima, seza riuscita.Da tempo il mio stomaco si rifiutava di vomitare a comando, quindi persi la speranza e restai lì per una buona oretta, a contemplare la stanza spoglia.
Poi arrivò qualcuno.
L'aspetto fisico non rientrò mai a far ìarte del quadro della serata, ma la sua voce é ancora impressa nella mia testa.Freddissima e bassa, di un ragazzo sui ventidue, che rendeva gelida ogni cosa.
Quest'ultimo si sedette accanto a me e non ci mise troppo a rendersi conto che ero ubriaca.
Così decise di fare quello che aveva sempre sognato.
Dopo aver riempito la vasca da bagno levò dalla mia faccia ogni traccia di trucco scoprendo i miei lineamenti e il mio sorriso,poi lavò i capelli che si erano sporcati sotto la parrucca e li asciugò con dolcezza.
Mise via la gonna e il mantello e mi portò lentamente nella stanza da letto, poggiandomi con premura su quest'ultimo.
Poi rimase lì, a guardarmi, giocando con il mio collare di borchie ed osservandomi lentamente.Di conseguenza si alzò e se ne andò, lasciandomi lì sola.
Non riuscivo a capire cosa stesse succedendo , e così incominciai a cantare THEEVILETHATMANDO cambiando le frasi e riduncendo una così bella canzone ad una poesiola disconnessa, fin quando il ragazzo tornò.
Si stese accanto a me e mi abbracciò come nessuno aveva mai fatto.Mi strinse con forza quasi volesse farmi male, poi portò la sua bocca sulla mia e mi bacio.
Quello fu un bacio pieno di sapore, e la mia testa fece un passo indietro nascondendo la sbornia e ricordando quando qualcun altro era stato capace di baciarmi così.L'uomo che mi massacrava era stato capace a baciarmi con tanta passione, ma quella era una passione cattiva e violenta.....
Quell'affiatamento sembrava non poter terminare.
Poi passò le sue mani in ogni dove, e fece in modo di appagare la voglia che da tanto stava pian piano cercando di uccidermi.
Mi innamoro troppo spesso, e quest'uomo mi sembrava proprio di amarlo....come Romeo e Giulietta, divisi da qualcosa che li avrebbe portati entrambi alla morte,eppure, che banalità!Quanta pateticità nei miei pensieri di quel momento!!
Le sue mani, la sua pelle, i suoi pensieri sconosciuti...alla sola idea di questi il cuore mi arrivava in gola.Era possibile?
.............
E se fosse stato lui?
Quell'uomo che tanto avevo aspettato e che non era riuscito a liberarsi dalla sua trappola?
Quell'uomo che era riuscito a farsi seguire ad ogni ora dai miei occhi lasciandomi con il fiato sospeso anche quando non ce n'era necessità?
Dovevo scoprirlo assolutamente.
Ma quando lui sparì dentro il computer io non potei fare altro che affacciarmi dal letto e vomitare sangue.

A RADIODIABLE testo di Genesi
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