è triste pensare che la migliore musica sia gia stata scritta. mi restano poche speranze dopo aver sentito queste note. credo sarò felicemente triste per qualche tempo, ascoltando musica passata e ripassata. è un po come parlare di letteratura nel duemila, senza aver mai letto niente. posso leggere un blog. anche due. in tanti ci interroghiamo sulla nostra stessa natura, quella di scrittori di blog. poi alcuni ti linkano perche non importa quanto tu sia distante dall'idea di massa, ne fai parte. un po come tutti. cosa importa in questa vita? essere ricordato? o solo dare sfogo ad un bisogno fisiologico? come leggevo ieri da qualche parte, forse l'arte è solo questo bisogno. allora semplicemente non sto facendo arte, mi sto facendo i cazzi miei in pubblico. a me piacerebbe lasciare scritto qualcosa, che aiutasse chi viene dopo di me. incidere un messaggio di speranza che tanta fiducia quanta io ne trovo oggi nelle parole di chi prima di me. un anello della catena. niente di più. è triste soprattutto perchè nasco da una cultura protagonisteggiante dell'individuo ai soli probabili scopi commerciali. sei speciale, come un fiore meraviglioso, compra questo film, mangia questo prodotto nuovo.
sei unico, puoi fare cose fantastiche. e allo stesso tempo sei identico a tutti gli altri. allora dov'è la fregatura? perche ti insegnano anche che per tutto devi pagare un prezzo. forse pago in perdita di tempo. cosa importa veramente all'uomo? cosa lo fa alzare tutte le mattine? non puo essere solo abitudine. la complessità delle informazioni è solo rumore di fondo, inutili appendici di poche semplici grosse radici. solo che se l'albero ha troppe foglie puoi anche perdere di vista i rami, a volte addirittura confondi il tronco. per non parlare di quando le foglie sono cadute, e ti sembra di vedere tanti alberi rovesciati, radici al vento. antichi poeti a parte, l'albero della vita è una metafora vecchia. e magari non ho speranza senza ripetizioni. ripetizioni,.
comunque, ognuno di Noi non fa altro che descrivere al meglio la sua interpretazione della vita. stradafacendo. attimo dopo click, ogni bloggatore registra la propria versione della vita, rapito dal sogno di consumistico protagonismo di cui è figlio. in attesa di quei 15 minuti di popolarità, illusione di immortalità e di fusionalità collettiva. diventando famoso ti sembra di aver toccato il cuore di tanti, con le tue parole, con un tuo scatto, con una tua opera. ti senti vicino a dio, ti sporchi le mani di fango per assomigliare a quacosa di funzionante. dimenticando l'essenza che ti ha regalato il primo passo, verso la scoperta della tua vita restano poche speranze d'essere ricordati. la stessa ricerca, piu o meno consapevole, che ci accomuna tutti, lascia fiori e cadaveri sotto i nostri passi.
Pensieri sparsi testo di Abottle