Ho guardato Il buio della notte Con occhi di fantasma E le vive, insidiose paure Della solitudine Sono schizzate oltre il cielo di Saturno. Ho attraversato Siderali melodie di stridenti nuclei di terra Frammista al fuoco delle stelle E son volato lontano Via da qua. Pensavo di spaventare Il caldo corpo stanco Che vedevo abbandonato Su un letto grande e freddo Abbarbicato a un cuscino Profumato di nulla. Era fermo Statico Inerme. Un vento di molecole Lo cingeva Formando penetrabile cappa A fratelli incubi. Mentre vado via e lontano M’accorgo, tristemente, Che non vengo neanche evocato. Disperatamente cerco un corpo Nuovo Dove rinchiudere questo stupido ectoplasma Sputo di un’anima Abbandonata anche da Dio.
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