" Quel Mio Piccolo Grande Amore "

scritto da Edo-e-le-storie-appese
Scritto 20 anni fa • Pubblicato 20 anni fa • Revisionato 11 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Edo-e-le-storie-appese
Ed
Autore del testo Edo-e-le-storie-appese
Immagine di Edo-e-le-storie-appese
Ed

- Nota dell'autore Edo-e-le-storie-appese

Testo: " Quel Mio Piccolo Grande Amore "
di Edo-e-le-storie-appese

Quel Mio piccolo Grande amore ( Nadia )

Ciao Papà…
ciao Elena… che bella giornata…
si è proprio bella…
una giornata unica direi, vero papà, ma guarda cosa ho trovato liberando il ripostiglio… uno dei Tuoi 45 giri… il tuo cavallo di battaglia… quello che tu papà cantavi sempre, ed è stato la colonna sonora di un tuo grande amore… quello che mi ha fatto nascere.

Questo è il dialogo fra un padre e una figlia… normale direte, ed invece no… o si… beh ora vi racconto.
Elena nata negli anni 70 ha ritrovato il padre solo poco tempo fa… merito forse di una canzone… anch’essa ritrovata e che adesso si espande nell’aria diffusa dal giradischi.

Quella sua maglietta fina aa
tanto stretta al punto che... mi immaginavo tutto
e quell'aria da bambina
che non glielo detto mai ma io ci andavo matto
e chiare sere d'estate
il mare i giochi e le fate e la paura e la voglia
di essere nudi
un bacio a labbra salate
il fuoco quattro risate
e far l'amore giù al faro... ( Canta Claudio Baglioni)

Ecco che il ricordo prende forma…

E' pazzesco... sto ascoltando questa canzone... "La mia Canzone...la nostra canzone".
Son qui seduto sui sedili posteriori di una limousine per cerimonie
Aspettando....Aspettando

A ncora aspetto le parole
A ppese in trine suggestive
A merlettare raggi come fiaccole
A limenti di stupore per chi scrive

A nimando quel mio io sublimato
A rdente retrogusto mai domo
A ncorato con calore variegato
A l mio esser sempre galantuomo


A nnodato ma proteso
A rcuato dentro un pianto
A rchiviando ciò ch'è vilipeso
A nsioso d'accendere n'incanto

A lzando le rattoppate vele
A favore di vento nell'ardire
A pprodando nei lidi senza fiele
A bbeverandomi d'azzurro all'imbrunire

A llor s'intreccia il rosa dell'aurora
A mmantato di spumiglie vigorose
A ll'ombra dell'ultima primavera
A prendo una fiammante nuova fase

Ecco... mi trovo impigliato in una di quelle situazioni che cambieranno totalmente la mia vita... si... avete capito, quello che sto per fare, cambierà tutto... son preoccupato, mille domande corrono per la mente, ma non mi vengono risposte eclatanti, però una risposta ce l'ho in mente, ed è sempre "Si" ... dirò di si... sto per andare in Chiesa per "Sposarmi", avete capito bene... "Sposarmi"... mai stato sposato prima.
Ho 55 anni, che c'è di strano? un sacco di gente ha 55 anni, si però... li ho vissuti molto ... molto, diciamo così, molto f r u l l o s a m e n t e, nel senso che: ho sempre cercato il trastullo nella vita, senza impegni o punti fermi ed a volte molto incoscientemente, molto leggero, molto fru fru direbbe qualcuno, un viveur... danseur... trombeur, tanti "amici" ma forse solo conoscenze niente impegni, visto che nei momenti no, nessuno mi ha dato una mano, ma partiamo con ordine, torniamo indietro di 25 anni... un Flash Back .
A 20 anni come molti ragazzi di allora, avevo frequentato una scuola di musica per imparare a strimpellare per far colpo sulle ragazze, avevo scoperto anche di avere una discreta voce… così mi aggregai al alcuni amici che avevano un complessino Beat, suonavamo nelle balere o alle feste paesane, niente di straordinario, io avevo quella presenza scenica, quel savoir fair e la cosiddetta discreta voce, mi piaceva scimmiottare i complessi famosi di allora o i cantanti che andavano per la maggiore, eravamo agli inizi degli anni 70, avevo abbandonato il lavoro intrapreso con mio padre, facevamo i mercati, sveglia presto la mattina, allestimento bancarella ecc... una vita del cazzo, non mi ci vedevo per tutta la vita a fare quel genere d'esistenza, anche se rendeva dei bei soldini, decisi cosi dopo il militare di fare la vita un po' alla ricerca di fortuna, alla ricerca di me stesso mio... vivere magari cantando, vagabondando, avventurosamente e così caricai l’aquilone verso l’isola che non c’è.
Cercavo a quel tempo un sogno da attraversare, collegandolo al mio futuro che poi diventerà quello di una volta, correndo contromano dentro al cuore curiosando con la speranza disinvolta, di chi voleva provarci ogni volta con qualcosa di nuovo alla ribalta, volevo volare con lo stormo degli aquiloni sopra il mare, incontrare le origini del tempo, cogliendo anche le immagini riflesse nella fonte della terra capovolta, tutto ciò che insieme al cielo decidevo di scovare, le tante crescenti suggestioni in quella zona alta del destino, calibrando quel volo senza mai ferire chi vagava nell'orbita di un'emozione svelta, centellinando i capricci nel loro interagire con la raccolta punti senza far la scelta e cestinando tutto se il destino si fosse messo di traverso per farmi soffrire, chiudevo gli occhi per scendere a catapulta, colorando i sogni dentro al mio dormire caricando l'aquilone per un'altra giravolta... sempre e comunque.
Eravamo in riviera romagnola, 1972, pensione Riviera come da copione, si facevano le serate per allietare gli ospiti in vacanza, la canzone che andava per la maggiore era quella di Claudio Baglioni "Questo Piccolo Grande amore" la cantavo divinamente ( modestia a parte) era il periodo del grande "cuccare" in pratica una ragazza alla settimana come minimo da spupazzarmi, la vedevo così allora... c h e c c e d o v e v o fa? Moltissimi Latin lover fanno e facevano questo, altro che lavorare, la vita andava vissuta in pieno.
Una di quelle sere agganciai una gentil donzella, era il suo 18esimo compleanno festeggiato all'Hotel Ritz, noi del complesso " The Cormorans " ( allora erano di moda i nomi d'animali americanizzati) Cantai per ben 5 volte "Questo Piccolo Grande Amore" canzone che folleggiava a quel tempo, richiesto da Nadia la festeggiata, con la promessa che il giorno dopo si sarebbe fatta vedere con la maglietta bagnata... wow.
A quel tempo tutti coloro che erano nel mondo dello spettacolo avevano ogni sera le loro groupies… che allietavano poi le nottate delle nostre tournee… Nadia aveva negli occhi quel brillio che prometteva bene, era rapita dal mio fascino, dalla mia voce, dalle mie canzoni, modestamente piacevo… ero un furbettino.
Dopo lo spettacolo, con la complicità dei suoi genitori, feci amicizia tanto da uscire in comitiva per gustarci un gelato e fare il Bagno dopo Mezzanotte.
Un refolo di luna sul mare senza vento, sfioravo i fili d’onda nel pensiero, rimbalzanti sulla sponda di un momento, svanendo tra le maglie del mistero, consumando in quella notte un grande evento, forse in quella sera ero io sincero… o era il destino che cavalcava un tormento…? gonfiavano le nostre voglie le brezze del salino, talvolta, sotto le ondate fresche dei rimpianti, quelli d'aver gettato alle ortiche dei futili istanti nel cammino, scoprendo poi che quegli istanti, saranno più preziosi dei diamanti, ed in quella notte un diamante prese luce, illuminando poi nel tempo, quel fugace lampo testimone del rimpianto, già: il destino… quello sarebbe stato un mio salto fuori dal folle disumano, forse per cercare un futuro tracciato, perdendomi poi dentro il cammino, sperando non sia già stato scolpito nel gorgo impietoso e ripieno con le mosse graffiate in segreto, rivivendo ogni gesto lontano, senza poi magari voltarmi nel mio privato, allora resto con l'animo d'un bambino surrogato d'un tempo inquieto, mai domo nell'intimo mio freno scoprendo che tutto è infinito, ma nel cielo allora vedevo il sereno.
Rientrai dal salto ch'era proibito tanto non lo saprà mai nessuno quello che ho invano cercato, era forse tutto determinato?
Nell'acqua si sguazzava alla luce dei fari, che gli stabilimenti balneari avevano istallato per la festa del 15 Agosto, si giocava catapultandoci in acqua facendo mille zampilli, incrociai Nadia in uno di quei giochi, dove le gentil donzelle erano sistemate in spalla a noi maschietti, le femminucce cercavano di buttarsi giù a vicenda, Nadia cadde in acqua un po' malamente, cominciando ad annaspare con la voce strozzata in un "Aiuto"... aveva bevuto e l'acqua la stava soffocando, la presi in braccio portandola a riva per fare la respirazione a bocca a bocca ( avevo seguito un corso per salvamento... ), con tutti gli amici intorno... ci mise qualche minuto per calmarsi e rigurgitare l'acqua tracannata, avevo così contribuito al suo salvataggio, ero l'eroe della serata... molto soddisfatto per aver stretto fra le braccia Nadia e baciata... si perché ad un certo punto mi baciò molto profondamente, rimasi molto colpito da quella ragazza.
Mi risvegliai dopo quella notte brava… e buona, si muoveva tutto in me in quel dormiveglia, ero sicuro che qualcuno ( io ) qui si sbagliava, quando ad un tratto Lei m’apparve sulla soglia di quel mio sogno meraviglia, dentro avevo un tremolìo di foglia, come mossa da una brezza che le assomiglia, con quel suo magico solfeggio delle ciglia, che mi risvegliavano quella bella voglia, nell’attimo i cui tutto si sparpaglia, con l’emozioni in parapiglia, sembravano spremute alla vaniglia, sorseggiai tutto quel ciò… che poi imbriglia, è come un frenetico galoppo un po’ canaglia, ingaggiando io una strenua perdente battaglia, con le ondate del piacere in spumiglia, un piacere che è speciale e che per sempre si stampiglia, dentro al cuore che a volte tartaglia, come fosse un’impazzita mitraglia, ma senza controllo… si deraglia, anche se tenevo forte la mia briglia, ero in equilibrio precario sulla faglia, danzando sulla punta di una zagaglia, ma era il suo sorriso in me germogliava, nell'istante della sveglia.
Il giorno dopo, come promesso, si presentò sulla spiaggia con la "maglietta fina..." scese in acqua e riemerse in tutto il suo splendore...wow, una visione che mi sconcertò alquanto era bellissima, con due seni prominenti come un indumento bagnato poteva sottolineare.
La corteggiai alla grande, la sera veniva ad ascoltare la nostra esibizione nei vari hotel in zona... dedicavo a Lei sempre "Questo Piccolo Grande amore" e dopo una settimana così... al mattino presto, ore 3, quando finivamo di esibirci, Lei era li ad aspettarmi davanti alla mia stanza, si alzava di soppiatto dai genitori, veniva in camera mia ed i miei compagni di stanza si eclissavano, fu un " Grandissimo Amore".
Allora bastavano due sogni per volare, laddove c'era fragranza di freschezza con un cielo di stelle spumeggiante come il mare, ed insieme ci si fondeva in bellezza, accompagnati dal tintinnio dei campanelli di una carrozza.
I giorno trascorsero, per Lei la vacanza finì, con la promessa che l'avrei raggiunta appena possibile... ma questo non avvenne, complice la tournee verso sud ed altre donzelle ad allietare le mie notti, erano storie con le briciole avanzate dai morsi rigettati, dal futuro dove conteranno solo i rimpianti… fra le giornate e le notti che non portavano ad un mattino, che prevedesse almeno la nascita di un bambino.
Una serata con mare mosso… rischiai grosso, c’era una signora molto bella, aveva un portamento regale, era al tavolo con un uomo che presumo sia stato il marito, un bell’uomo, una bella coppia che scolava bottiglie di champagne con altri amici, durante l’intervallo usciii dal locale per fumare una sigaretta… anche la signora era sul terrazzo a fumare, vedendomi s’avvicinò per farmi i complimenti, era un tantino alticcia ma molto simpatica e disinibita, una 40enne molto ben tenuta, eravamo in penombra all’angolo del terrazzo poco illuminato, improvvisamente mi stampiglio un bacio e una carezza ardita, sussurrandomi “ a dopo “… non detti peso a quei gesti, ne avevo ricevuti tanti, non mi aspettavo nulla.
Erano le 3 del mattino e come ogni giorno m’accingevo a dormire, sentii bussare leggero alla porta, mi alzai per aprire… fui quasi travolto appena aperto… la signora che m’aveva sussurrato “ a dopo “ eri li… mi prese d’impeto spalmandosi come nutella addosso a me e nel contempo si strappava i vestiti buttandoli per terra… ero sorpreso da quel turbine, sembrava la dea kalì con mille mani e le labbra infuocate… il citofono/telefono sul comodino cominciò a trillare… risposi… era il portiere di notte… mi avvisava che se per caso avessi un ospite… stava salendo verso il piano, dove dimoravo, il marito dell’intrusa, m’alzai di scatto trascinando madama sul terrazzino di fuori… sentii bussare con urla alla mia porta… aprii… non so cosa fu… sembrava un tram che mi colpiva e travolgeva… svenni, mi risvegliai al pronto soccorso, diagnosi… rottura del setto nasale, uno zigomo gonfio ed un occhio pesto, realizzai la scena… di cui non ero colpevole… ma sono gli incerti della vita che facevo.
Arrivarono gli anni 80, ci fu la crisi per la discografia ed i complessi cresciuti nel decennio precedente, crisi anche per noi del complesso, che si sciolse, visto che avevamo inciso solo un misero 45 giri con copie vendute pari a 50... niente da fare con la fama, così accettai di fare il cantante imbarcato sulle Navi da Crociera, avevo un discreto successo, era diventata la mia vita, in giro per i mari di tutto il mondo, nei villaggi turistici, sempre a cantare e fare serate, vivevo discretamente bene, stavo accumulando un discreto gruzzoletto, visto che mi pagavano spesato di tutto… poi gli inviti da soddisfare, era una vita da spericolata da gigolò, ricevevo regali ecc… ma come sempre niente problemi per quel che riguardava il lato sentimentale, di donne ce n'erano sempre a disposizione, sempre una diversa a farmi compagnia, agivo però sempre in sicurezza, protetto da sgradite sorprese, era una vita così, solo una volta o due mi ritrovai a pensare a Nadia, ma non l'avevo mai cercata, non avevo maturato l'idea di fermarmi e mettere su famiglia, non avevo una dimora fissa, come riferimento la casa dei miei genitori, che mal digerivano un figlio così, un bamboccione direbbe qualcuno.
Nel 1995 cambiai compagnia di navigazione, mi ero imbarcato in una super lussuosa love boat, che faceva crociere nel mar dei Caraibi, erano quasi sempre comitive di italiani che si succedevano settimanalmente.
Una sera mentre cantavo x l'ennesima volta "Questo Piccolo Grande Amore" si fece avanti una bella coppia di giovani italiani, erano in viaggio di nozze, mi chiesero di cantare ancora la famosa canzone, lo feci volentieri, m'invitarono poi al loro tavolo, dopo le mie esibizioni, lo spettacolo d'ogni sera era articolato con diverse produzioni.
Appena accomodato al tavolo ( stranamente con una coppia, di solito era la tardona di turno a volermi come compagnia) ordinarono da bere e… parlando parlando, la novella signora disse: mia madre è un accanita ascoltatrice di Baglioni ed in particolare la famosa canzone, tanto da acquistare regolarmente copie di questo CD, visto che quelli in vinile erano al collasso, mi raccontò la storia di sua madre, che amoreggiò a suo tempo con un cantante... da quella relazione disse, nacqui io, ma non so chi sia il mio papà, ecco perché a me piace sentire tale motivo e lei la canta divinamente.
Per un istante non dico niente... cado e mi rialzo dentro la mente, le lancette spezzarono la notte, lasciando frammenti di giubilo sulla storia raccontata, tradotta e fermata dentro al pensiero. niente era più appropriato come commento mio intimo... non riuscii a spiccicar parola, mi era venuto un groppo alla gola, mi chiesero se stavo male... dissi: si ... mi sento svenire, forse ho mangiato poco... scusate... mi eclissai.
Diceva la verità quella voce? oppure quell’istante fuggente… stava come un chiodo alla croce, rivelava forse l'opposto silente? No… tutto era preciso… niente era deciso, ero assai sorpreso… dannatamente narciso.
La crociera continuò, ma a me venne la malinconia, stavo riesumando i ricordi di 25 anni prima, quella Ragazza dalla maglietta fina... Nadia...
Decisi che a fine ingaggio dovevo dare una svolta alla mia esistenza, stavo invecchiando, avevo dei rimpianti ed ora anche dei rimorsi, nel contempo continuai a frequentare la coppia per carpire altre notizie su Nadia senza dare nell'occhio, così venni a sapere che aveva un negozio di parrucchiera a Bologna, che Nadia non era mai stata sposata e che aspettava solo di diventare nonna... pazzesco... ma vuoi vedere che aspettava ancora me? Un lampo al cuore s’accese… dovevo verificare le mie attese dentro me stesso fino al prossimo mese.
Finita la crociera, mi trovai un lavoro presso una casa discografica, come consulente e come paroliere, si perché avevo il vezzo di scrivere poesie, conoscevo la metrica, quindi cominciai una nuova dimensione, sempre con il pensiero fisso di andare a trovare Nadia... dovevo trovare il coraggio... e se poi a costei non gliene fregava nulla di me?... non l'avevo messo in conto, malgrado tutto avevo una certezza, mi davo una via di fuga per il cuore, è quel cantico di Poesia sopra la tristezza, come un manto di stelle e di saggezza, che mi faceva scudo da ogni dissapore.
Volevo presentarmi, ma non riuscivo a trovare un modo giusto, finché ecc... idea... un complesso che conoscevo, doveva fare un concerto in piazza grande a Bologna, x una serata d'onore a Lucio Dalla, il complesso era di contorno, mi preparai per bene con il mio cavallo di battaglia, comprai dei biglietti, li inviai alla coppia di sposi conosciuta in crociera... con un invito particolare per la loro mamma/suocera... doveva essere una sorpresa...
La serata splendida d'estate era la cornice ideale per uno spettacolo, cominciarono i miei amici, dopo 5 canzoni ecco il mio turno di cantare... non sapevo se in piazza Grande c'era Nadia con la figlia e genero... avevo un binocolo, da dietro le quinte sbirciavo tra la folla, i posti prenotati era nelle prime tre file, quelle dedicate alle autorità, ma non riuscivo a vedere, i tre posti riservati erano vuoti, ma oramai era il mio turno... rien ne va plus, o la va o la spacca, cominciai... quella sua maglietta fina aa
tanto stretta al punto che... mi immaginavo tutto e quel aria da bambina che non glielo detto mai ma io ci andavo matto e chiare sere d'estate il mare i giochi e le fate la paura e la voglia di essere nudi un bacio a labbra salate il fuoco quattro risate e far l'amore giù al faro...
Sentivo gli applausi scroscianti, ero i vena giusta, continuavo a guardare giù ma non vedevo un gran che, per via dei fari che avevo di fronte, finii l'esibizione con un ovazione... qualcuno gridava bis bis, ma era il turno di Lucio Dalla, beniamino del pubblico, io non ero nessuno al suo confronto.
Tornai dietro le quinte un po' abbacchiato, ricominciai a sbirciare da dietro le quinte.. ecco... quegli occhi,
Q uei ventagli fluttuanti d'infinito
Q uaderni dalle pagine a colori
Q uadranti del tempo impreziosito
Q uotati nelle borse degli amori
Q uoziente intrigante m'hanno rapito
Q uiz per gl'indovini senza pudori
Q uisquiglie inebrianti nell'ignoto
Q uipo narranti i Tuoi splendori
Q uintessenze nell'animo scolpito
Q uiete affascinante nei pensieri
Q uel ninnare sapiente m'ha gioito
Q uei Tuoi occhi son provocatori
Q uando gl'incrocio ne sono assorbito
Q uesto perchè son loro sinceri
Q uanto vorrei l'essere invitato
Q uotidianamente da quei bracieri...
Da quella figura di donna, pozione d'estasi prelibata dal dolce cuore che m’avea sedotto con l'estratto del suo pianeta, che mi gravitava intorno ghiotto e che: per una qualche notte era stata mia e che: forse aveva generato una vita... o forse era un abbaglio e non centravo nulla, era tutto frutto della mia mente... no non poteva essere altrimenti, dovevo prendere coraggio e andare, ma non l'avevo io il coraggio...
Sentii urlare dietro le quinte, c'erano le fans/groupies che volevano sfondare il cordone di sicurezza per farsi fare l'autografo da Lucio Dalla durante l'intervallo, mentre i miei amici erano tornati in scena, decisi cosi il tutto per tutto, entrai in scena appena il primo brano fini, i miei amici capirono... presi il microfono e intonai ancora …
Quella sua maglietta fina a a
tanto stretta al punto che... mi immaginavo tutto
e quell'aria da bambina a a
Guardai davanti... vidi i tre posti vuoti... finii la canzone, ancora applausi, non a me ma
alla canzone ovviamente, tornai mestamente dietro al palco, qualcuno mi disse di andar nel camerino ( nel Camper ) da Lucio, mi ricevette con un... "Eccolo il grande mascalzone" era evidente che la storia era venuta all'orecchie di Lucio, mi presentò Nadia che era la parrucchiera di Lucio per i suoi toupet, la figlia ed il marito che avevo conosciuto in crociera anche loro erano conoscenti di Lucio.
Fu un emozione da sprofondare, non sapevo che fare, anche perché non sapevo se... se.. e se…. Mi gettò le braccia al collo Nadia... ci fu silenzio totale, ma poi un ordine secco di Lucio... forza ragazzi io vado a cantare, lasciateli soli qui i teneroni....
Eccomi qui seduto nella limousine in attesa del gran passo, che vi devo dire... Tutto bene, sono... siamo felicissimi, eccola la davanti alla chiesa, con un vestito chiaro da gran dama, a far da damigella la figlia... Elena… mia figlia… che momenti, che momenti, da romanzo rosa... si in effetti.
Ma vi assicuro che questa è una storia vera, l'ho raccontata come fossi io il protagonista, ma io sono solo il narratore, Lui ... il protagonista sta vivendo felice e contento, fra bigodini, permanenti e tinte, fa ancora un po' il musicista il mio amico, ma ora ha una casa, una figlia e fra poco sarà pure nonno... ah !!! ... l'amore l'amore.....
Quella sua maglietta fina a a
tanto stretta al punto che... mi immaginavo tutto
e quell'aria da bambina a a***
Bastaaaaa con sta canzone, m'è diventata antipatica, solo perché il protagonista non sono io.

Edo e le storie appese














" Quel Mio Piccolo Grande Amore " testo di Edo-e-le-storie-appese
0