cent'anni fa o adesso

scritto da manfer
Scritto 23 anni fa • Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Testo: cent'anni fa o adesso
di manfer


Tre colpi, tre rintocchi del pendolo. K. non riusciva a prendere sonno in quel letto morbido ( forse troppo ), senz'altro comodo, ma al quale non era abituato.Le ultime, tumultuose ore avevano senz'altro contribuito all' insonnia di K., che adesso le rivedeva velocemente davanti agli occhi, come un film a passo veloce: l' elegante studio notarile, il testamento dello zio che lo nominava erede e proprietario della casa di campagna in cui adesso si trovava, il notaio stesso che gli aveva consegnato le chiavi, complimentandosi con lui. K. aveva subito voluto andare a vedere quella casa, adesso sua, della quale aveva solo sbiaditi ricordi d' infanzia e nella quale non aveva più messo piede da almeno trenta anni. Si aspettava un rudere o, quanto meno, una casa in stato di abbandono, ma in realtà l' intero edificio era ancora in ottimo stato di conservazione. Era una di quelle case patriarcali,( anche se lo zio, scapolo incallito, ci abitava da solo), composta da almeno una decina di stanze e arredata con mobili di un certo pregio e K. decise di prenderne ufficiale possesso dormendo li per quella notte e meditando di stabilircisi definitivamente. Adesso, però, alle tre di mattina, i suoi occhi erano ancora aperti. K. si alzò. aveva visto, entrando, la sala della biblioteca e decise di recarvisi per trovare qualcosa da leggere, visto che di dormire proprio non gli riusciva.In effetti, la stanza della biblioteca era molto ampia, e non meno di un migliaio di libri stavano allineati ordinatamente negli scaffali, protetti da vetri. La passione bibliofila dello zio era nota a tutta la famiglia, così come il tempo passato a setacciare librerie antiquarie e mercatini vari alla ricerca della " trouvaille " preziosa. K. notò alcune prime edizioni dell' ottocento, del settecento, alcune seicentine e addirittura un paio di cinquecentine, ma la sua attenzione fu catturata, più che da un libro, da un quaderno, uno di quei vecchi quaderni di scuola, piuttosto spessi, con la copertina nera, un po' rugosa, e i tagli alle pagine rossi. K.
lo aperse e, a mo' di frontespizio, sulla prima pagina, trovò scritto:
Diario di K.Y.
nato il 15 gennaio 1860.
K. trasecolò: erano esattamente il suo nome e cognome e la sua data di nascita, esatta... solamente cento anni prima!
Incuriosito, K. cominciò a leggere:
26 giugno 1868:" Sono davvero felice! Dopo tutti i problemi di salute che ho avuto, sono stato promosso!"
Sempre più stranito, K. ricordò che proprio nel 1968 ( esattamente cento anni dopo, dunque ), all' età di otto anni, era stato male per complicazioni di morbillo, aveva dovuto fare moltissime assenze e veramente aveva rischiato di perdere l' anno, rimanendo poi promosso a fatica... continuò a leggere:
18 ottobre 1970:" Nei boschi ho trovato un fungo enorme. L' ho portato a scuola, per mostrrlo alla maestra e ai miei compagni"...
K. ricordava anche quell' episodio... il fungo, veramente molto grosso, l' aveva trovato passeggiando con il nonno nel bosco, non distante dalla sua abitazione, e l' aveva voluto portare a scuola il giorno dopo... Era davvero incredibile! Quel diario gli stava ricordando quello che aveva fatto... cento anni prima! K. continuò a sfogliare il diario. Non era il solito diario compilato in maniera organica, giorno per giorno, ma vi erano descritti, con puntigliosa precisione, gli avvenimenti salienti che avevano contraddistinto la sua vita, solo avvenuti un secolo prima, come se un altro K. di cent'anni più vecchio, avesse vissuto la sua stessa vita a cavallo tra ottocento e novecento. Trovò annotato, con idealizzazioni e debite parole sospirose, il suo primo amore ( oh, Luisa! anche il nome era uguale ), poi la laurea, il servizio militare, la professione medica ( medico... esattamente il lavoro che K. stava svolgendo! ), poi Matilde... la ricordava troppo bene ( era il 1888 nel diario, il 1998 per lui ), i quattro anni, grandi come un sogno, durante i quali avevano vissuto assieme, la sua morte prematura ( 1893 - 1993 ), tutto descritto nei minimi particolari, come se quelle annotazioni, quelle sensazioni, le avesse scritte lui, di suo pugno... Così preciso e dettagliato com'era, quel diario fece venire a K. l'idea di conoscere il suo futuro. Con mano tremante, andò all'ultima pagina, alle ultime righe...
6 dicembre 1902:" Prendo possesso della casa di campagna avuta in eredità dallo zio: è in ottimo stato di conservazione e mi piacerebbe potermi stabilire qui, definitivamente."
Il diario finiva qui, le restanti pagine erano bianche, neppure una riga vi era scritta...
Il capo reclinato, K. non sentì il pendolo rintoccare, maestoso, quattro colpi... da quattro ore era iniziato il giorno 7 dicembre 2002.
cent'anni fa o adesso testo di manfer
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