DIO E L'UCCELLO

scritto da ciommo82
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Testo: DIO E L'UCCELLO
di ciommo82

Un uccello viaggiava perso nel suo stormo. Andavano tutti assieme verso i paesi caldi del sud, o quel che ancora ne restava.
L’uccello sbatteva le ali e pensava. Ad un certo punto si mosse più forte degli altri. Puntò il becco verso l’alto e volò, volò, volò, sempre più in alto. Volò a tal quota che perse di vista l’intero stormo. Aveva sbattuto le ali fino a farsi venire i crampi sotto le ascelle, ma per andare dove, poi?
Si sentì tremendamente solo ed ebbe una paura sfottuta. Convenne che tornare indietro sarebbe stato ancora più stupido che correre avanti a quel modo. Procedette lentamente e con lo sguardo rivolto verso il basso. Si aspettava di riveder passare il suo stormo da un momento all’altro, ma non ci fu niente da fare. Continuava ad esser solo. Era salito troppo in alto per qualunque altro animale.
Non passava neanche un rapace. Avrebbe rischiato la vita, ma qualcosa avrebbe avuto un senso.
Continuava a volare piano guardando sempre giù. Improvvisamente il dorso di un dito gli si attaccò sotto le zampe. L’uccello si trovò fermo sulla mano di Dio.
Il Padreterno non somigliava molto a come glielo avevano sempre descritto. Era un uomo abbastanza giovanile, ma i suoi anni venivano svelati dalle rughine che aveva agli angoli degli occhi, i suoi capelli erano leggermente brizzolati ed era anche un po’ stempiato. Doveva essersi appena rasato perché emanava un forte odore d’acqua di colonia tutto intorno. Dalla sua mano si sentiva il calore dei raggi del sole che la Terra rilascia quando viene sera e il suo alito sapeva di brezza marina all’alba. Non aveva ferite sulla pelle, né una fondina legata alla cintura. Dietro di lui non c’erano croci, né martiri. Non aveva né un’aria felice, né i suoi occhi ardevano d’ira. Era semplicemente assorto.
L’uccello sulla sua mano si sentì calmo e felice, pieno e sicuro. Decise di rimanere lì per sempre.
- Ancora no- sentenziò Dio e lo lasciò volare via.
L’uccello si ritrovò di nuovo in mezzo al suo stormo.
- Ma dov’eri finito?- gli chiese un suo compagno,
- Da nessuna parte- rispose lui.
DIO E L'UCCELLO testo di ciommo82
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