Blateravano tutti della solitudine come se fosse una patologia rovinosa e arcana.Ne gridavano la sapidità aspra e asciutta, mantenendosi consuetamente nella loro grossolana ignoranza. Eludevano gli altri quattro sensi vitali, considerando solo il gusto. C'era,invece, chi aveva palpato,udito e osservato l'estatica emarginazione, spiegando che ella fruisce di tonalità e gradazioni discordanti dalle sfumature torride e nere di cui fiata la razza umana. Essere abbandonato vuol dire spesso abbandonarsi all'essere. Sei oppresso e vincolato dal tuo ente, obbligato a speculare e ad amare i microbi dettagli. Ascolti i tuoi pensieri e mediti con loro, arrivando a forgiare la persona che sei di cui non eri a conoscenza.
Avete mai provato a spegnere il mondo e posarvi sul silenzio fragoroso? O a chiudere gli occhi e scrutare il buio? A distendervi su un libro, o a urlare alle stelle? Senza aiuto, ausilio o ammonimento di nessuno. Solo voi e il vostro Grillo Parlante. La libertà è solitudine. Ed è bene primario necessario a un tratto del tragitto per delineare e ultimare la rotta.
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