Testo: caro autore della mia vita di Clara Corradi
Penso che il drammaturgo della mia vita sia un pò ubriaco. "Ti prego, ti imploro smettila. Finiscila di impormi queste condizioni esterne così interessanti per farci un film, ma che viverle è faticoso, e ti stanca le ginocchia e i gomiti. Che cominciano a morire. Vuoi provare tu a vivere con gomiti e ginocchia morte? Dovresti. le une non sorreggono nessuna delle tue deboli scelte, impossibile costruire un castello di carte con il parkinson, e le altre non fanno altro che stridere e scricchiolare, passo giusto o sbagliato che sia. Questa mia continua armoniosa disfatta è il mio male il mio bene e la mia confusione al tempo stesso. Un giorno capiterà che implodere su me stessa senza che nessuno possa udirne sentimento, oppure esploderò su tutto ciò che mi circonda provocando un boato talmente potente da annullare l'esistenza stessa. Porterò la fine, ma che io non veda il mondo non implica che il mondo non veda me. Conosco già la fine della storia, quindi mio odiato non essere prolisso su faccende inutili, portami all'apice, e toglimi tutto".
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