Quel paesaggio onirico che crea la nebbia gli riempiva lo sguardo, e gli dava molto fastidio.
Sia chiaro, non che ci fosse chissà cosa da vedere nella campagna appena fuori Torino, ma a Ciaparat piacevano gli orizzonti liberi, quelli che si possono giudicare.
Così chiuse gli occhi, si accomodò meglio che poté sul sudicio sedile dell’interregionale per Chivasso e cercò di sognare spazi aperti e soleggiati, mari calmi e di forte tinta, montagne alte ma non coperte.
Il lento ondeggiare del treno aiutava a lasciarsi andare,mentre il tutun-tutun sulle rotaie dava un ritmo quasi cubano ai suoi pensieri. A lui piaceva molto fumarseli di gusto.
“Biglietto, prego!”
Aprendo gli occhi lentamente, ed assumendo uno sguardo che sperava scontroso e accigliato, Ciaparat estrasse il biglietto dalla tasca interna della giacca, lo porse al molesto controllore e tornò ostentatamente nel suo mondo.
“Non è timbrato, mi spiace, sono quaranta euro di sanzione”
Questa volta le palpebre scattarono veloci, e Ciaparat non se la sentì, in tutta sincerità, di discutere nel merito la multa; cercò semplicemente di scappare.
Nei secondi immediatamente successivi una parte del suo cervello, quella non impegnata nel coordinamento della fuga, si chiese il perché di quel gesto e non trovò risposta alcuna, se non nella sua cronica incapacità ad ammettere i propri errori.
Mentre arrivava alla triste conclusione questi importanti pensieri furono interrotti dalle mani del controllore (”incredibilmente agile!”, pensò Ciaparat) che si chiusero sulle sue spalle bloccandolo all’altezza dell’ingresso al vagone successivo.
La sequela di insulti e minacce che vennero riversate su di lui nei minuti successivi possono essere omessi tranquillamente in quanto assolutamente poco originali, ma Ciaparat trovò incredibilmente interessanti le conseguenze del suo gesto.
Fu condotto come un prigioniero di guerra verso i vagoni iniziali del convoglio e fatto sedere di fronte ad una donna in divisa, anche se non si capiva che tipo di divisa. Quando alzò il viso dal giornale, che teneva in grembo, a Ciaparat balzò il cuore nel petto, era bellissima!
Stava per dire qualcosa di incredibilmente interessante e affascinante, ne era sicuro, quando una voce enormemente fastidiosa disse:
“Biglietto, prego!”
E Ciaparat si svegliò.
Ciaparat testo di Sandro Oggeri Breda