La tenebra s’avvinghia come un’amante prodigiosa, una corteggiatrice indomita, senza scrupolo, nel lucore del nuovo giorno e nel perenne tentativo di soppiantarlo vi cede e si sgretola del suo maligno.
Lucentezza e splendore stanno per esser nuovamente partorite dall’alba muliebre, generando come dopo ogni notte, dall’eternità a oggi, il sì fatto dell’evolversi del creato.
Questo è il buio lascivo dell’incertezza, dove niente si dà per scontato, tanto meno l’aurora dopo il tramonto, dove nulla si sostiene o difende e tutto si procrastina e si abbandona a un esito incerto.
Qui la trasparenza non ha diritto di cittadinanza.
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