Dove sono? C’è troppo buio intorno a me. Provo a muovermi, ma non ci riesco, è come se una corda mi stritolasse il corpo. Capisco di essere in acqua, perché mi sfiora le tempie, so di essere al sicuro. Mi libero dalla mia prigionia e sguazzo felice, la assaggio: è salata. Sto provando una sensazione strana, euforica, di smarrimento. Mi sento tanto stanco, come si fa a dormire qui? Se dovessero arrivare dei pesci, potrebbero mangiarmi! Oppure… potrei giocare con loro. Mi sento tanto solo, vorrei avere qualcuno con cui giocare. Potrei parlare con il mio amico immaginario, ma ogni volta che apro la bocca, mi rendo conto di non riuscire. È così difficile parlare in acqua, continuo a bere! Però riesco ad ascoltare. Sento in lontananza delle voci: chi sono? La prima voce è vicina, è molto dolce. La sento sempre! Vorrei poterle dire che ha proprio una bella voce, che quando parla riesco a stare più calmo. Poi ne sento tante altre, alcune parlano con la prima voce, altre gridano e queste mi fanno proprio arrabbiare. Oggi sento tanti rumori. Mi sento schiacciato, cosa succede? Sento delle grida, quella voce così dolce, ora è diventato un urlo di dolore. È colpa mia? Perché urli? Due braccia sembrano strapparmi da questo posto, sono pieno di sangue, non c’è più acqua. Apro gli occhi, vedo una luce. Piango.
Vita, luce, follia testo di Scrittoredipassaggio