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L’estate sta finendo
e io non ho mangiato abbastanza ciliegie.
Fuori dalla finestra
solo nebbia bassa
e giornate che si accorciano.
Nelle ossa
sento il freddo avvicinarsi,
e i pensieri tristi
aver la meglio su di me.
Nella casa accanto alla mia
c’è un matrimonio,
forse di ragazzi non molto più grandi di me.
Mi mancano quei momenti
in cui non mi sentivo indietro,
quando tutto ciò che desideravo
era andare avanti
senza mai voltarmi.
Ora, che ho la certezza
che non posso riavvolgere il tempo,
crescere
ha il gusto di sabbia nella gola.
Ogni cosa non fa altro che trasformarsi in ricordi
che continuo a scordare,
e tutto ciò che il tempo restituisce
è un’immagine di me sempre più sbiadita.
Guardando fuori dalla finestra,
vedo le prime foglie cadere,
il vento leggero
scompiglia i miei capelli,
mentre i raggi di un sole timido
accarezzano il mio viso.
Se mi concentro,
sento il canto degli uccelli
e forse la risata lontana di un bambino,
e mi ricordo che
l’inverno finisce sempre
e la primavera torna, ogni volta.