Testo: Scie di rondini e tentativi di volo (at long last) di T. Pompili Casanova
Guarda bene amico che nessuno ci ascolti devo dirti qualcosa in gran segreto: io presto me ne andrò. Vieni, voglio mostrarti quello che ho qui nascosto. Vedi queste grandi ali? Sono mie. Lo so che è proibito ma io le ho costruite lo stesso. Osserva con quanta cura ho incollato toppe su fallimenti e delusioni con che perizia ho cucito saldamente trame di sogni sopra un telaio leggero di speranza. Di notte quando restano solo scie di rondini nel cielo - lo dico a te, posso fidarmi? - indosso queste ali mi pongo controvento e provo. Dicono che c'è una forza che spinge verso l'alto e libera da ogni peso. La troverò, un giorno e volerò. Gli occhi beffardi che spiano i miei goffi tentativi si meraviglieranno l'invidia tingerà di porpora il viso della gente. Con l'eleganza di un movimento naturale la palude dell'ipocrisia le squallide vette dell'arroganza gli abissi ignobili della menzogna i deserti dell'indifferenza sorvolerò senza paura. Poi dolcemente poserò i piedi sopra una terra nuova e non sbaglierò percorso - amico mio - perché a mercato nero ho comprato anche la mappa delle nuvole. Questo è il progetto, l'aspirazione, l'ideale: quando avrò appreso la fisica del volo, me ne andrò. E di notte nel vuoto lasciato dalle rondini guardando il cielo potrai distinguere anche la mia scia. Sarà questo il mio addio l'ultima traccia, l'ultima evoluzione.
Scie di rondini e tentativi di volo (at long last) testo di T. Pompili Casanova
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