E' Gioia la fresca fonte,
dove l' acqua pura disseta il Viandante stanco.
Dopo lunga fatica di cammino impervio,
non v' è grazia più grande
d' acqua fresca, limpida e pura, di fonte.
Accaldato, impolverato, ansimante,
già il sorriso gli disegna il volto,
quando, camminando,
egli ode da lontano il dolce gorgoglio invitante,
prima ancora di scorgerne la fonte.
Ooooohhhhh ringraziato Dio!
Nuova energia giunge al suo passo.
Ancora cento, mille metri lo separano dal tanto agognato ristoro?
Niente, neanche un secondo lo separeranno più da esso.
E così,
sogno, miraggio, desiderio e bisogno,
convergeranno insieme, come frecce lanciate e infilzate
su un unico, preciso bersaglio.
La primissima goccia di quell' acqua benedetta e pura,
il primo sorso,
a scivolar rapidi lungo la gola,
daranno la gioia più grande, a quel Viandante stanco,
e a seguire gli altri sorsi, le altre gocce,
fino a soddisfarlo completamente.
Con urgenza disseta la parte interna del suo corpo,
donando equilibrio, più forza al sangue;
poi verrà quella esterna,
mondando polvere, sudore, stanchezza, caldo,
e, insieme ad essi,
sarà anche lo spirito a venir più fresco rinnovato.
Così come il Viandante stanco
trova una fonte pura e il suo ristoro,
allo stesso modo è il cuore triste,
incontrando l' anima buona, gentile, pia,
che lo comprende.
Ma non del tutto s' assomiglia,
perchè, sempre più, dopo sorso a sorso,
goccia a goccia,
il dissetarsi è vano,
il bisogno cresce l' un dell' altra,
e, in breve, quel fresco magico ristoro,
quella fonte pura dov' è giunto il cuore,
diventa Immenso, Infinito, Puro,
Eterno Amore.
La Gioia del Viandante testo di mecan