Anche se non voglio quante volte io ti penso… E più ti penso più odio queste compagnie che riempiono le sere di chiacchiere di niente come quella faccia lì, che parla, parla a vuoto e non s’accorge che altro non sento che vecchie delusioni, prigioniero come sono nella mente di quei rimpianti che sanno far malinconia anche se d’ intorno si riscalda l’aria d’ osteria, tra gente, fumo, vino e canto.
Più ti penso e più tornano le emozioni a ricordarmi che eri mia, come quelle di quando lagrime mai piante dagli occhi tuoi di gioia incantavano i miei, che ora chiudo a ricordare te donna, donna mia, donna di suoni, donna d’amore, donna appassionata e vera che respiravi a me la delicata sintonia di anima e tremore e appena appena sussurravi “sto bene con te, amore”…
Penso a quel nostro spumeggiare, come il mare fa con l’ onde, che riempiva le nostre notti bianche di pensieri e desideri e pinnacoli di sensi e sudori e gemiti e mille e mille sguardi e pelle, labbra e mani e poi ancora labbra e sete e morsi e poi ancor voglia di pelle e meravigliosi, infiniti sforzi fino infine a goder la vita! Vita che esplodeva facendo vibrare l’anima….
E quando così Ti penso, sento ancora quel dolce brividare di quando poi ci sfioravamo con le dita in quel tremolìo di cuore, dolce e sensuale, del silenzio scacciapensieri tra carezze ai capelli intrisi di respiri e il bisogno… il bisogno di dire ma non dire “davvero tu mi vuoi?”
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.