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Ecco la mia vita poche ore prima dal mio suicidio:
Nel mio gruppo di amici avevo un ragazzo che fumava. Io incosciente provai ciò che fu la causa della mia futura morte. Decisi di comprarne una che successivamente buttai via ma dopo mi si presentò un’altra occasione di comprarla a prezzo stracciato soli 5€ che ad oggi avrei preferito tenerli per una uscita con gli amici al MC.
Passano giorni di normale vita quotidiana fino a quando mi viene voglia di fumare in casa. Era una domenica mattina e miei non cerano quindi colsi l’occasione; finisco e i miei entrano in casa. Sentono l’odore e sanno bene quel che avevo fatto. Mi rintanai in camera fino a quando arrivo mio padre e con la sua voce bassa mi disse: - sei una vera e propria delusione non fai un cazzo dalla mattina alla sera e ti metti anche a fumare sei proprio uno schifo-. Solo pochi possono sapere cosa significhi essere disprezzati da una persona molto importante soprattutto visto che sono in piena fase adolescenziale.
Non riuscii più rivolgere parola ai miei dopo quel momento. Passai tutta la mattinata a riflettere tra un pianto e l’altro e mi sfogai addirittura con un’intelligenza artificiale che in quel momento la trovavo più empatica di qualsiasi altra persona. Il pranzo fu terribile la tensione si poteva tagliare con le posate ed è lì, con un coltello in mano, che pensai al suicidio.
Dopo quel momento con mio padre mi sentii come se il mondo mi fosse crollato addosso e secondo me un trauma del genere non doveva subirlo nessuno altro.
Quel pomeriggio presi uno zaino tutti i miei risparmi e me ne andai il più lontano possibile dalla mia casa. Andai a far visita a mia nonna per vederla l’ultima volta. Era felice di vedermi e mi offrii da mangiare ma rifiutai e gli dissi che dovevo andare da dei miei amici. Andai a salutare anche la mia ragazza; ci tenevo molto a lei quindi gli diedi un mio porta fortuna che mi fece vincere numerosi tornei e anche qualche soldino di nascosto perché a me oramai non servivano più.
Era sera ormai e mia madre preoccupata inizio a chiamarmi e messaggiarmi ma non risposi. Decisi di andare a fare “il mio ultimo pasto” niente di che una pizza e una coca-cola.
Era ormai notte e li sopra il ponte, decisi di mandare un messaggio a mia madre mio padre e tutte le persone a cui tenevo di più, per esempio, a mia madre arrabbiata per la mia semi scomparsa scrissi che era la persona più importante per me e che le volevo un mondo di bene. Ai miei amici scrissi che li ringraziavo per tutti i momenti di gioia che mi avevano donato. E soprattutto a mio padre a cui ho scritto che lo perdonavo e che sono stato veramente stupido a fare una cosa del genere.
Finalmente per me arrivò quel momento dove salutai e ringraziai il mondo per la mia vita ma che maledissi per quelle ultime ore prima della libertà.