Contenuti per adulti
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Ti ho dato il nome dell'astro più romanzato
per poterci scrivere ancora, dell'ancora che mi ha salvato.
Hai gli occhi di tuo padre, il sorriso della nonna
hai il corpo di una bimba ma lo sguardo è quello di donna.
Ricordi del pancione? Di pancia scrivevo le tue ninne nanne
le cantavo sul momento, quell'attimo senza condanne.
La sera appoggiavo le mani sulla tua anima, percepivo
i tuoi movimenti, mentirei se dicessi che concepivo
quanto di tutto questo sarebbe risultato illusorio
usare un uomo come colonna e tu solo il suo accessorio.
Condanna chiama condanna:
tradita, illusa, umiliata.
Ma oltre quest'inutile spanna
c'è la mia bambina adorata.
Ripudio il tuo nome e cognome,
a sentirlo sulla pelle mi dà orrore.
Ma lei è una meraviglia siccome
è luce che porta sporadico colore.
A ottobre sei sorta, portavi allegria nel mio volto
avrei dovuto farne scorta, prima che il calore mi fosse tolto.
Imprigionata in un posto oscuro dai muri bianchi,
uscirne nessuno riusciva, non importa quanto stanchi.
Quel telefono che usavo per chiamare tuo padre
mentre lui fingeva amore, raccontando bugie ladre.
Ha illuso una mia amica sai? Disse "non lo avrei fatto mai".
Ma lei piccola, molto più di lui, e per me cominciarono i guai.
Crescevi con loro mentre io del tutto ignara,
riscoprivo quanto la stella tra le sbarre fosse amara.
E quella stella della notte
la fissavo tutte le volte.
E quella stella dei dannati
la studiavo su tutti i lati.
E quella stella che sapeva di reclusione
gonfiava di fango la mia illusione.
Condanna chiama condanna:
c'è il mio nome dentro, colpa del fato.
Ma oltre quest'inutile spanna
devo ricordare sempre te, piccolina mi hai salvato.