L'ATROCE FINE DI MISS FLORY
seconda puntata
-Certo, ci sono stati quelli che si sono rifiutati, i soliti, quelli più compromessi con gli intrallazzi del marito. Però i fatti li hanno raccontati lo stesso, così nudi e crudi come stanno.
Ma gli altri, ti immagini gli altri come ci sono rimasti?, una vera manna di quattrini! Insomma per fartela breve, stamani telefona il marito e ci da l’incarico.
Dopo aver pronunciato l’ultima frase, Jim si sentì fiero; fiero per sé e per gli altri quattro colleghi. E si sentì fiero per la loro agenzia messa su dal niente.
Anni addietro, con quel poco che erano riusciti a racimolare qui e là, si erano accaparrati scaffali e schedari che i grossi uffici davano via per poco, avevano raccolto perfino i mobili, gli arredi che la gente buttava giù, vicino ai bidoni della spazzatura , avevano riciclato il tutto e ancora di più. E così avevano cominciato con poco, giù nel Bronx, un ufficietto con due sedie, un tavolo e una di quelle macchine a tastiera: una Olivetti, dove le ragazze a furia di sbatterci sopra vi si spezzavano continuamente le unghie, e giù a piangere e a maledire il posto ; ma loro niente, avevano tenuto duro fino al giorno del primo computer, la prima poltrona, la scritta d’ottone fuori dalla porta; ed ora ecco qua la loro Company & Company, un’agenzia di tutto rispetto, ben arredata, dove persino le poltrone sono firmate, e gli con ultimi Personal , Palmares, telefonini, il mondo intero era collegato con loro, affari e politica stavano sdraiati sulla loro scrivania. Insomma c’era di tutto; veramente quelli del Bronx ora non gli facevano mancare più niente, perché sì erano proprio loro, quelli del Bronx a pagare la loro vita. Là dove cominciavano le borgate con una miriade di negoziucci, la c’era la manna per la loro agenzia. Era bastato entrare nel giro per poter spillare quattrini.
L’idea era stata di Frank ed essi l’avevano eseguita a puntino. Avevano mandato avanti le due ragazze per intrufolarsi ed informarsi. Nelle palestre, dai parrucchieri, nei mercatini, dappertutto insomma; dove donne frustrate e insoddisfatte raccontavano le colpe dei loro mariti; o dove raccontavano, gonfiandoli, dei successi della bottega, del negozio che aveva raggiunto vendite superlative. E le due fanciulle ascoltavano, capivano si immedesimavano, consolavano, ed erano molto abili nel far parlare quelle povere donne . Venivano così a sapere dei vizi e delle virtù dei loro uomini; veramente erano molto più i vizi che le virtù e qui stava il bello. Il vizio è come un regalo, una bella scatoletta avvolta nella carta lucida e scintillante del perbenismo, il vizio lo puoi gestire e far fruttare. Quale essere umano non ha qualche bel peccatuccio più o meno grave che se viene conosciuto, sparpagliato, divulgato, messo in piazza , è pronto a rovinare generazioni e generazioni di passato e di futuro per non contare il presente. Ecco come e dove le due idilliache fanciulle, come ape bottinatrici, aveva riempito il loro carniere. E poi erano arrivati loro tre: gli uomini.
Glieli avevano succhiati goccia a goccia e quelli zitti a pagare.
Un paio di ricatti due estorsioni e soldo a soldo i poveracci si erano fatti cavare i quattrinelli messi da parte. Per difendersi, alcuni proposero mogli e figlie e persino i loro giovani eredi; e ad alcuni glieli presero! Ma in più per sopramercato vollero anche i soldi.
Pagarono tutti e in cambio loro li proteggevano. Non si sa bene da chi, perché ogni tanto anche le mafie facevano un giro, ma si sa i taciti accordi degli affari si rispettano sempre, a meno che di notte qualche raffica di mitra non spazza via un po’ di mondezza.
Così erano arrivati ai mobili di gran lusso per agenzie chic, all’insegna luminescente e all’aria di affidamento della “ COMPANY % COMPANY WHO LOSE FIND “
Henry saltò su dalla gioia:
-Cavolo, Jim che colpo! Qui sì che c’e da fare un mucchio di grana.
Ci pensi al vecchio che paga per trovare l’assassino?
Perché lo vuole, vero che lo vuole il suo assassino?
Henry aveva ragione ad insistere sulla faccenda dell’assassino perché coi tempi che corrono anche degli ottimi mariti appena sentito odore di ricatto, a volte pur di non farsi scucire neppure un dollaro, avevano lasciato perdere. Avevano affidato tutto alla polizia locale, perché tanto chi è morto è morto e chi non lo è, ormai presto lo sarà. E un riscatto non pagato, quello vuol dire.
-Tranquillo Henry, il vecchio lo vuole il suo assassino.
Dico bene, l’impresa è disperata ma ho accettato l’incarico.
Sai com’è il vecchio! Dice che ormai scandalo per scandalo, adesso vuole in mano chi gli ha giocato questo scherzo, perché dopo ci pensa lui a farlo dondolare da una corda. Allora siamo d’accordo, sbrigati eh! Perché finito il riposino si va ad Atlantic city.
Il tono di Jim assunse nuovamente l’aria ufficiale e pacata che aveva nei momenti di maggiore lavoro.
-Ma dì un po’ e la polizia? Hai parlato con il tenente Flanagan?
La polizia!... Henry, come anche gli altri del resto, non si muoveva se prima non era stato avvertito anche il tenente. Ruotavano nell’ambito della legalità. Era come un tacito patto di ferro, si proteggevano a vicenda, si passavano le notizie e tutti e due, sia la Centrale che lo studio, facevano finta di ignorarlo, nessuno dei due lo avrebbe mai ammesso, anzi in apparenza tra di loro correva un pizzico di astio, roba superficiale, per sprovveduti.
Jim sghignazzò, veramente era uno spettacolo vederlo sghignazzare, pareva il tendone di un circo quando si scuote per le risate dei clown
Chi ? quel vecchio figlio di puttana … sapessi … le risate che ci siamo fatti …. Si comunque lui dice che non ci darà noie, sai, come al solito.
E d’altro canto lo terremo costantemente informato, è nei patti no?
Potevano ben dirlo, era proprio nei patti, si poteva contare ciecamente sull’aiuto sottobanco del tenente Flanagan.
A bordo della loro Cadillac grigio-ardesia, ma non dello stesso grigio-ardesia degli occhi di Henry, o del grigio-ardesia delle pareti dello studio, no! Questo grigio ardesia, era un colore grigio ardesia proprio adatto per una tinta che doveva posarsi, e proprio per questo sposarsi perfettamente con i toni grigio-ardesia delle lunghe arterie cittadine.
Jim ed Henry con la loro Cadillac si diressero verso Atlantic City, dove c’era la residenza di Mister O’hara.
Portarono con loro Minnie, che assieme a Julie, oltre ad ornare lo studio servivano anche da segretarie. E le due donne si davano da fare, a volte un po’ più che i tre messi assieme.
Minnie non era mai stata ad Atlantic City e strada facendo Jim si affannò a descriverle con dovizie di particolari le meraviglie che vi avrebbero trovato; e Minnie che ne aveva tanto sentito parlare, moriva dalla voglia di vedere quel posto, per cui aveva afferrzato al volo l’occasione propizia.
-Atlantic City è il posto più affascinante del mondo!
Diceva Jim
-Almeno noi del New Jersy lo consideriamo tale. Guarda, per darti un’idea, pensa un po’ a quelle giungle africane piene di sole e di terra, e questo ad Atlantic City c’è.
E poi alberi a non finire, ci sono palme, banani, baobab, ci sono liane, insomma ogni genere di albero grande, fronzuto, e pieno di rami e di foglie, lì c’è lo trovi.
Beninteso alcuni sono di plastica, di silicone, non sò, sai quel materiale che a vedere l’oggetto finito, proprio non capisci se è vero oppure no; alcuni alberi, non reggono il nostro clima e oggigiorno con la plastica si può fare di tutto, porco giuda se sembra tutto vero!
Si entusiasmava egli stesso all’idea che i ricchi potessero godere di tutto ciò, e anche gli altri ne erano compiaciuti.
L'ATROCE FINE DI MISS FLORY testo di ellissa