Quando faceva un riposino pomeridiano,
mio padre mi chiedeva di fargli compagnia.
Io raramente dormivo:
avevo smania di giocare, di leggere, di crescere:
sgattaiolavo via al sentirlo russare.
Si addormentava stringendomi la mano
Solo ora io capisco
Che era un uomo fragile
Che cercava in me un'ancora
Cui aggrapparsi in questo mondo che è un abisso
di bollette, di stipendi, di solitudine, dipendenze e malattie
Così si aggrappava a me, delicatamente
(non me ne sono accorta,
non mi è pesato)
E ora da donna fragile
Sono io ad aggrapparmi
Al suo ricordo
Tra le cose più care