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NON C'E' DA STUPIRSI
A volte, non riesco a fare a meno di pensare che non c'è da stupirsi più di tanto di fronte ai venti di guerra che stanno soffiando in diverse parti del mondo.
Guardando in faccia la realtà, ci si può accorgere di come, spesso, si assumano atteggiamenti ostili nei confronti di qualcuno, talvolta anche per motivi futili o che, in ogni caso, non hanno un peso così rilevante nelle nostre vite.
Penso, ad esempio, alle liti tra condomini o vicini di casa per un parcheggio, per un po' di polvere, per un po' d'acqua caduta da un vaso di fiori... Non di rado, questo genere di questioni sfocia addirittura in reazioni violente e in vendette senza fine.
Mi vengono in mente pure le discordie e le dispute tra parenti stretti per eredità anche minime o per altre motivazioni economiche, perchè di fronte al denaro si smette, in certi casi, di essere una famiglia.
Inoltre, penso alle tensioni nei luoghi di lavoro, dove a volte ci si accapiglia per cose banali e in cui, per arrivismo, alcuni sono disposti a tutto.
L' arroganza, purtroppo, la fa da padrona negli ambienti più disparati e c'è sempre chi insiste per avere ragione ad ogni costo, prendendo posizione con forza, spadroneggiando e schiacciando chi è più debole.
Alla luce di queste considerazioni, come possiamo pretendere che i potenti del mondo si comportino diversamente?
Non fanno altro che riprodurre in contesti più ampi ciò che ogni giorno accade nelle nostre più o meno piccole realtà.
In fondo, è sempre stato così e, pur sperando che l'intelligenza ci consenta un domani di evolvere in modo significativo, dubito che le cose possano cambiare radicalmente.
Se si considera la storia dell' umanità nella sua interezza, lotte, conflitti, prevaricazioni e faide occupano senza ombra di dubbio uno spazio di tempo maggiore rispetto a quello dei periodi di pace.
Le generazioni nate dopo la seconda guerra mondiale in alcuni luoghi privilegiati, hanno avuto la fortuna di godere di un lungo periodo di relativa tranquillità, ma oggi la pace è precaria per tutti e basta poco perché le cose precipitino.
Se solo si riflettesse con un minimo di lucidità, forse si smetterebbe di combattere per questioni che, paragonate ai conflitti che insanguinano il mondo, sono veramente cose di poco conto e che, probabilmente, si potrebbero risolvere con un po' di buon senso e con qualche compromesso non facile, ma comunque non impossibile.
Tuttavia, nello scorrere della vita quotidiana non ci si pensa e così, spesso, finiamo per avvelenare la nostra esistenza, dimenticando che è una soltanto.