Ammonimento morale.

scritto da Michele 57
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Autore del testo Michele 57

Testo: Ammonimento morale.
di Michele 57

Sulla ripa erta e scoscesa,
del mortal soggiorno estremo
dopo ‘l vivere terreno,
s’erge al ciel, fiera e protesa,

una quercia assai frondosa;
da quell’albero la cima,
trist’augel piagne sua rima,
che fa fremer l’aura ombrosa.

Canta gesta de’ scettrati,
ch’incolean ne’ lor castelli,
et hor giaccion ne’ l’avelli,
sconosciuti et obliati.

Di donzelle la beltade,
ch’accendea nel mondo i cori
e che più non desta ardori,
in dei morti la cittade.

Hor le cerche et quelle brame,
delle vite ch’hanno spese,
lor rimpiangon, per l’offese
che fruttar l’horrenda fame.

Dai sepolcri e dalli marmi,
s’alza murmure preghiera
verso ‘l Ciel, da quella schiera,
con un suon d’affranti carmi,

M’ alle preci, cieco umano,
sempre ’l Ciel s’oscura chiuso,
se di vita ‘l breve fuso
fai fuggir da Santa Mano!

Et lo spirto, che rinnega
l’esemplar d’Angeli e Santi,
sol può girsen in avanti
pel sentier che al Tàrtar piega.
Ammonimento morale. testo di Michele 57
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