IL CARRO FUNEBRE

scritto da PUCCINI84
Scritto 24 anni fa • Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 24 anni fa
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LETTURA SCONSIGLIATA AI MINORI DI ANNI 18
- Nota dell'autore PUCCINI84

Testo: IL CARRO FUNEBRE
di PUCCINI84


Dal modo in cui l’abbracciava, il sole si doveva essere innamorato del prato. Avanzava lentamente il carro funebre e, benché stessi lontano, riconoscevo chi lo seguiva. C'era anche lei, con le sue belle lacrime dolci e abbondanti e il tailleur nero come la notte portato stretto in modo che esaltasse le sue belle forme da troia. Stava accanto a lui e lo teneva stretto mentre quello per far finta di consolarla carezzava le parti più morbide del suo corpo. Ne ero sicuro: sarebbe stata disposta a scopare con quella specie di playboy che stava al suo fianco anche dentro lo stesso carro distruggendo gli ornamenti funebri e inumidendo la tomba in modo scandaloso; la tomba di quello con cui era stato all’altare non solo per scopare. Mi avvicinai ad un’aiuola, raccolsi dei fiori freschi e mi accodai aspettando il momento della sepoltura, allora avrei gettato i fiori sulla tomba mostrando un comportamento non so se ipocrita e falso, derisorio, scaramantico o semplicemente umano verso quell’uomo che mi ricordavo morto stecchito per una pallottola davanti a me. Ad un certo punto ella si staccò da quel libertino da strapazzo e si avvicinò a me, mi costrinse con gesti da sgualdrina ad indietreggiare e mentre andavo a passi indietro, come se fosse la cosa più normale del mondo, si alzò la gonna e fece scendere giù per le cosce le sue mutandine di pizzo, le rigirò in mano e le mise nella tasca destra del mio cachemire blu notte. Schiacciandomi ad un albero mi mise le cosce attorno alla vita.
-“La pistola, fammi vedere la pistola” mormorò. Mentre diceva questa frase mi abbassò la patta e si illuminarono i suoi occhi azzurrissimi e grandissimi.
Uscii la mia 44 Magnum. Lei la prese aprì il tamburo e continuò a mormorare.
-“Con quale colpo l’hai ammazzato, con quale colpo lo hai ammazzato a quel porco? Quanti ce ne sono voluti?”
-“Me ne è bastato uno” le dissi. “Piuttosto, bella la scena del pianto! E’ stata però rovinata dai massaggini del tuo amico”.
-“La tua pistola non sbaglia mai un colpo, bravo! Ma chi lo sa se…. Ammazza pure quest’altro idiota così ce ne stiamo per un mese intero a scopare insieme indisturbati!
-“Io non voglio avere relazioni con le puttane, paga il mio lavoro e sparisci!” Sembrò trascendere e mi diede uno schiaffo, poi capii che lo fece solo per tentare di eccitarmi ancor di più e non per punirmi. Difatti prese la borsa (abituata ormai a fare cose di vario genere mentre scopa) e ne estrasse dieci banconote, se le strofinò nella passera bagnata e le mise nella tasca vuota del cachemire.
Ad un tratto il mio sguardo si posò sui fiori, su quei fiori che dovevano andare nella tomba, che forse avevo raccolto come simbolo di un gesto sano, di rispetto verso il prossimo, verso il prossimo che avevo ucciso a sangue freddo e che ora mi faceva pena riflettendo sul fatto che la sua sfortuna era stata quella di finire invischiato con una simile donna. Avevo troppi morti sulla coscienza, non credevo fosse possibile una redenzione ma forse….. La troia, non ancora soddisfatta, non mi mollava e sembrava voler stare a fottere fino al tramonto. Ad un tratto risuonò uno sparo in quella specie di boschetto. Molti accorsero e videro un cadavere disteso sul prato con un fiotto di sangue che usciva dalla bocca e con venti banconote sparse sul corpo da troia. All’orizzonte un cachemire blu che si allontanava.







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