Romanzo "Personae" istruzioni per l'uso

scritto da pier angelo consoli
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Auto recensione del mio primo romanzo pubblicato presso Giraldi editore Bologna
- Nota dell'autore pier angelo consoli

Testo: Romanzo "Personae" istruzioni per l'uso
di pier angelo consoli


Per imparare a scrivere la cosa più importante è disimparare.
Cosa intendo per disimparare?
Intendo dimenticare tutto quello che hai imparato su come si scrive. Questo naturalmente comporta molta fatica, ma si sa che scrivere non è un gioco per signorine.
Senza disimparare, cioè senza raggiungere quel grado di percezione prescolare, Kerouac ti sembrerà sempre un pigia tasti, Fante un ragazzino delle medie e Basquiat non ti sembrerà mai un pittore.
Gli scrittori che vedo spesso alle presentazioni erano molto carini, molto protetti, sono lì come possono essere in televisione, eppure manca loro qualcosa, un artista riconosce i suoi simili come un orango catapultato in una riserva di caccia, come un Apache a New York city, la differenza sta nel modo in cui si muove, nel modo in cui schiva le domande dirette e protegge le sue mani. Mi va di riflettere sul conformismo, la realtà è caleidoscopica, siamo tutti conformi (e quindi conformisti) alla realtà cui sentiamo maggiormente di ap-partenere.
Non esistono gli anticonformisti perché non c’è una sola realtà cui conformarsi.
Molte persone scrivono a questo mondo e le librerie sono così piene che non ci sono abbastanza scaffali, ma scrivere è un’altra cosa.
La differenza la fa la fame, quella fame che non ti abbandona mai, che ti perseguita.
Uno scrittore si prende sempre molto sul serio, non si da il proprio libro ad un editore perché è quello l’esito scontato di un romanzo, non lo si fa col cuore in pace come si farebbe una qualsiasi altra cosa, la verità è che si affida il proprio dramma alle pagine perché queste ti tolgano di peso dalla strada, ti ricuciscano i polsi e ti disinfettino le siringhe.
Ogni opera d'arte, quando questa è fatta col cuore e l'affanno, merita rispetto e i critici che non si compenetrano con la fatica della penna, finiscono spesso col parlare di scarpe fritte. Un'opera prima, essendo inconsapevole, è sempre innocente citando Bufalino. Nell'opera prima di uno scrittore troviamo una dolce ingenuità, un candore di saldi principi, che non si lascia contaminare dalle aspettative ed è spuria dalle grettezze del mercato, e per questo motivo pur non essendo in ogni caso perfetta rappresenta un affascinante big bang registrabile, dal quale nessuno può sapere se verrà fuori un intero mondo o solo uno shlok galattico. L'opera di un artista è una cartolina dal futuro, uno scrittore è un pioniere dell'ego, che sbriciola poco alla volta con parziale incoscienza tutta la verginità dell'orizzonte che si appresta a violare. Nessuno avrà mai spalle tanto larghe da sopportare con reale indifferenza un futuro alla Kilgore Trout. Creando ci si nutre della pupilla adorante. Uno scrittore è una stella e come tale ha un tempo disumano, mentre lo vedi forse è già morto e quando non lo vedi è forse perché non è ancora nato. Amando il tempo non passa se non vogliamo che passi, e per due persone indissolubilmente legate oltre il tempo l'unica pena è sopravvivere a ciò che si ama di più al mondo, come insegna la favola Peynet dei coniugi Gorz. "E noi che pensiamo alla felicità in ascesa/sentiremmo la commozione/quasi travolgerci quando una cosa felice cade" (Rilke).


Romanzo "Personae" istruzioni per l'uso testo di pier angelo consoli
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