“Come stai?”
“Tutto bene.”
Male
“Come stai?”
“Tutto nella norma.”
Sto morendo dentro.
“Come stai?”
“Come al solito.”
Non tanto bene, ho dei brutti pensieri in testa in questo giorni.
“Come stai?”
“Come sempre.”
Non sto bene.
“Ma sei sicura di stare bene?”
“Sì, certamente, tranquilla.”
No, so che sto male, ma come faccio a fartelo sapere?
“Lo sai che puoi sempre dirmi tutto.”
“Certo che lo so, ti dirò sempre quando sto male.”
Lo so, ma non ci riesco… Sarebbe come ammettere che io stia davvero male.
“Come ti senti in questo periodo?”
“Meglio del solito, mi sento quasi più leggera.”
Come se stessi affondando in un profondo abisso dal quale non penso riuscirei ad uscire.
“Ma sai che ti vedo meglio?”
“Davvero? Grazie mille! In effetti mi sto sentendo meglio.”
No, come puoi non vedere che sto male? Che non voglio continuare a stare su questa terra e che continuo a pensare che morire sarebbe una migliore opzione per me?
“Come stai?”
“Benissimo! Sai che ieri sono pure andata a farmi una passeggiata?”
Non al massimo. Non sono riuscita ad alzarmi dal letto ieri. Sono rimasta sotto le coperte fino ad oggi. Non avevo la forza per affrontare il mondo qua fuori.
“Sai che ti voglio bene e che ci sarò sempre per te!”
“Certo che lo so, lo stesso vale anche per te e lo sai!”
E allora perché non rispondi mai alle mie chiamate? Perché visualizzi i miei messaggi e non mi dai mai una risposta? Perché? PERCHE’?
PERCHE’?
Perché?
Perché?
“Ehi, come sta andando la vita?”
“Come sempre, avanti.”
Come sempre, rinchiusa in una gabbia di metallo a vedere gli altri che vanno avanti senza la forza di andare avanti io stessa.
Come sempre, pensando che sarebbe meglio se non fossi mai esistita. Come sempre, sapendo di stare male, ma con la paura di ammetterlo.
Come sempre, con il solo pensiero di farmi del male per sopportare questo disagio e questo dolore che sento sempre dentro.
“Ehi! Ma tu come stai veramente? E non dirmi che stai bene, perché so cosa vuol dire quello che dicono i tuoi occhi.”
“Dimmi che stia scherzando! Sto bene, davvero. Giurin giurello!”
No, infatti, non sto bene, ma dove trovo la forza di gridare ancora che sto male se ho paura che nessuno mi senta e che lo stesso atto sia solo uno spreco di energie quando sarebbe meglio affogare in tutta questa ignoranza?
“Suvvia, non dirmi bugie. Come stai?”
“Te l’ho detto, sto davvero bene, le giornate belle come questa mi fanno pensare che forse la vita sia degna di essere vissuta appieno.”
Male. Queste giornate dove il sole spende caldo e luminoso mi fanno pensare che io non abbia il diritto di godermi questo benessere catapultandomi sempre più in fondo ad un pozzo dal quale posso solo sperare di vederlo per così poco tempo… Sempre che i suoi raggi possano raggiungermi.
“Lo so che non stai bene. Continui a ripetermi che è tutto ok, ma io lo so, quindi te lo chiederò solo un’ultima volta. Come stai?”
“In realtà sto davvero bene(sorriso con un’alzata di spalle disinteressata). Non saprei che altro dirti…”
Perché continui a chiedermelo? Sto cercando di non intaccare la tua serenità con i miei pensieri. Perché continui a chiedermelo? Vuoi davvero rovinarti la giornata per colpa mia?
“(si avvicina e le prende il viso tra le mani fissandola negli occhi)Dimmi tutto quello che ti passa per la testa. Qualsiasi cosa, bella o brutta che sia… Vorrei tanto leggerti nel pensiero, ma purtroppo dovrai fare lo sforzo di dirmelo tu a cosa stai pensando. Esprimiti… Perché è l’unico modo in cui io potrò mai comprenderti appieno… Dimmi tutto, raccontami la tua storia? Perché sai, io ne conosco solo le parti belle, quelle che hai passato con me, ma non so di tutta la parte che ti fa soffrire e che ti impedisce al momento di essere felice…”
“Io… Non so… Non penso di riuscirci… Inoltre non saprei che dirti…”
Ho una fifa blu. E se ti dicessi tutto e poi tu scappassi via? Scomparissi dalla mia vita? Avrei un’altra cosa di cui sentire la mancanza, di cui rimpiangere come sono andate le cose… Non voglio che tu te ne vada dalla mia vita… Sono disposta a sembrare felice pur di non perderti. Di mentire a me stessa pur di continuare a rimanere al tuo fianco. Di farmi peso di quando TU stai male… Ma non chiedermi di dirti tutto. Ti prego…
“S., dimmi tutto, io non fuggirò. Continuerò a starti vicina fino a quando il tempo ce lo permetterà, finché non saremo sepolte in tombe adiacenti… Perché non puoi soppesarti i problemi degli altri quando tu te ne stai portando dentro troppi pure per più di una persona. Parlami, spiegami, permettimi di capire.”
“Io… Io ho una paura immensa… Chi mi può assicurare che non scapperai dopo tutto quello che avrò da dirti? Chi mi assicura che tu potrai capire i miei comportamenti? Le mie reazioni? Il mio malessere?”
“Nessuno te lo può assicurare, ma puoi provare a fidarti di me, così come io mi fido di te. Così come anche C e G si fidano di te. Così come anche F si fida di te. L e O si fidano di te. Parlamene. Fallo, e ti prometto che domani sarò ancora qui, al tuo fianco, a supportarti. Lo giuro.”
“Allora… Penso di poterci almeno provare… Credo…”
“Bene, allora dimmi tutto…”
Parole mai dette. testo di Sheennyra