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Notturno del nuovo anno
E guardo;
e osservo le foglie ingiallite
di una misera pianta che tace.
Io muto osservo il lento svanire,
l’oblio taciturno, il silenzio.
Una stella di natale muore,
i suoi lampi purpurei si chetano,
lenti, ignari, svaniscono.
Osservo.
Di fianco una candida gemella rabbrividisce,
anche l’ultimo germoglio è ormai perso,
la speranza di un vano rifiorire cade
mentre un placido ruscello lo culla
di lacrime eterne versate nel ricordo.
Osservo.
Caduca le si porge innanzi la vita
eppure briosa, allegra, vestita d’ansia
e di panni candidi e purpurei
per celare il vuoto;
il suo mantello s’apre, si svolge,
abbraccia il mondo.
Poi spunta il sole e si spegne,
e con lei l’inane gesto di natale.