Contenuti per adulti
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Dopo l’accoglienza
ti assegnano un posto,
non una cella,
non una fiamma:
una postazione.
Una scrivania
che conosce già il tuo nome
anche se lo hai dimenticato.
La sedia è regolabile
ma non trovi mai
la leva giusta.
Un demone passa ogni tanto
con una tazza vuota
e la riempie di attese.
Qui il tempo non scorre,
fa straordinari.
Le lancette si fermano
solo quando le guardi,
poi recuperano tutto insieme
quando ti distrai.
Il tuo compito è semplice, dicono:
devi sistemare ciò che hai lasciato
in sospeso.
Apri un cassetto
e trovi tutte le parole non dette,
ancora intatte,
che ti fissano come pratiche inevase.
Provi a iniziarne una,
ma ogni frase si biforca,
diventa altra frase,
poi altra ancora,
fino a costruire un corridoio
da cui non esci più.
C’è chi archivia ricordi
in faldoni che si moltiplicano,
chi corregge decisioni passate
senza mai arrivare all’ultima versione.
Ogni tanto qualcuno ride,
ma è un errore di sistema.
Le pause sono concesse
ma non servono a niente:
il pensiero resta seduto
anche quando ti alzi.
Un cartello lampeggia
senza urgenza:
“Eternità in corso di aggiornamento”.
Chiedi quanto manca.
Nessuno risponde subito.
Poi una voce, da qualche parte
tra un ripensamento e un rimpianto:
“È già iniziata da un pezzo.
Sei tu che continui a tornare indietro.”
(to be continued...)