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Il volo di Fringuello, storia di un cantastorie
Parte 1^
Avevo nove anni ed ero di fronte al televisore, vedevo qualcosa che mi è rimasto impresso a lungo nella mente. Lo sbarco del primo uomo sulla luna.
Era il 21 Luglio 1969, attorno alle due di notte, stavo per assistere ad un avvenimento storico.
Io non potevo coglierne tutte le implicazioni, ma quella notte tutto il mondo stava incollato alla tv, e anche i bambini avevano avuto il permesso di tirare tardi.
Ero ospite nella casa al mare di mio zio Eugenio che fortunatamente disponeva di un televisore.
Assistevo con meraviglia e stupore alla telecronaca che ne fece Tito Stagno.
Tanto mi rimase impresso nella mente questo fatto che anni dopo per l’esame di terza media, mandai a mente la cronaca dell’avvenimento e, completamente a pera ignorando i temi assegnati buttai giù un tema dettagliato il cui oggetto era il racconto dello sbarco sulla luna.
Qualcuno della commissione probabilmente condivideva il mio amore per la scienza e la tecnologia e così passai l’esame con un giudizio buono.
Si consigliava in questo giudizio di farmi proseguire gli studi in materie scientifiche o letterarie.
Così non sarebbe stato, ma questa è un'altra storia.
Durante le scuole superiori, si seguivo le lezioni, ma ogni volta che potevo mettevo da parte qualche soldo per comprare un libro di astrofisica, stranamente riuscivo a capirci qualche cosa e inoltre divoravo i fascicoli mensili de Le Scienze, edizione italiana di Scientific American.
Così conoscevo le teorie sulla nascita del sistema solare, quelle dell’evoluzionismo e anche quelle sulla nascita dell’universo.
IL Big Bang, La scoperta della radiazione di fondo lasciata da questo, i vari tipi di stelle e galassie e così via.
Così senza che me ne accorgessi, la scienza aveva fatto di me un materialista.
Però lasciavo uno spiraglio per la fede: Poteva esserci stato un Dio che aveva fatto detonare il big bang…
Da agnostico, che era un buon punto di partenza. Per amore dell’onestà, odio verso il danaro come valore, che sembrava prevalere su tutto il resto, fra l’altro aveva rovinato la mia famiglia, un fallimento, quello dell’azienda di mio padre, ci portò sul punto quasi di finire sulla strada, questo stigma del fallimento poi per mia madre era un ossessione, ma questa è un'altra storia…
Mi informavo, sapevo dai giornali, non erano tutti asserviti al potere,quanto rubavano e peggio, avevo grande schifo dei partiti di governo.
Insomma, Diventai comunista, all’età di 13 anni mi iscrissi alla federazione giovanile.
Allora c’era Berlinguer, si, come diceva Gaber c’era chi era comunista, perché Berlinguer era onesto.
Ma onesto è una parola grande, ti impone una coerenza micidiale. Così per te la vita non è facile come quella degli altri, ancora una volta.
Non capii mai in cosa consistesse la dottrina marxista, ma era chiaro per me che la parte più sana del paese era la classe operaia. Allora esisteva ancora, non era una razza in via di estinzione.
Poi c’era la Russia, il paradiso dei proletari, o meglio l’unione sovietica, che con la sua armata rossa aveva sconfitto il nazismo. Non sapevo niente dei crimini di Stalin. D’altronde la verità venne a galla molto dopo.
Comunque come fosse la Bibbia, ogni domenica, distribuzione de l’Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci organo del P.C.I. Il partito era pieno di gente in gamba, non qui in Sardegna forse, ma a livello nazionale faceva una buona opposizione, combatteva la mafia e le ruberie del governo nazionale.
Ero bravo a scuola, ma più timido di un koala con le donne, e complessato, e invece poi seppi quante sarebbero state interessate e me l’ero lasciate sfuggire…
Frequentai un istituto tecnico, ancora , ancora per me andava bene, si faceva abbastanza scienza.
Arrivato a 18 anni , maturità in tasca, con voti bassi mi iscrissi ad ingegneria, fu un vero flop. Poi militare di leva, e lì imparai a bere birra.
Gli ufficiali mi guardavano male, ero l’unico in caserma che leggeva paese sera noto giornale di area comunista.
Ma il tenente della guardia mi sfidava puntualmente a scacchi. Lui doveva sudare parecchio contro di me. Pertanto mi stimava.
Quando finii, il mondo si aprì di fronte a me, ed io mi chiusi di fronte a lui, un giorno vi racconto il resto…
Magari avete un idea viste le premesse più o meno di cosa successe poi.
Storia di un Fringuello
Parte 2
E rieccoci…
A quel punto, non trovavo un lavoro decente, così andai a fare pratica da geometra presso uno studio di ingegneria.
Lavoravo come un nero in nero, rimborso spese risibile, nell’ultimo periodo anche 10 ore al giorno.
Il disegno tecnico mi piaceva, ma l’ingegnere mi stava sfruttando come se non ci fosse un domani. Mi ricordai che ero contrario allo sfruttamento, non mi licenziai che non ero mai stato assunto, però me ne andai.
Uscì un concorso al Comune, partecipai, ma la prima prova mi andò male, cioè lo scritto.
Tornai a casa scornato e mio fratello ignaro mi passò un bigliettino dicendo-queste sono le domande che ti faranno stasera …
Mi ricordai di essere onesto, dissi-non ci sarò stasera- poi lo sai che io ce la faccio da solo senza barare oppure non gioco.
Nessuno riuscì a superare le prove del concorso, che era per geometra comunale, così lo ribadirono.
Alla seconda prova, non partecipai, avevo subodorato che avessero fatto in modo di scartare gente che meritava- fra me e me , pensai, voi al concorso non mi vedrete.
E così fu
Il concorso saltò di nuovo, pareva che i partecipanti fossero tutti incapaci. Alla fine terzo bando di concorso, gli amici sapevano che io non accettavo i bigliettini passati sotto il tavolo, pensai, questi vogliono me o nessun altro, ed io non vedevo altre occasioni.
la commissione era di politici e vi dico una cosa, fra i politici, anche di partiti diversi od opposti, vi è una specie di istintiva simpatia per chi , sia da una parte oppure dall’altra si occupa di politica
Comunque studiai perché non volevo farla troppo sporca e alla fine, sta agli atti, il compito migliore di urbanistica, primo posto per il progetto di un tratto stradale, e risposi esaustivamente alla prova orale.
Mi rimase comunque un senso di colpa, era chiaro che mi avevano aspettato.
Però ora avevo un lavoro, ben pagato, di prestigio in un piccolo comune come il mio.
La prima spesa che feci , ricordo fu uno stereo Philips, ci spesi un intero stipendio ma era una bomba. Dal diploma ad allora erano passati ben 4 anni. Spendendo il mio tempo a leggere libri di ogni genere, ricordo perfino,la storia in 7 volumi di Vincenzo Balsamo Conte di Cagliostro.
Ora avevo anche un auto che non sapevo guidare. Un amico sapeva guidare quindi unimmo le forze.
Per due anni al mare a fare pesca subacquea nella buona stagione ed a gironzolare quando non era tempo propizio.
Ma il destino era in agguato…
La serie di insuccessi che mi aspettava era una cosa da guinness dei primati. Fine 2^ puntata
Il volo di fringuello
3^ puntata
Ora c ‘è una cosa da premettere. Prima di continuare la storia.
Quando mio padre fallì, lui che aveva sempre riso degli altri, chiaramente si sentì caduto molto in basso e gli passò tutta la boria. sparì del tutto, scappò.
Io rimasi, piccolo, indifeso, senza una protezione, da solo contro il mondo.
Una persona grande, si fece presente e conquistò la mia fiducia, era un pedofilo, io me ne accorsi troppo tardi.
Restai nelle sue grinfie per un po', lui si divertì io no. Poi all’improvviso mi ribellai, e seppure bambino percepii lo schifo della situazione e riuscii a liberarmi delle sue attenzioni malate.
Il vicinato , sapeva, ma la gente è strana al mio paese, non si scandalizzò, la prese a ridere. Il malato passò per un tipo in gamba io ebbi da allora l’etichetta ed il conseguente disprezzo che si "deve" ad un “diverso”. E pretendevano che io accettassi quello status.
Rispetto a questo fatto io dovevo ogni giorno ribadire a me stesso e fare la guerra al mondo. Per potermi considerare “nella norma”.
Non mi dilungo oltre, dico solo che per gran parte della vita tutte le mie soddisfazioni vennero sminuite, smorzate da questo poco, lieto motivo, la paura che mi avesse contagiato la sua malattia …
Torniamo ai miei 24 anni, secondo anno di mare, incontrai una ragazza, italo francese, viveva in Lorena, Nord della Francia, padre sardo, passava sempre le vacanze in Sardegna. Era una bomba, bella e sexy, si innamorò di me, cosa che mai avrei sperato Mi raccontò tutta la sua vita, anche che a 22 anni stava per sposarsi era felice, tutto pronto per il matrimonio, cerimonia, già tutto organizzato. Ma il suo dramma e la sua fortuna vollero che casualmente trovo il promesso sposo in atteggiamento inequivocabile in un locale gay nel quale era entrata per far compagnia ad un amico.
Le crollò il mondo addosso e rimase sempre con questa ferita aperta.
Capirete che con la mia lotta interiore, la sua ferita non rimarginata, questo mise nel mio animo, una vera e propria bomba ad orologeria, avrei dovuto fare un passo indietro.
Invece ero follemente innamorato, e non sto a spiegare, tutto andò, male , come si poteva prevedere.
Ne uscii devastato, cominciarono a manifestarsi episodi di depressione poi la depressione fu costante, farmaci pesanti, tornato dal lavoro dormivo, abbandonate tutte le amicizie.
Per oltre 6 anni la vita non fu vita.
Piano cominciai a riprendermi, a riacquistare gusto per la vita, molto gradualmente. Conobbi delle ragazze, non erano grandi amori, era sesso con amiche. Ma sempre un dolore sotterraneo per aver perso il treno della felicità.
Io sapevo di essere maschio, perché la mia libido non comprendeva in alcun modo gli uomini e il mio orientamento sentimentale era entusiasticamente riservato alle donne.
Ma non ero più integro psicologicamente, la mia vita divenne, lavoro , libri, sonno.
Finii col perdere la fiducia in me stesso, mantenni la logica ed il contatto con la realtà solo grazie agli scacchi, ero solo però una buona macchina da lavoro.
Fine 3^ puntata.
Volo di Fringuello 4
Il lavoro proseguì, complesso e stancante, con buoni risultati, ma svalutato da dirigenti e colleghi e continuamente sabotato da mobbing , ripetuti e, onestamente, ingiustificati, forse ero io che attiravo i guai …
Ero arrivato ai 30 anni, decisi di farmi aiutare da uno psicoterapeuta, la terapia durò 7 anni, alla fine ero più motivato.
Mi iscrissi alla facoltà di Architettura, più o meno feci qualcosa che somigliava al biennio, approfondivo e i risultati erano brillanti.
Ma al lavoro mal tolleravano di concedermi le 150 ore di diritto allo studio, mi sabotavano e stavano ingiustificatamente per demansionarmi. Così tornai nei ranghi, non potevo da solo, che da solo ho sempre affrontato tutto, presidiare due posizioni contemporaneamente.
Nel frattempo avevo iniziato a frequentare la chiesa cattolica, ero ormai quella specie di animale chimerico che al tempo si chiamava cattocomunista.
Entrai nel Coro della cattedrale, l’organista era carina, ai miei occhi eccezionalmente appetitosa, me ne innamorai, credevo che non mi sarebbe capitato mai più invece presi una cotta di quelle che così solenni , non mi era mai capitato prima.
Cominciai a scrivere poesie a lei dedicate, spesi in fiori un capitale, sfruttavo tutte le occasioni per starle vicino. Accanto a lei mi sentivo bene. E le poesie erano al ritmo di una al giorno.
Lei si era rotte le palle, mi disse chiaramente, ti chiedo di smettere di amarmi.
L’unico modo era sparire dalla circolazione, svanii così all’improvviso senza salutare nessuno. Lasciando a lei una poesia, l’ultima, che si congedava e concludeva- ma ti ringrazio, m’hai fatto far poesia. Vedi, questa, è una cosa che mi resta.
Feci vari viaggi all’estero fra cui uno a Cuba, conoscevo lo spagnolo, e rimorchiare mi riuscì facilissimo, 15 giorni di rhum e donne.
Iniziai a scrivere racconti, uno che se ne intendeva mi fece un complimento che non lo era- se non gli avessi scritti tu che sei un coglione, direi che sono fatti da un filibustiere di talento.
Da quando ho iniziato a scrivere, sono andato in crescendo io do ai racconti ed alle poesie tempo e sforzi di meningi, misti ad entusiasmo e loro mi ricompensano, mi sento un po' demiurgo, alla fine li guardo e come, qualcuno molto in alto, anzi altissimo, vedo che sono cosa buona.
Ora sono un uomo di 66 anni, rovinato nel fisico, ma che mentalmente ha saputo resistere a tutto e ancora resiste.
Che chiede solo di trascorrere in pace ed in compagnia di poesie, racconti, scacchi ed acquerelli,i miei adorati libri ed i miei gatti, gli ultimi, molti o pochi non importa, anni della sua vita.
Fine. Vi ringrazio per l’attenzione.