"INNAMORARSI"

scritto da eminet
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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ad una doNna speciale...
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Testo: "INNAMORARSI"
di eminet


Il titolo di questo testo(ispiratomi dal film “Innamorarsi” con R.DeNiro) dice già tutto:ognuno, nel leggere quella parola sarebbe sconvolto dalle emozioni più belle…il resto è “solo” un frammento di me!

INNAMORARSI

Innamorarmi di lei è stata l’esperienza più dolce e bella della mia vita.
La vidi per la prima volta una sera d’estate, ad una festa all’aperto: avevamo alcuni amici in comune. Il vialetto d’ingresso era illuminato solo da alcune fiammelle poste lateralmente a terra, e fu proprio nel lieve bagliore e tepore d’una di quelle fiammelle che scoprii i suoi dolci lineamenti; fu uno sguardo distratto, ma io sono molto affezionato a questo ricordo, perché per il resto della serata non ci vedemmo e non ricordo una presentazione ufficiale.
Per un paio di mesi non la vidi più. Poi, frequentando i miei amici ed il suo gruppo di ragazze, una sera la incontrai di nuovo e poi altre sere ancora, nei week end.
Ogni volta aspettavo con ansia di poterla rivedere e dentro di me le dedicavo i miei pensieri più dolci a tutte le ore del giorno, in modo sempre più frequente.In particolare la pensavo mentre ascoltavo in sottofondo una canzone tutt’altro che romantica,”Stan” di Eminem, a causa di un sogno che avevo avuto.
Erano pensieri vaghi ancora, ma mai superficiali.Quella ragazza mi piaceva, e mi piaceva molto.
Era molto silenziosa, riservata e quando parlava le parole le pronunciava con una delicatezza deliziosamente femminile, che le altre non avevano…io questo lo avevo notato.
Era timida forse, aveva quella timidezza che è virtù, tipica delle persone sensibili, profonde nell’animo, che danno importanza alle piccole cose.
Adoravo guardarla:non avevo mai visto niente di così bello come il suo sorriso. Il suo modo di essere soddisfava la mia natura d’inguaribile spirito romantico.
Non la trovavo intrigante, non m’ispirava mistero: semplicemente mi piaceva, la sentivo come una cosa naturale, che sconvolgeva le mie emozioni di aspirante innamorato in modo sempre più forte.
Era la ragazza più bella che avessi mai incontrato.
Ricordo che un giorno (la mia presentazione fu quella di un ragazzo spiritoso e simpatico), fra battute varie, le dissi che ero il suo spasimante numero uno e che non avrei mai smesso di esserlo…e non glielo dissi ridendo:questo lei lo avvertì.
Vestiva in modo semplice, si truccava poco:a me piaceva, la sua era una bellezza genuina, semplice ed autentica. Detesto le donne infarcite di quella bellezza tanto appariscente quanto artificiale.
Era molto carina, col suo viso candido, i suoi capelli rossi di cui sentivo il profumo nei baci del saluto, il corpo slanciato, il seno piccolo e ben fatto che la rendeva dolcemente sensuale.
Quelle settimane per me passarono veloci ed io ero ormai diventato un cercatore d’attimi…attimi per sfiorarle le mani con le mie, attimi per guardarla, farla ridere, attimi per baciarla e salutarla.
Non riuscivo ancora a dedicarle dei versi ma ricordo la mancanza di lei che sentivo quando non c’era e la mia impazienza spesso sfociava in rabbia che addolcivo con passeggiate solitarie vicino al mare.
Lei si mostrava gentile nei miei confronti ma a volte le sue reazioni ai miei piccoli gesti di galanteria erano sfuggenti, a volte un po’ brusche e non nascondo che un po’ ci rimanevo male. So tuttavia che in lei stava nascendo qualcosa per me, e aveva bisogno di potersi fidare, me ne rendevo conto ed io, per lei, avrei aspettato tutta la vita.
Ogni tanto avevamo modo di scambiarci, in modo così velato e sottile, le prime tenerezze…mi innamoravo di lei, desideravo conoscerla, corteggiarla, amarla.
Non mi ponevo grandi problemi:io ero sempre stato un “viaggiatore” solitario, un autentico sognatore…credevo nell’amore, in un sentimento puro e forte che è poesia di vita, amavo le piccole dolcezze da innamorati, i baci che scaldano gli inverni freddi dell’anima.Ero stato sempre dubbioso però sulla realtà pratica dei rapporti, le mie osservazioni mi lasciavano spesso deluso, mi sembrava che tutto si riducesse ad un qualcosa che non era all’altezza dei sentimenti, di quel coinvolgimento che avevo trovato nella lettura dei poeti romantici.A volte pensavo che l’amore fosse una verità del cuore,viva solo nei libri dei poeti…
Ma lei mi piaceva, mi toglieva la ragione, mi riempiva di voglia di amarla nel modo più nobile possibile ad un uomo.
Continuammo ad incontrarci, sempre in gruppo e fra noi ci furono piccoli momenti di straordinaria complicità innocente,mentre gli animi diventavano sempre più affini e bisognosi dell’altra persona e l’intensità degli sguardi cresceva scaldando l’aria che respiravamo.
I nostri cuori stavano imparando a pulsare come mai avevano fatto, insieme avremmo conosciuto emozioni nuove, che come lei mi disse un giorno,non pensava neanche potessero esistere.
Me ne resi conto, quando una sera,al bowling con gli amici, le presi le mani fra le mie per scaldarle…fu speciale,e la notte, da casa, le scrissi un messaggio,dicendole che lei per me era una persona speciale e che questo aggettivo non lo avevo usato per nessun altro in vita mia. Avrei voluto far seguire a quelle carezze un bacio galante sulla mano su cui oggi c’è un piccolo anello di fidanzamento ma non potevo farlo.Quel giorno iniziai ad amare le sue mani, a vivere del desiderio di carezzarle e baciarle; per me non c’è donna al mondo con delle mani belle come le sue.
Non fu facile donarle le prime rosse rosse, farmi avanti in mezzo agli amici ma quella sera,durante la passeggiata, avevo camminato per un po’ abbracciato a lei e avevo sentito che bisognava dare un segnale più forte…il mio cuore la voleva.
Quella serata finì in una strana sospensione di emozioni e la domenica dopo,in un freddo pomeriggio di fine gennaio,la fortuna giocò dalla nostra parte:ci trovammo sotto la pioggia, abbracciati sotto un solo ombrello, per andar a prendere le macchine mentre gli altri ci attendevano in un bar. Avevo percorso tante volte quel tratto di strada ma mai ero stato così bene:c’era lei, c’era tutto.
Le dissi poche parole;commossa e anche lei coinvolta nel profondo scaldò il mio cuore con voce tremante.Vicino a quell’edicola chiusa, le diedi la mia prima lettera, le mie prime righe per lei e la baciai sulla guancia, così vicino alle sue labbra che ebbi la straordinaria sensazione di averle sfiorate.
Le chiesi il permesso di poterla chiamare, nei giorni seguenti, perchè avevo voglia di rivederla. Mi rispose di si e la sera ci scrivemmo.
Andai a letto pensando a lei:volevo abbracciarla, darle il mio affetto, baciarla sulle labbra.
Ci furono due giorni di distanza e di emozioni, poi il nostro primo appuntamento, la nostra panchina,vicino al mare, al faro…il primo bacio, i primi versi d’una poesia:il nostro amore. Era il ** gennaio2001.
Dopo alcuni giorni per noi si compì il miracolo del primo “ti amo”:condividevamo l’importanza di questa espressione e il sentimento che ci stava legando se ne rivelò all’altezza.
Ero infinitamente innamorato di lei…
…oggi lo sono molto di più.








"INNAMORARSI" testo di eminet
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