Una persona calcolatrice

scritto da kurt
Pubblicato 21 anni fa • Revisionato 21 anni fa
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Testo: Una persona calcolatrice
di kurt


Lasciate che mi presenti, io sono una persona calcolatrice, e come tale ho vissuto gran parte della mia vita. Le persone hanno imparato a conoscermi e sebbene vengano spesso da me per dei consigli, evitano ogni tipo di rapporto con il sottoscritto. Di me hanno lo stesso timore che una volta avevano dei computer, temono che possa dir loro più del dovuto, e qualcuno teme che magari io possa impazzire e conquistare il mondo, tanto è alta la mia fama di persona calcolatrice. Mi capita però ultimamente di non riuscire più a produrre una risposta in tempo debito, non è più come una volta, ora la solitudine in cui gli altri mi hanno lasciato occupa gran parte delle mie riflessioni, e nulla più ne esce dai miei pensieri di compiuto. Probabilmente è una cosa che vi stupirà, ma nonostante tutta la mia vita, continuo ancora ad avere riflessioni su di me, solo che una volta non facevano così male. Ma dove sono finiti quei bei tempi?
Quando la computer scare, come venne chiamata dai giornalisti cattolici, contagiò le persone, io ero ancora piccolo. Quello che so sull’accaduto lo ho studiato poi alle scuole superiori, avrei tanto voluto un nonno che mi raccontasse qualcosa di quel periodo, ma i nonni degli altri non mi piacciono ed i miei, quelli da cui dicono io abbia ereditato la mia capacità di calcolare, furono fra le vittime di quella causa. Un predicatore, ricordo ancora il suo volto barbuto nell’immagine del libro di storia, predisse, e nei secoli neanche era la prima volta, la nuova apocalisse. Fu un’immagine del tutto nuova della fine del mondo e, al giorno d’oggi, pensiamo seriamente di avere evitato l’apocalisse, a meno che non si dia troppa corda alle persone come me. In questa sua visione i sette angeli furono sostituiti da sette computer, gli squilli di tromba da password errate ed i fulmini dai frullatori e dai rasoi elettrici. Non ho mai capito se ciò spiegasse anche la sua lunga barba, a quanto mi risulta non mancava la possibilità di operare manualmente al bagno o in cucina. Quest’uomo, rimasto in sordina per anni sulle reti locali o notturne, trovò, grazie signore, finalmente ascolto quando il computer centrale che gestiva la diffusione delle trasmissioni rai, volle divertirsi ad escludere il collegamento con Miss Italia, proprio quando stava per venire nominata la vincitrice del concorso.
Fu davvero il terrore, gli italiani sapevano di essere rappresentati da qualcuno, ma non ne conoscevano il volto. Ancora più grave, c’era un enorme dislivello di favori tra le due ultime candidate in lizza per il titolo. Nessuno avrebbe gradito essere rappresentato dalla numero 52, ma a quanto se ne potesse sapere, entrambe avevano le stesse possibilità di essere elette. Non fu mai scoperto chi aveva vinto il concorso, senza riscontro televisivo il concorso non prosegui, ma nessuno, da casa, poteva immaginare cosa accadesse al di là dell’etere. La folla si riversò ben presto per le strade, creando il panico tra le forze dell’ordine, che dalla loro parte si interrogavano se fosse giusto reprimere la folla o unirsi a loro. Tutti si stavano riscoprendo uomini egualmente umiliati ed egualmente all’oscuro della vera conoscenza. Fu in questa situazione che si fecero di nuovo spazio le parole del predicatore. In una delle grandi città che oramai si arrendeva all’inconsapevolezza della gente, lui mise a disposizione la sua conoscenza e le sue parole. Perché un uomo del genere non è mai stato al mio fianco.
Fu così che tutta l’umanità si trovò a lottare contro un nemico comune, i computer. La rivolta si espanse ben presto, le opinioni e le grandi ragioni corrono senza stancarsi verso ogni angolo della terra. Per quanto astuti e calcolatori, i computer non riuscirono ad attuare in tempo il loro piano apocalittico e furono demoliti, impiccati e umiliati nelle piazze. Nell’umanità rivoluzionaria, però, alla morte del predicatore, non fu tutto facile e lineare come ora tendiamo a ricordare. Si formarono subito due grandi fazioni, una, che possedeva le scarpe del predicatore, mirava a distruggere ogni prodotto della tecnologia, mentre l’altra, che conservava del predicatore la barba, proponeva una versione più moderata e mirava a distruggere solo i prodotti tecnologici pensanti e calcolatori, mentre sperava di potere ancora usufruire delle varie agevolazioni della tecnologia, come il frullatore o il rasoio elettrico e via dicendo. Credo che nel medioevo, d'altronde, nessuno si sarebbe sognato di eliminare i fulmini dalla faccia della terra. Questa considerazione di mio padre mi ha sempre dato fiducia nel buon senso dell’umanità, buon senso che prevalse ancora una volta e permise alla fazione della barba di avere il sopravvento, se sopravvento è lecito chiamarlo quando è mosso da giuste ragioni di fatto.
I miei nonni maschi, entrambi, furono giustamente tra le vittime della persecuzione iniziale, sempre che sia giusto chiamare persecuzione l’eliminazione degli errori dal mondo. Entrambi costruivano cose pensanti, ad entrambi fu detto di non pensarci più, e per loro finì così. è comunque a loro che devo, secondo quei libri di biologia, la mia feroce abilità nel calcolare, ed è grazie a loro che sono riuscito comunque a trovare lavoro, perché discendere da due, e non solo uno, due costruttori di computer non rende mica facile la vita in questo mondo senza prospettiva di un apocalisse. Io sono una persona calcolatrice. Lavoro otto ore al giorno, i turni sono variabili, negli angoli delle strade principali. Io calcolo, io faccio quei conti per i quali erano state inventate le macchine calcolatrici, la gente mi chiede, ed io rispondo. Io sono in un angolo per tutto il giorno, e chiunque può chiedermi di fare per lui un conto, per il quale non ha strumenti. Talvolta passa qualcuno che cerca di capire quanto ha speso in una mattinata di shopping, talvolta qualcuno mi chiede quanti minuti mancano ad una certa ora, talvolta altri, specialmente i turisti, mi chiedono di convertire la valuta locale in un ‘altra valuta, ed io rispondo.
Prima di essere promosso a persona calcolatrice di pubblica utilità, lavoravo in un supermercato, ma non alla cassa, per essere cassieri occorre una laurea che io non ho. Ero un semplice impiegato di corsia a disposizione della clientela, la gente mi chiedeva informazione sui risparmi a lungo termine di alcuni prodotti, tipo se pagando sei pacchi di caffè una certa somma, avrebbe risparmiato sull’acquisto di singole porzioni e quanto avrebbe risparmiato. Le persone mi chiamavano esperto delle offerte, ma in realtà di offerte non ho mai capito nulla, io mi limitavo a fare moltiplicazioni e sottrazioni e via dicendo, le persone dicevano che ero il loro angelo del risparmio, ed anche se non era ero, la cosa mi lusingava. Quando lavoravo al supermercato, la gente mi voleva bene, c’era un continuo chiedere e chiedere calcoli, tutti si fidavano di me. Poi sono stato promosso di livello, e della mia attuale occupazione vi ho già detto, risolvo i calcoli che tormentano le persone, per la strada, permettendogli così di non cadere nel baratro dell’inconsapevolezza. Ma ho sogni più grandi, io, o almeno li avevo quando ero giovane. Speravo di salire ancora di livello e poter entrare a lavorare, tipo in una banca, speravo che qualcuno, vista la mia professionalità, avesse fatto uno strappo alla regola e mi avesse proposto un lavoro per cui, di norma, servirebbe la laurea. Alla persona di cui ho preso il posto in questo angolo della strada è andata proprio così, ma lui aveva il padre che lavorava con i computer, la discendenza è molto più diretta della mia, anche se a conti fatti la percentuale non cambia.
Qui, però, le cose non sembrano andare molto bene. Nessuno dice più che sono il suo angelo del risparmio, qui il mio servizio è preso esclusivamente come dovuto. Tante persone, prima di chiedermi il risultato del calcolo che li affligge, mi domandano se sono in grado di memorizzare il calcolo che mi chiedono, ed io rispondo che può accadere, ma non è detto che accada, qualcosa può restarmi in testa per un po’, ma al calcolo successivo, di solito, dimentico. Ho letto da qualche parte che, prima della sventata apocalisse, alcuni sostenevano la similarità della mente umana con i computer, ma poi, i nuovi teorici dell’umanità hanno definitivamente smentito questa tesi. Per questo motivo, una volta ho risposto ad uno che mi chiedeva maggiori informazioni sulle mie capacità che non di certo si poteva conoscere la mente umana come una volta qualcuno conosceva i computer, ho risposto di non sapere cosa potessi fare. E quella persona andò via indignata dicendo che mi stavo permettendo di avere anche delle opinioni. Talvolta, quando sono in silenzio nel mio angolo perché nessuno ha conti da farmi fare, la gente che passa mi osserva e si chiede cosa io stia calcolando. Hanno sempre più paura di quelli come noi. Ultimamente c’è stata una riduzione d’impiego nel nostro settore, la gente ha sempre meno bisogno di noi, sono sempre più le persone che possono permettersi di pagare una persona calcolatrice personale. Anche a me non dispiacerebbe finire i miei giorni di lavoro in un settore privato, ma ormai c’è diffidenza nei miei confronti.
Ultimamente poi devo avere qualcosa che non va, dovrei farmi dare una controllata. Ultimamente non riesco più a calcolare, quando una persona mi chiede di calcolare per lui, inizio a guardare i suoi occhi ed ho paura di calcolare. Credo che presto mi rottameranno.
Una persona calcolatrice testo di kurt
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