17 aprile 3012

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Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Testo: 17 aprile 3012
di .S.

17 aprile 3012

Un campanello appeso al ramo nuota
il soffio del vento caldo ristagna
dallo spiffero che cigola
si scruta la fine che a una porta si apre ...

... non conosco quelle persone impaurite
morte come nel sonno di quella casa
ma dall'ultima volta si sono scheletrite
e per mano ora si prendono nel cammino
tra i cisti, in un corridoio avorio e quasi rosa.

Vagano sospese in un vuoto
liberate dalle mansioni e trafitte di luce
volano nel serraglio lugubre al mondo,
s'intrufolano nell'angolo dell'occhio.

Immerse sono le cose da testare
ondivago il colore del loro viso
nessuno grida addio per andare
e da lontano si proietta lo svolgere del salto
che si mescola allo stesso vuoto
generato, ingigantito e ora deriso.

.s.
17 aprile 3012 testo di .S.
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